Brexit: Piano B, no-deal e tutti gli altri scenari possibili

18 Gennaio 2019, di Alberto Battaglia

Dopo la clamorosa sconfitta parlamentare del Brexit deal negoziato dal governo May, tutti gli scenari di uscita dall’Ue restano in piedi. Compresa l’ipotesi di un nuovo referendum che possa dare legittimazione popolare a una retromarcia del Regno Unito. Mentre May prova a tendere la mano ai laburisti nel tentativo di far passare una nuova linea che approvi una Brexit ancor meno netta, l’agenzia Bloomberg ha riassunto tutte le opzioni percorribili.

  1. Brexit gattopardesca
    Considerata l’apertura di May ai laburisti, lo scenario numero uno è quello di una Brexit solo di nome, che mantenga in piedi tutti i vincoli esistenti con l’Ue, compresa la libera circolazione delle persone. Di fatto, essa limiterebbe le conseguenze economiche negative e, sacrificando la partecipazione politica nell’Unione Europea, manterrebbe almeno sul profilo formale, il mandato espresso dai britannici nel referendum. Ufficialmente, però, May si era sempre rifiutata di adottare quella che i conservatori più netti definiscono “la Brexit solo nel nome”. Infatti, l’effetto collaterale sarebbe una ancor più aspra divisione del partito di maggioranza.
  2. Adesione all’unione doganale
    Anche l’adesione all’unione doganale europea permetterebbe di contenere alcune delle conseguenze più difficili della Brexit dura. Ma, allo stesso tempo, il Regno Unito non potrebbe adottare una politica commerciale autonoma con Paesi terzi, stringere nuovi trattati bilaterali, controllare l’accesso delle persone. Come per lo scenario precedente, è improbabile che esso possa realizzarsi in linea con la scadenza del 29 marzo, che sarebbe prorogata.
  3. Nuove elezioni
    Modificare la composizione del parlamento tramite nuove potrebbe favorire un accordo di uscita dall’Ue in grado di ottenere la maggioranza. Anche se ciò non può essere escluso, sembra che la May non sia intenzionata a scommetterci su. Una seconda mozione di sfiducia, questa volta vincente, potrebbe forzare il percorso in questa direzione aprendo nuove prospettive. E’ quanto si auspica il fronte laburista.
  4. Nuovo referendum
    Finora escluso dal tavolo, un secondo referendum potrebbe farsi strada il male minore. Esso potrebbe legittimazione popolare a una retromarcia sulla volontà di uscire dall’Ue, risolvendo l’impasse politico. E’ attualmente la soluzione favorita dalla stampa britannica che fu, con maggior forza, Remainer.
  5. Prolungare il limbo
    La richiesta di un allungamento dei termini per l’uscita del Regno Unito dall’Ue è molto probabile. Il limbo negoziale non può durare in eterno, ma potrebbe essere esteso per un tempo sufficiente a far emergere nuove soluzioni.
  6. No Deal Brexit
    Theresa May ha dichiarato che “nessuna Brexit è più probabile di una No Deal Brexit”. Sia il Regno Unito sia l’Unione Europea sono intenzionate a evitare una rottura economicamente dannosa per entrambe le parti. Il Regno Unito, oltre a estendere i termini che renderebbero la Brexit esecutiva possono decidere, come extrema ratio, di ritirare unilateralmente la procedura dell’articolo 50. Lo scenario hard Brexit, però, non è ufficialmente escluso.