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“Perché Warren Buffett ha sbagliato a vendere le compagnie aeree”

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A inizio maggio Berkshire Hathaway, la società guidata da Warren Buffett, aveva reso noto di aver dismesso interamente le proprie partecipazioni in quattro grosse compagnie aeree. La mossa è costata alla società una perdita netta di circa 50 miliardi di dollari, a causa del duro colpo subito dal settore del trasporto aereo in seguito allo scoppio della pandemia di coronavirus.

Nonostante le evidenti difficoltà del settore, c’è chi definisce la decisione di Buffett come un grave errore. Lo ha scritto su Marketwatch l’editorialista Michael Brush (già New York Times e The Economist), riportando i dubbi di alcuni insider del settore aereo, pronti a scommettere che il comparto è destinato a riprendersi. Le ragioni che dovrebbero far sperare nel rally delle compagnie aeree sono essenzialmente tre:

  • La determinazione nei salvataggi. Gli stati, e non di meno gli Usa, sono determinati a salvare le compagnie aeree: ritenute un settore strategico che offre un impiego a moltissimi lavoratori. Il governo federale è intervenuto con un pacchetto di aiuti da 50 miliardi di dollari per salvare le compagnie aeree, a testimonianza del fatto che, in questa crisi non saranno lasciate sole.
  • La gente ricomincerà a viaggiare. Per il momento il traffico di passeggeri è drasticamente ridotto rispetto all’era pre-Covid, ma è difficile immaginare che questa crisi possa trattenere stabilmente le esigenze di viaggio dei cittadini. Già adesso, ricorda Brush, il numero dei passeggeri è risalito dai minimi di metà aprile, 87mila passeggeri, agli attuali 200mila. E’ ancora un dato basso, ma che si sta muovendo nella giusta direzione.

  • L’esperienza storica delle crisi precedenti. Gli insider starebbero acquistando le azioni delle compagnie aeree anche per un’ultima ragione: in seguito ad eventi traumatici per il settore come gli attentati dell’11 settembre e la Sars del 2003, il comparto ha sempre reagito con con recuperi spettacolari, nell’ordine dell’80-120%.