Società

BTP: in arrivo due nuovi titoli di Stato nel secondo trimestre dell’anno

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

Mentre è agli sgoccioli il primo trimestre, il Ministero dell’Economia e delle Finanze prepara il programma di emissioni di titoli di Stato per i prossimi tre mesi.

E’ stato pubblicato difatti il Programma Trimestrale di Emissione – II Trimestre 2025, il documento contenente aggiornamenti sull’attività di emissione del debito pubblico, il quadro macroeconomico e di finanza pubblica Marzo 2025.

Titoli di Stato: il bilancio delle emissioni a febbraio 2025

A fine febbraio 2025, il dicastero guidato da Giancarlo Giorgetti ha effettuato emissioni di titoli di Stato a medio-lungo termine per un importo nominale complessivo pari a oltre 82 miliardi di euro.

La vita media del debito al 28 febbraio risulta pari a 7 anni, in linea con il dato del 31 dicembre 2024, mentre il costo medio all’emissione fino a fine febbraio 2025 è pari al 3,11% (contro il 3,41% del 31 dicembre 2024). L’attività di emissione, per lo stesso periodo, oltre a coprire il Fabbisogno del Settore Statale, ha consentito di rifinanziare titoli di Stato a medio-lungo termine in scadenza per un importo complessivo pari a quasi 27 miliardi di euro.

Per il resto dell’anno, dal 1° marzo al 31 dicembre, si legge nel Programma, l’attività di emissione dovrà tener conto delle scadenze di titoli di Stato a medio-lungo termine e dei prestiti EU per un importo complessivo pari a circa 208 miliardi di euro, ai quali va aggiunta la quota di Fabbisogno del Settore Statale dei prossimi mesi.

Quali titoli di Stato saranno emessi nel II trimestre 2025

Sulla base di queste considerazioni, il ministero di via XX Settembre ha comunicato che nel secondo  trimestre del 2025 saranno emessi due nuovi titoli di stato.

Trattasi in particolare di:

  • BTP 7 anni (scadenza 15 luglio 2032): ammontare minimo di 10 miliardi di euro
  • BTP 10 anni (scadenza 1° ottobre 2035): ammontare minimo di 10 miliardi di euro.

Il MEF ha precisato che l’ammontare minimo si riferisce al valore che il circolante del titolo dovrà necessariamente raggiungere prima di essere sostituito da una nuova emissione sulla stessa scadenza. Nel corso del secondo trimestre, potranno altresì essere emessi ulteriori nuovi titoli sulla base delle condizioni dei mercati finanziari, sottolinea il ministero.

Inoltre, sempre nel secondo trimestre del 2025, potranno essere offerte ulteriori tranche dei seguenti titoli in corso di emissione:

  • BTP Short Term 30/01/2025: scadenza al 25/02/2027 e cedola al 2,55%
  • BTP 17/03/2025: scadenza al 15/06/2028 e cedola al 2,65%
  • BTP 03/03/2025: scadenza al 01/07/2030 e cedola al 2,95%
  • BTP 15/01/2025: scadenza al 01/08/2035 e cedola al 3,65%.

Inoltre, in relazione alle condizioni di mercato, si legge ancora nel Programma, il MEF si riserva la facoltà di offrire ulteriori tranche di titoli nominali in corso di emissione con scadenza superiore ai 10 anni, CCTeu e indicizzati all’inflazione anche al fine di tenere conto di eventuali dislocazioni sul mercato secondario di detti titoli. Infine, il MEF potrà offrire ulteriori tranche di titoli a medio e lungo termine, nominali – a tasso fisso e variabile (CCTeu) – e indicizzati all’inflazione, non più in corso di emissione, per assicurare l’efficienza del mercato secondario.

Infine, per tutte le aste di titoli a medio e lungo termine, nominali – a tasso fisso e variabile (CCTeu) – e  indicizzati all’inflazione (BTP€i), il Tesoro utilizzerà la procedura d’asta marginale con determinazione discrezionale del prezzo di aggiudicazione e della quantità emessa

Settore statale: a quanto ammonta il fabbisogno di cassa

Nel documento il MEF rende noto altresì che il fabbisogno di cassa del settore statale a tutto il 2024 è risultato pari a circa 125 miliardi (pari al 5,7% del PIL), in aumento di poco più di 16 miliardi rispetto al dato del 2023, un dato coerente con le previsioni contenute nel Piano strutturale di bilancio di medio termine di ottobre.

Secondo il Programma inoltre, leggendo i dati si conferma come l’aumento del fabbisogno è stato determinato prevalentemente dall’incremento dell’utilizzo in detrazione e compensazione dei crediti di imposta legati al Superbonus e al complesso dei bonus edilizi, nonché – in misura minore – dai maggiori pagamenti per interessi passivi derivanti dall’aumento dei tassi di rendimento sui titoli di Stato. “L’impatto di questi due fattori, ampiamente atteso e scontato nelle previsioni ufficiali, è stato limitato dall’andamento delle entrate, che si è mantenuto molto dinamico nel corso di tutto il 2024. Inoltre, rileva la riduzione delle sovvenzioni ricevute dalla Recovery and Resilience Facility (RRF), scese da circa 12 miliardi nel 2023 a circa 5,5 miliardi nel 2024. Nei primi due mesi del 2025, il fabbisogno cumulato è risultato in via provvisoria pari a circa 24,1 miliardi, mostrando una crescita di 2,4 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2024; anche questo andamento è in linea con le previsioni” conclude il MEF.