Bundesbank: “politica espansiva come la caffeina, crea dipendenza”

30 Maggio 2017, di Mariangela Tessa

La politica monetaria espansiva deve avere una scadenza. In caso contrario, si rischia di creare danni al sistema economico. È questo in estrema sintesi il messaggio di Jens Weidmann, presidente della Bundesbank e consigliere della Bce, che in un discorso a Berlino ha detto:

“Solo per pochi la Coca Cola può fare parte di un regime alimentare sano e la coffeina, al posto di uno stile di vita salutare, alla fine non fa che aumentare i rischi. Per lo stimolo monetario vale lo stesso: può essere usato, come la coffeina, per ‘risvegliare’ l’economia ma un consumo eccessivo porta a rischi e a effetti collaterali nel tempo” ha detto Weidmann.

Per il numero uno della Banca centrale tedesca:

“la Coca-Cola, come le politiche di sostegno monetario, vengono usate come “rimedi per tutti i mali: oltre al suo vero compito, che e’ quello di mantenere stabili i prezzi, la politica monetaria dovrebbe rafforzare la crescita, abbassare il tasso di disoccupazione, garantire la stabilita’ del sistema finanziario e, assieme, anche rendimenti adeguati ai cittadini”.

Le dichiarazioni di Jens Weidmann, tra i candidati papabili per la successione  alla presidenza della Bce, arrivano in contemporanea a quelle di Mario Draghi, secondo il quale la Bce continuerà a sostenere l’economia dell’Eurozona. Nonostante le cosa vadano meglio, “è molto presto  – ha detto ieri in Parlamento europeo – per farci dire che cambieremo la linea di politica accomodante” tenuta finora.

Per il numero uno della Bce, le prospettive economiche dell’area dell’euro stanno migliorando e i rischi di crescita al ribasso stanno diminuendo, ma dall’altra parte mancano le riforme strutturali, che Draghi torna a chiedere, e il livello d’inflazione rimane volatile. C’è dunque “ancora bisogno” delle azioni di Francoforte, e così sarà finché almeno finché il livello del costo della vita non sarà ritenuto sostenibile.