Brutta notizia per Marchionne e il Lingotto. S&P taglia rating Fiat

27 Aprile 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Standard and Poor’s ha tagliato il rating di Fiat a BB- da BB. L’outlook e’ mantenuto stabile. Il taglio del rating, secondo Standard & Poor’s, riflette in primo luogo “la debole performance di Fiat in Europa”. L’agenzia ritiene che Fiat “continuera’ a soffrire della sovracapacita’ dell’industria e della sottoutilizzazione dei suoi impianti in Europa nei prossimi anni”. L’outlook stabile viene mantenuto in conseguenza della ”adeguata liquidita’ e della ripresa di Chrysler”. Standard & Poor’s si aspetta inoltre una debole domanda dei consumatori soprattutto in Italia

UTILE GRAZIE CHRYSLER. MARCHIONNE, PESA CRISI EUROPA
di Amalia Angotti

Fiat chiude in nero il primo trimestre grazie a Chrysler che realizza performance record negli Usa con utili più che quadruplicati e ricavi in crescita del 25%. Senza la società di Detroit il Lingotto avrebbe registrato una perdita netta di 273 milioni di euro e di 207 milioni a livello di gestione ordinaria. “Vista la difficile situazione in Europa, penso che il primo trimestre sia andato in modo soddisfacente”, commenta Sergio Marchionne, che dopo i consigli riuniti a Detroit risponde alle domande degli analisti finanziari sui conti delle sue società.

A Piazza Affari è una seduta difficile per Fiat: il titolo va giù al punto che viene anche sospeso e chiude la giornata in perdita del 5,13% a 3,73 euro. In controtendenza le azioni Industrial (+1,69% a 8,4 euro) dopo i risultati sopra le attese degli analisti, grazie anche ai conti record di Cnh. L’Europa si conferma quindi l’anello debole del gruppo Fiat-Chrysler che macina utili in Usa e stenta nel vecchio continente.

Marchionne conferma una certa amarezza per l’esito negativo dei colloqui con Psa che ha poi scelto Gm e l’interesse per un partner in Asia. Per ora gli obiettivi del gruppo indicati per il 2012 non cambiano: ricavi superiori a 77 miliardi di euro, un utile della gestione ordinaria fra 3,8 e 4,5 miliardi, un utile netto tra 1,2 e 1,5 miliardi, indebitamento netto industriale tra 5,5 e 6 miliardi. Solo nel terzo trimestre il gruppo sarà in grado di “articolare gli impatti della situazione economica nell’Eurozona sul proprio piano fino al 2014”.

“Continueremo a guardare con attenzione lo sviluppo del mercato – afferma Marchionne – e alla fine del terzo trimestre saremo più precisi”, anche se un risultato della gestione ordinaria tra 3,8 e 4,5 miliardi di euro nel 2012 “dovrebbe essere realizzabile”.

I risultati del primo trimestre non sono confrontabili con quelli dello stesso periodo del 2011 perché Fiat e Chrysler non erano ancora un unico gruppo, ma il contributo della controllata americana è evidente. Anche sul fronte dei ricavi l’ammontare complessivo è pari a 20,2 miliardi di euro, mentre quelli della casa torinese sono pari a 8,7 miliardi di euro, in calo del 5,7%. Sale l’indebitamento netto delle attività industriali del gruppo a 5,77 miliardi di euro dai 5,52 di fine dicembre; senza Chrysler i debiti sono pari a fine marzo a 3,8 miliardi dai 2,4 di fine 2011.

Per quanto riguarda la divisione auto, Fiat ha scelto un modo nuovo di esporre i risultati, con una divisione per regioni: l’Europa è in rosso con una perdita operativa (marchi di lusso esclusi) di 170 milioni, il doppio rispetto allo stesso periodo del 2011; il Nordamerica guadagna 681 milioni, il Sudamerica 235 e l’Asia 85.

Marchionne sa bene il peso di Chrysler, anche se ammette “resta ancora molta strada da fare”. “Siamo incredibilmente soddisfatti”, dice. “Se si escludono le questioni macroeconomiche – aggiunge – i miei sonni sono tranquilli. E’ stato un grande trimestre, un’ottima base per il 2013. Siamo pronti al lancio nel secondo trimestre della Dodge Dart e ci aspettiamo grandi volumi per il resto dell’anno”. Escluse ancora una volta l’intenzione di acquistare le azioni controllate dal fondo Veba e la quotazione entro l’anno.