BUSH A ROMA, INTELLIGENCE AL LAVORO

6 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 6 giu – Cresce la tensione per l’arrivo di Bush a Roma, previsto per venerdì. I cieli della Capitale saranno blindati mentre gli Usa insistono perché sia confermata la visita di Bush a Sant’Egidio che allarma il Viminale. Il Messaggero informa che saranno piazzati decine di cecchini sui tetti di Trastevere e che “nel raggio di trenta chilometri da dovunque si trovi George W. Bush ci saranno centrali di Intelligence mobili in grado di eseguire fotosegnalazione in loco; gestione banche-dati con foto, impronte e voce; ricostruzione di un volto; kit per ispezione della scena del crimine; sistemi per l’analisi documentale e mappatura/controllo dei negozi. Le stazioni saranno delle cosiddette tartarughe, ossia furgoni coperti e mascherati. Insomma, un camioncino del gelataio, un pulmino del circo o un chiosco della grattachecca non è detto che siano ciò che sembrano. E persino nei negozi saranno assunti nuovi commessi. Agenti, in realtà”. “Nel frattempo – si aggiunge – c’è stato un insolito aumento di clochard e psicolabili che rovistano nei cassonetti della spazzatura. Non sono però i soliti barboni bensì perfette imitazioni che, in realtà fanno parte del Gico (Finanza) o di Sco e Digos (Polizia). I punti più battuti da questi ”mendicanti” sono Moschea e Vaticano. Ci sarà poi una task-force informativa per le notizie che, a intervalli regolari, italiani e americani si scambieranno allo scopo di predisporre, all’occorrenza, un piano anti-attentato”. I nostri servizi e quelli Usa hanno approntato una macchina organizzativa che vede l’impiego di statunitensi e, soprattutto, di italiani tra investigatori e gruppi speciali di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza. Italiana anche la sofisticata strumentazione utilizzata nelle stazioni mobili. Il Messaggero aggiunge che “continueranno i servizi di sorveglianza di appartamenti ed edifici. Un occhio di riguardo a gruppi politici e/o sociali che possono, con atti dimostrativi, distogliere le forze di sicurezza. È ‘nel mirino’ soprattutto chi ha precedenti o milita in ‘associazioni culturali’ ritenute sospette. Con pretesti e stratagemmi sono già stati perlustrati e perquisiti abitazioni private e uffici. Eseguite anche intercettazioni telefoniche. Un’occhiata particolare a tutte le vetture parcheggiate nelle zone ‘calde’. Impossibile, ovviamente, rimuoverle. Quindi si continuerà ad agire come si è fatto finora: con uno strumento a raggi X che, poggiato sul lunotto della macchina, fa vedere quello che c’è sotto, tra gli ingranaggi. Aumentate, inoltre, le telecamere per catturare foto ad altissima risoluzione di individui sospetti”.