Btp Futura, raccolti 3,26 mld: oltre 2 in meno rispetto alla terza emissione

12 Novembre 2021, di Alberto Battaglia

La quarta emissione del Btp Futura, un titolo di Stato riservato alle famiglie con scadenza al 2033, ha portato nelle casse dello Stato 3,268 miliardi di euro: un dato nettamente inferiore ai 5,48 miliardi della emissione precedente.
Fra l’8 e il 12 novembre sono stati collocati 91.273 contratti “attraverso le due banche dealer Intesa Sanpaolo e Unicredit, mediante anche il supporto delle due banche co-dealer Banca Akros e Banca Sella”.

Btp Futura, l’ammontare delle cedole

Come sempre, il Btp futura prevede cedole crescenti per incoraggiare il mantenimento in portafoglio del titolo dall’emissione alla scadenza. “I tassi cedolari definitivi saranno pari rispettivamente a 0,75% per i primi quattro anni, 1,35% per i successivi quattro anni e 1,70% per i restanti quattro anni di vita”, ha affermato il Mef. Il regolamento dell’operazione si terrà lo stesso giorno del godimento del titolo. Rispetto ai tassi cedolari minimi garantiti comunicati in avvio è stato rivisto al rialzo di 10 punti base solo il tasso dal quinto all’ottavo anno.

Questo titolo di Stato nasce con l’obiettivo di finanziare le diverse misure adottate dal Governo per sostenere la crescita economica del Paese.

Il Btp Futura presenta cedole nominali semestrali calcolate sulla base di tassi prefissati e crescenti nel tempo (il cosiddetto meccanismo step-up), con doppio premio fedeltà: alla fine dei primi otto anni di vita del titolo l’investitore che avrà detenuto il Btp Futura sin dall’emissione avrà diritto a un premio intermedio pari al 40% della media del tasso di crescita del Pil nominale registrato dall’Istat nei primi otto anni di vita del titolo, con un minimo dello 0,4% del capitale investito, fino ad un massimo dell’1,2%.

Di seguito alcuni dettagli sulla domanda:

 

 

Numero di contratti Controvalore domandato (€) Controvalore allocato (€)
1° giorno 27.452 957.833.000 957.833.000
2° giorno 24.401 1.008.712.000 1.008.712.000
3° giorno 20.070 703.948.000 703.948.000
4° giorno 12.295 367.130.000 367.130.000
5° giorno 7.055 230.617.000 230.617.000

Dalle informazioni raccolte dai Dealer, Co-Dealer ed altri intermediari, “si può desumere che la partecipazione di investitori retail sia stata significativamente prevalente rispetto a quella del private banking (con una quota di rispettivamente 67% e 33%)”, ha comunicato il Mef. All’interno della quota sottoscritta da investitori retail, si stima che circa il 61% abbia inoltrato l’ordine attraverso le filiali delle reti bancarie (sia recandosi fisicamente in filiale sia inoltrando l’ordine a distanza), mentre circa il 39% attraverso l’home banking.