Brexit, da banche centrali scudo di liquidità per evitare il peggio

24 Giugno 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – L’ultima in ordine temporale a tentare di rassenerare gli animi e’ stata la Federal Reserve. Mentre i mercati finanziari stanno vivendo un giorno di puro terrore nel dopo Brexit, l’istituto di Washington ha detto che “sta attentamente monitorando gli sviluppi dei mercati finanziari, in collaborazione con le altre banche centrali”.

E’ quanto si legge in una nota della Banca centrale americana, in cui si precisa che l’istituto “e’ preparato a fornire liquidita’ tramite le linee di swap esistenti con le banche centrali, se necessario, in modo da gestire le pressioni dei mercati globali, che potrebbero avere implicazioni avverse per l’economia americana”.

In mattinata dichiarazioni simili sono arrivate anche dalla Bce alla Bank of England le principali istituzioni monetarie mondiali sono pronte a intervenire: “La Bce è pronta a iniettare liquidità in euro e in altre valute, ma le banche dell’Eurozona sono resilienti in termini di capitale e liquidità”. Tutto questo mentre i mercati valutari sotto choc. La sterlina resta in calo del 10% sul dollaro a quota 1,33. Si tratta del peggiore risultato da oltre trent’anni.

La divisa britannica è in calo di oltre il 6,6% anche sull’euro. Debole anche l’euro che segue in negativo l’uscita dall’Ue di Londra. La moneta unica scende sotto quota 1,10 (1,0984) e a 111,56 contro lo yen, altra moneta rifugio in questi momenti.

Sulla stessa lunghezza d’onda il governatore della Bank of England, Mark Carney, che non esiterà a prendere misure addizionali ed è pronto a fornire extra fondi per 250 miliardi di sterline “come rete di protezione e per supportare il funzionamento dei mercati. Nelle prossime settimane la banca centrale valuterà le condizioni economiche e prenderà in considerazione qualsiasi ulteriore reazione nelle proprie politiche”.

Come fa notare, in un’analisi sul Sole 24 Ore, Donato Masciandaro, Professore Ordinario di Economia Politica, con Cattedra in Economia della Regolamentazione Finanziaria, all’ Università Bocconi di Milano, le banche centrali “devono cooperare per stabilizzare il dollaro, in modo da evitare che uno shock regionale e finanziario si trasformi in una recessione mondiale. La decisione degli inglesi di votare a favore di una uscita del loro paese dall’Unione Europea è un evento negativo dal punto di vista della stabilità dei mercati finanziario. In quest’ottica, il rischio più grosso e’ che uno shock regionale e finanziario nel brevissimo periodo si trasformi nel detonatore di una nuova recessione mondiale guidata da un apprezzamento del dollaro.