Brexit, May rischia nuovo flop nel prossimo voto cruciale

7 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

Theresa May si trova nuovamente con le spalle al muro. La prossima votazione sulla Brexit in programma il 12 marzo sarà un nuovo flop per la premier inglese che pare ancora una volta non abbia i numeri per far passare l’accordo negoziato con Bruxelles.

A dirlo una voce autorevole del panorama politico inglese, Julian Smith, chief whip del partito della May che, secondo quanto riferiscono varie fonti a Bloomberg, in una riunione del governo avrebbe sostenuto che le possibilità di vittoria nel voto della settimana prossima sono poche.

Anche in un eventuale voto successivo, secondo Smith l’opzione del “no deal” verrà eliminata e il parlamento costringerà il governo a chiedere un rinvio della Brexit, un’estensione del periodo di applicazione dell’articolo 50. Ma Smith è andato oltre, ipotizzando che il Parlamento presenterà una serie di emendamenti che porteranno ad una soft Brexit, in cui il Regno Unito continuerà a far parte dell’unione doganale europea.

Sterlina non apprezza l’incertezza intorno ai negoziati sulla Brexit

Nel frattempo il portavoce capo Margaritis Schinas a Bruxelles ha spiegato che che i colloqui di martedì scorso tra il negoziatore Michel Barnier con Stephen Barclay, il segretario britannico alla Brexit, e Geoffrey Cox, il procuratore generale di Londra, si sono rivelati “difficili”. Per ora non è stata trovata alcuna soluzione che avvicini le due parti, specie per quanto riguarda la questione irlandese.

Dal canto suo il premier inglese durante il Question Time settimanale alla Camera dei Comuni, rispondendo alla deputata laburista Anna McMorrin che le chiedeva un impegno a rinviare la Brexit rispetto alla data del 29 marzo, risponde duramente:

Abbiamo affidato al popolo del Regno Unito la decisione se lasciare l’Ue o restarvi: la scelta (nel referendum del 2016) è stata quella di uscire e io credo sia importante che il governo attui il mandato esattamente in questi termini per non tradire la fiducia nella politica”.

Sul Forex, la sterlina scambia in calo a quota 1,3151 dollari, sotto i massimi di otto mesi a 1,3351 toccati la scorsa settimana. Gli investitori si attendono che i negoziati sulla Brexit facciano finalmente un po’ di chiarezza sui rapporti futuri tra i due blocchi. I segnali contrastanti giunti da Westminster e Bruxelles stanno tenendo la sterlina in un range di prezzo ristretto, come segnala Nikolay Markov, senior economist di bPictet Asset Management.