Brexit, Francia rilancia Tobin Tax europea

24 Maggio 2017, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – Con la Brexit potrebbe essere archiviata la proposta di introdurre una Tobin tax di respiro europeo, una tassa sulle transazioni finanziarie armonizzata fra 10 stati membri.

A renderlo noto il neo ministro francese Bruno Le Maire.

“C’è stata la Brexit e bisogna misurarne tutte le conseguenze prima di prendere delle decisioni sulla tassa sulle transazioni finanziarie“.

Ieri si doveva tenere, a margine dell’Eurogruppo, proprio una riunione  fra i ministri delle Finanze dei 10 Paesi partecipanti alla cooperazione rafforzata, ma è stata annullata. Il motivo? Tutta la riunione è stata concentrata sulla Grecia. Almeno nelle motivazioni ufficiali si legge così ma in realtà sembra che la Brexit ci abbia messo il suo zampino e l’attuale situazione di incertezza in merito ai negoziati tra Londra e Bruxells complica le cose e non si può certo oggi decidere sulla Tobin tax europea.

Il Regno Unito non ha mai fatto mistero di non voler partecipare alla cooperazione rafforzata sulla Tobin tax con il rischio per gli altri paesi della delocalizzazione delle attività finanziarie dal loro territorio verso la City. Un rischio che diventa sempre più concreto con la Brexit, vista la difficoltà nell’applicare fuori dal territorio sotto l’egida Ue la tassa.

L’idea di introdotte la tassa risale al 2013 e prevede l’applicazione di un’imposta minima comune dello 0,1% sulle transazioni relative a tutti gli strumenti finanziari ad eccezione dei derivati, sui quali verrebbe applicata una tassa dello 0,01%. Il gettito complessivo è stato stimato in circa 35 miliardi di euro l’anno.

I principali sostenitori della Tobin tax europea sono stati l’ex presidente francese Francois Hollande, e l’attuale cancelliere tedesco Angela Mekel. Tuttavia finora non si è raggiunto alcun accordo considerando anche l’ostacolo rappresentato da Belgio e Slovenia che hanno minacciato di abbandonare la cooperazione rafforzata e come tale verrebbe meno il numero minimo di 9 paesi per continuare nel progetto.

Anche il nostro ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ha sottolineato il peso della Brexit in merito allo sviluppo del progetto sulla Tobin tax Ue.

“E’ innegabile che la vicenda della Brexit e i negoziati che si stanno aprendo danno un ulteriore elemento di variabilità nel quadro e alcuni Paesi vogliono vedere meglio come andranno le cose nei prossimi mesi prima di proseguire in questo progetto di cooperazione rafforzata”.