Buoni pasto 2020: a chi spettano, importi, normativa

10 Febbraio 2020, di Alessandra Caparello

I buoni pasti sono recentemente saliti alla ribalta per la denuncia delle associazioni che rappresentano ristoratori e imprese secondo cui il sistema è ormai al collasso, parlando di una tassa occulta del 30% sul valore di ogni buono pasto a carico degli esercenti. Ma cosa sono nel dettaglio i buoni pasto? Chi può beneficiarne e quanto valgono?

Buoni pasto: cosa sono e chi può fruirne

Tra i benefit aziendali che il datore di lavoro può concedere ai suoi dipendenti troviamo i buoni pasto. Anche conosciuti come ticket restaurant sono dei biglietti, elettronici o cartacei, che il datore di lavoro concede ai suoi dipendenti per la pausa pranzo in ristoranti e supermercati convenzionati.

In base a quanto disposto dalla Circolare del MEF (n. 326/E del 23/12/97), l’azienda è libera di scegliere cosa mettere a disposizione dei suoi dipendenti per il servizio mensa, optando tra:

  • buoni pasto
  • mensa aziendale con gestione propria o affidata in appalto a società esterne;
  • mensa esterna presso apposite strutture;
  • indennità sostitutiva della mensa in busta paga

Hanno diritto ai buoni pasto:

  • lavoratori subordinati, a tempo pieno o part time
  • collaboratori

C’è da sottolineare che le aziende non hanno l’obbligo di erogare i ticket a meno che non lo preveda il contratto collettivo nazionale in cui sono inquadrati i suoi lavoratori.

Nel sistema italiano ci sono tre diverse tipologie di buoni pasto che vengono forniti dall’azienda al dipendente e sono:

  • buoni pasto cartacei: dopo ogni consumazione viene strappato dal risotorante o dall’esercente un ticket d aun blocchettino in possesso del lavoratore
  • buoni pasto elettronici: funzionato come una sorta di carta prepagata per cui mensilmente il datore di lavoro ricarica la carta dell’importo dovuto
  • in busta paga: alcune imprese non erogano i ticket cartacei né elettronici e scelgono di inserire nella busta paga dei suoi dipendenti la cifra corrispettiva di quella spesa per la pausa pranzo.

Buono pasto: quanto vale

Il valore dei buoni pasto non è lo stesso per tutti i lavoratori. Esistono buoni pasto con importo minimo di 2 euro, mentre quello massimo è di 15 euro. È possibile spenderne fino a 8 alla volta, ma l’azienda può imporre altre limitazioni: per esempio che si possano spendere solo a pranzo e solo durante i giorni lavorativi (non festivi), ecc.

Buoni pasto: la normativa di riferimento

La normativa di riferimento dei buoni pasto è contenuta nel decreto del Ministero dello Sviluppo Economico n. 122 del 2017. Esso prevede in sostanza che i  ticket possono essere utilizzati per l’acquisto presso gli esercenti autorizzati alla “vendita al dettaglio e la vendita per il consumo sul posto dei prodotti provenienti dai propri fondi effettuata dagli imprenditori agricoli” e presso gli agriturismi, gli ittiturismi e negli spacci industriali. Inoltre il Decreto MISE 122/2017 ha stabilito che non possono essere usati più di 8 ticket per volta.

Più recentemente la legge di bilancio 2020 ha introdotto importanti novità sullesenzione fiscale e previdenziale dei buoni pasto sia cartacei che elettronici. Se fino al 31 dicembre 2019 sono esenti da tasse e contributi i buoni cartacei entro il limite di 5,29 euro e i buoni elettronici fino a 7 euro, dal 1° gennaio 2020 il limite di esenzione dei buoni pasto cartacei scende da 5,29 a 4 euro e aumenta da 7 a 8 euro l’esenzione per i buoni elettronici. La finalità è quella di incentivare l’utilizzo dei buoni pasto elettronici.