La settimana di collocamento del nuovo BTp Più, titolo di Stato dedicato ai piccoli risparmiatori, si chiude oggi con aspettative di tassi definitivi superiori rispetto ai minimi garantiti annunciati venerdì scorso. Questo nuovo strumento finanziario, lanciato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), in quattro giorni ha già raccolto 13,81 miliardi di euro, con 412.702 contratti sottoscritti. Numeri ragguardevoli che si inseriscono in un contesto di mercato caratterizzato da una notevole volatilità.
La situazione attuale
La decisione di rivedere i tassi potrebbe essere giustificata da un contesto geopolitico in fermento, con ipotesi di aumenti negli investimenti nella difesa che stanno impattando i rendimenti in tutta Europa. Ieri, il BTp ordinario a quattro anni ha chiuso intorno al 2,74%, un valore che erode significativamente il premio iniziale previsto per il BTp Più. Nel frattempo, il titolo con scadenza a otto anni ha registrato rendimenti superiori al 3,4%.
Questa tendenza verso l’alto – hanno spiegato fonti di mercato all‘Ansa– rende plausibile una revisione al rialzo dei tassi del BTp. D’altronde il Mef fin da subito aveva spiegato che, quelli applicati al Btp più, erano tassi minimi garantiti e che non era esclusa l’opzione di aggiustarli verso l’alto in funzione delle condizioni di mercato. Ipotesi – che secondo le stesse fonti – è ora sul tavolo proprio perché titoli quotati con scadenze comparabili, a quattro e otto anni, in una decina di giorni i rendimenti sono saliti rispettivamente dal 2,53% al 2,67% e dal 3,15 al 3,32%.
Questa tendenza verso l’alto – aggiunge il Sole 24 Ore, a questo proposito- rende plausibile una revisione dei tassi del BTp Più, con previsioni che indicano un possibile incremento di 10-20 punti base rispetto ai minimi garantiti, fissando i rendimenti tra il 2,9% e il 3% per i primi quattro anni e tra il 3,7% e il 3,8% per il secondo quadriennio. Se questo dovesse avvenire – continua il quotidiano economico – non sarebbe la prima volta. Fin dal debutto del BTp Italia nel 2012, sono stati registrati diversi casi in cui i tassi definitivi sono stati rivisti al rialzo. Nel 2012, ad esempio, il tasso definitivo fu aumentato di 20 punti base rispetto all’ipotesi iniziale. Altre revisioni più contenute si sono verificate nel 2014, 2018 e 2019, e più recentemente nel 2021.
Dettagli sul BTp Più
Il BTp Più ha una durata complessiva di otto anni e prevede cedole trimestrali. I tassi minimi garantiti per i primi quattro anni sono fissati al 2,80%, mentre per gli ultimi quattro anni si prevede un aumento al 3,60%. Una delle caratteristiche distintive di questo titolo è la possibilità di rimborso anticipato del capitale investito dopo quattro anni. Questo aspetto è particolarmente interessante per gli investitori che desiderano una certa flessibilità in un contesto economico incerto.
Il rush finale
Con la chiusura del collocamento prevista per oggi alle ore 13:00, gli investitori dovranno considerare attentamente le ultime valutazioni d’acquisto. Il confronto principale si svolgerà sui titoli a quattro anni, poiché i rendimenti per la seconda parte della vita del titolo saranno definitivi solo nel gennaio 2029. In quel momento si aprirà anche una finestra per l’opzione put, consentendo agli investitori di richiedere il rimborso integrale del capitale investito.
Debito pubblico
L’emissione del BTp Più si inserisce in un contesto più ampio di gestione del debito pubblico italiano, che ha superato i 3.000 miliardi di euro. Con la necessità di finanziare spese significative e sostituire titoli in scadenza, il governo italiano punta a diversificare le fonti di finanziamento attraverso strumenti che attraggano sia grandi operatori finanziari sia piccoli risparmiatori.
Le tensioni sulla spesa militare europea con l’amministrazione Trump, e gli ultimi sviluppi della guerra in Ucraina, hanno convinto molti investitori che potrebbero arrivare più emissioni sul mercato per finanziare la difesa Ue. Da inizio anno e prima del Btp Più, il Mef aveva già raccolto quasi 64 miliardi di euro tramite emissioni a medio e lungo periodo, inclusi i bond sindacati e i Btp Green. Alla luce dell”obiettivo di emissioni totali fra 330 e 350 miliardi nel 2025, con i 14 miliardi di ieri, e senza contare gli ordini dell’ultima giornata di oggi, il Mef ha coperto in meno di due mesi oltre il 22% del fabbisogno totale.
Dopo la chiusura di oggi del Btp Più, in rampa di lancio c’è il debutto, il 25 febbraio, del Btp Short Term fino a 2,75 miliardi e quello dei Btp indicizzati a 10 anni fino a 1,5 miliardi.