Brexit, così May vuole dare la svolta ai negoziati

5 Settembre 2017, di Daniele Chicca

Theresa May prenderà la parola a fine settembre in un intervento che si presume darà una svolta decisiva ai negoziati con l’Unione Europea sulla Brexit. Otto mesi dopo aver enunciato la visione del governo britannico sui rapporti tra i due blocchi europei dopo il divorzio di Londra dall’Ue, la premier May spiegherà nel dettaglio quale è la posizione del Regno Unito.

Rispetto ad allora, come effetto del risultato deludente ottenuto alle ultime elezioni anticipate, la leader dei conservatori May è stata strappata di una parte poteri e autorità legislativi, consegnando il compito di imprimere un’impronta decisiva sulla strategia inglese ad altri esponenti del governo. C’è dunque la possibilità che Londra adotti una posizione più soft.

I ministri dell’esecutivo dicono che Londra è più aperta a collaborare indirettamente con la Corte di Giustizia europea e a riconoscere pubblicamente che verrà pagato il conto del divorzio dall’Ue. Il Sunday Times parla di una cifra che si aggirerebbe sui 50 miliardi di sterline. Un accordo di transizione sembra l’opzione più quotata tra quelle sul tavolo del governo e non da escludere che Londra rimanga a fare parte dell’unione doganale.

Dopo un periodo di silenzio e un profilo mantenuto strategicamente basso durante la pausa estiva, la primo ministro britannica approfitterà dell’intervento di fine settembre per puntualizzare come le bozze degli accordi preparate dall’esecutivo finora offrano una visione che vede il Regno Unito e l’Unione Europea legati da rapporti “profondi e speciali”.

L’idea cardine di May, riporta Bloomberg, sembra quella di avviare colloqui non-stop per aprire la strada a un accordo di lungo termine. Il coordinatore della Brexit per il Parlamento europeo, Guy Verhofstadt, ha rivelato la data in cui si svolgerà l’importante intervento di May.

Parlando agli europarlamentari a Bruxelles, Verhofstadt ha spiegato il motivo per cui il prossimo round dei negoziati verrà probabilmente posticipato di una settimana: “Sembra che ci sarà un intervento importante del primo ministro britannico nei prossimi giorni. È previsto il 21 settembre e pertanto è un po’ stupido che tale appuntamento si accavalli con i negoziati”.

Il Regno Unito non ha però confermato che i negoziati saranno rimandati e, anzi, un funzionario britannico ha precisato che nel suo discorso di lunedì il politico belga non ha fornito la data corretta. Nonostante tre tornate di intense trattative svolte sin qui, ancora rimangono tanti punti interrogativi, a cominciare dalla cifra esatta che Londra dovrà sborsare all’Ue per l’addio al blocco a 28 sancito con il referendum del 23 giugno di un anno fa.

La posta in palio è motto alta per il Regno Unito e May ne è consapevole. Londra ha bisogno di trovare un’intesa al più presto per poter avviare a ottobre colloqui su questioni più rilevanti come gli scambi commerciali, l’immigrazione e il mercato comune. Il tempo scorre e la data del 29 marzo 2019, quando le trattative dovranno essere terminate, si avvicina.