British Telecom e lo scandalo italiano. Procura Milano apre inchiesta

25 Gennaio 2017, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Falso in bilancio e  appropriazione indebita sono le due ipotesi di reato che la procura di Milano ha contestato in merito a BT Italia, controllata italiana di British Telecom.

L’inchiesta è guidata dal Pm Fabio De Pasquale e per il momento a carico di ignoti e pone al centro delle carte di indagine una serie di irregolarità contabili emerse quando dopo l’estate la British Telecom ha sospeso l’ad di BT Italia Gianluca Cimini e il dg Stefania Truzzoli avviando un’indagine interna svolta da Kpmg per verificare errori contabili.

E le indagini hanno messo in luce proprio una serie di pratiche contabili scorrette e vendite, factoring, leasing e acquisti, insieme a transazioni improprie che hanno “portato alla sovrastima degli utili nel nostro business italiano nel corso di un certo numero di anni”. Così rende noto BT come riporta Il Fatto Quotidiano.

E gli errori contabili hanno portato BT a tagliare le stime di ricavi di 200 milioni di sterline, insieme a utili e free cash flow per gli anni 2017 e 2018. Ad ottobre scorso la BT aveva parlato di una svalutazione di bilancio da 145 milioni di sterline per la controllata italiana che oggi, secondo quanto ha dichiarato l’ad, è diventato un buco da ben 530 milioni di sterline.

Un conto salato per BT che ha perso alla borsa di Londra oltre il 20% e come ha detto Gavin Patterson, numero uno di Bt:

“Siamo profondamente delusi delle pratiche improprie rilevate nel nostro business italiano”.

Il gruppo intanto ha nominato come nuovo ad Corrado Sciolla, che entrerà in funzione dal 1° febbraio.