Brexit: May a caccia di voti. Sarà un mese di fuoco

4 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

Si preannuncia un marzo di fuoco per la Brexit con i voti decisivi del 12,13 e 14 marzo. Entro il 12 marzo Theresa May dovrà trovare un accordo con l’Ue che verrà poi sottoposto all’esame del Parlamento britannico. Se l’accordo sarà accettato così comè, il Regno Unito lascerà il blocco senza problemi altrimenti scatterà ufficialmente un voto il giorno seguente, il 13 marzo, sul no deal.

Se anche quello verrà rigettato l’ultima votazione sarà il 14 marzo, quando il Parlamento dovrà scegliere se accettare un’estensione. In caso di esito positivo si procederà alla firma del rinvio della Brexit nel summit del 21 e 22 marzo.  Da qui gli appelli a sostenere l’accordo della May. Intanto i falchi dei Tory,  otto membri del Gruppo Erg, i conservatori guidati da Jacob Rees-Mogg, convinti sostenitori di Brexit, hanno posto delle condizioni alla premier britannica affinchè il suo piano ottenga lok alla Camera di Comuni. Se la May riuscisse a garantirsi l’appoggio dei Dup e dell’Erg, l’accordo avrebbe i voti necessari per passare.

Una svolta sul problema del backstop irlandese è vicina. Così Bloomberg riporta le parole di Graham Brady, presidente del comitato del 1922 dei legislatori di Tory di alto livello. Scrivendo al Sunday Mail, Brady ha detto che il Paese è “stanco di vacillazioni e ritardi” e invita i colleghi a “riunirsi accanto al primo ministro e aiutarla a uscire dall’Unione Europea il 29 marzo”, fornendo il “giusto” compromesso.

Anche il segretario al commercio, Liam Fox, ha esortato i parlamentari a “fare la cosa onorevole e votare per l’accordo del primo ministro”, così che la Gran Bretagna possa lasciare l’Unione Europea come previsto il 29 marzo. A Fox è stato anche chiesto in merito ad un futuro accordo commerciale con gli Stati Uniti dopo che la scorsa settimana Trump ha pubblicato i suoi “obiettivi di negoziazione”, incluso un “accesso globale” per i prodotti agricoli. Gli oppositori hanno sostenuto che un accordo commerciale americano significa aprire il Regno Unito al pollo trattato con cloro e alle colture geneticamente modificate. “Accetteremo le cose contro gli interessi o i nostri consumatori? No, non lo faremo” ha detto Fox.