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La giornata sui mercati finanziari inizia con una nota positiva: lo spread tra il Btp decennale benchmark e il Bund tedesco si muove in flessione, portandosi a 87 punti base rispetto ai 90 della chiusura di venerdì scorso. Si tratta del livello più basso da 15 anni, segnale di una maggiore fiducia verso il debito pubblico italiano rispetto a quello tedesco.
RBC BlueBay: la view sui BTP
Come afferma Neil Mehta, BlueBay Portfolio Manager, Investment Grade di RBC BlueBay, “tra il 2018 e il 2022, gli spread dei titoli di Stato italiani sono stati una fonte di ansia per i mercati, alimentata dall’instabilità politica ed economica”. Ma ora la situazione “politica ha cambiato le carte in tavola.
A livello interno, il primo ministro Meloni ha portato stabilità, mentre a livello internazionale la sua crescente autorevolezza, soprattutto con gli Stati Uniti, ha rafforzato la credibilità dell’Italia. In un contesto incerto, gli investitori internazionali che stanno diversificando i propri investimenti dal reddito fisso statunitense preferiscono i BTP ai titoli spagnoli o francesi, citando la relativa stabilità politica dell’Italia e le valutazioni interessanti. Se la stabilità dell’Italia persisterà, i BTP potrebbero potenzialmente essere scambiati alla pari con gli OAT francesi, rafforzando ulteriormente la narrativa della convergenza.
Borse europee in modalità “cautela” tra dazi e dati macro
A fare da sfondo a questi movimenti sullo spread, le Borse europee si muovono con prudenza, segnando pochi scostamenti e mantenendosi sostanzialmente piatte. L’attenzione degli investitori è rivolta alle tensioni commerciali, in particolare alle nuove mosse del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha annunciato l’entrata in vigore di nuove lettere di imposizione doganale. Queste riguardano dazi sospesi che ora torneranno attivi, con una scadenza imminente che ha fatto scattare la partenza delle prime comunicazioni ufficiali.
Trump ha anche assicurato l’introduzione di ulteriori dazi del 10% contro i Paesi “allineati” ai Brics, creando così nuove incertezze sulle dinamiche del commercio internazionale.
L’indice Stoxx 600, che rappresenta l’area euro, rimane poco mosso, con i settori finanziario e industriale in sostanziale tenuta.
Male invece il comparto energia, che risente del calo del petrolio dopo l’annuncio dell’aumento della produzione da parte dell’Opec+. Il WTI cede lo 0,7%, attestandosi a 66,5 dollari al barile, mentre il Brent perde lo 0,5%, restando sopra i 68 dollari. Anche il gas naturale registra un calo di oltre mezzo punto percentuale, con il prezzo che si aggira intorno ai 33 euro per megawattora.