Brexit, ex premier Blair vuole un secondo referendum

4 Gennaio 2018, di Livia Liberatore

I cittadini britannici dovrebbero avere il diritto di “ripensare” alla Brexit una volta stabiliti i termini dell’accordo di uscita. A dirlo è l’ex Primo ministro Tony Blair, in un intervento infervorato nel programma della Bbc, Today. Secondo Blair, a giugno 2016, quando c’è stato il referendum per uscire dall’Unione europea, le persone non sapevano le condizioni dell’uscita che sono state delineate nel corso della trattativa con l’Ue. Dovrebbero perciò avere la possibilità di esprimersi di nuovo ora che conoscono cosa accadrà. La loro decisione potrebbe essere diversa.

All’inizio di dicembre, i negoziatori di Unione europea e Gran Bretagna hanno raggiunto un primo accordo di compromesso sui diritti dei cittadini europei nel Regno Unito, sui confini con l’Irlanda e sul pagamento del divorzio. Manca ancora la trattativa sui futuri rapporti commerciali.

Primo ministro fra il 1997 e il 2007, Blair si è sempre schierato contro la Brexit, che definisce un “errore che le generazioni future non comprenderanno”, capace solo di distruggere il prestigio del Regno Unito e di renderlo più povero. Durante l’intervista alla Bbc, Blair ha chiamato in causa anche i membri del suo partito e in particolare Jeremy Corbyn, leader del Labour.

“Fai che la Brexit sia una decisione dei conservatori. Fai che sia loro al 100%”, ha esortato Blair, continuando: “mi piacerebbe che il partito laburista fosse promotore di una politica progressista e che spiegasse perché l’appartenenza all’Ue è giusta, per ragioni economiche e politiche”.

I vertici del Labour sono stati più volte accusati di confusione sulla posizione da prendere riguardo la Brexit. Corbyn ha espresso in modo chiaro la sua contrarietà a un secondo referendum, sostenendo che “abbiamo già avuto un referendum che ha preso la decisione”. Il Labour ha concentrato finora le sue critiche sul modo di affrontare il negoziato da parte del governo di Theresa May, più che sulla Brexit stessa. La posizione di Blair è stata contestata con forza dal presentatore della Bbc John Humphrys,  secondo cui Blair incoraggia la “disobbedienza civile”.