Brexit, è corsa contro il tempo: si lavora per accordo Ue-Londra entro fine settimana

2 Dicembre 2020, di Mariangela Tessa

Si stringono i tempi per raggiungere un accordo post Brexit tra Londra e Bruxelles. Secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg, negoziatori britannici e dellUnione europea sono sulla strada per concludere un’intesa commerciale entro fine della settimana.

La partita, dicono fonti vicine al negoziato, non è ancora conclusa. Questo perché le due parti sono ancora lontane dal trovare un accordo sui diritti sulla pesca e in alcuni ambiti normativi a tutela di una concorrenza commerciale leale (il cosiddetto level playing field) e la governance di possibili contenziosi giuridici futuri.

Tuttavia, fonti vicini alle trattative hanno affermato che l’umore generale da entrambe le parti è buono:.

“I prossimi giorni sono cruciali. I negoziatori di entrambe le parti sperano che un accordo possa essere raggiunto venerdì o durante il fine settimana” hanno detto alcuni funzionari a Bloomberg, spiegando che l’obiettivo è evitare che i colloqui proseguano la prossima settimana. Questo per evitare che abbiano un impatto sui preparativi per il Consiglio Europeo che inizierà il 10 dicembre.

Brexit,  corsa contro il tempo per evitare il no-deal

I colloqui, in corso da marzo, devono concludersi entro pochi giorni se i parlamenti del Regno Unito e dell’UE vogliono avere il tempo di ratificare un accordo prima che la Gran Bretagna lasci il mercato unico dell’UE il 31 dicembre.

Se le due parti non riusciranno a raggiungere un accordo entro tale data, non solo imprese e consumatori dovranno far fronte ad un aumento dei costi, ma le relazioni tra il Regno Unito e l’UE rischiano di incrinarsi a tempo indeterminato.

Al via nuove regole per lavorare nel Regno Unito

Da ieri intanto è diventato operativo nel Regno Unito l’annunciato sistema online riservato ai cittadini stranieri – inclusi quelli di tutti i Paesi dell’ Ue, come l’Italia – che dal primo gennaio, scaduto il periodo dello status quo della transizione post divorzio, dovranno richiedere obbligatoriamente un visto se vorranno sbarcare Oltremanica per motivi di lavoro.

Il governo Tory di Boris Johnson ha ribadito in queste ore che il sistema sarà “semplice e flessibile”, ma comunque si tratta di uno dei riflessi della stretta sull’immigrazione fatta approvare nei mesi scorsi dallo stesso esecutivo in vista del dopo Brexit.

Stando alla legge, il flusso migratorio verso l’isola sarà regolato dall’inizio del 2021 da un meccanismo a punti, analogo a quello introdotto anni fa dall’Australia, in base al quale sarà garantita la precedenza – a prescindere dall’origine europea o meno – ai candidati lavoratori accreditati da un punteggio più elevato in termini di qualità professionali, titoli di studio, padronanza dell’inglese.
Anche se il governo Johnson ha delineato facilitazioni ad hoc per alcuni settori (come la sanità e altri) più legati alla necessità attuale di manodopera d’importazione.