Brexit, cos’è la Prorogation e come funziona

29 Agosto 2019, di Alessandra Caparello

Un colpo di scena clamoroso quello realizzato dal premier inglese Boris Johnson che ha chiesto e ottenuto dalla Regina Elisabetta la sospensione del Parlamento – in gergo prorogation – dal 9 settembre fino al 14 ottobre per arrivare ad un’uscita dall’Ue senza opposizioni e intralci. Con il nuovo calendario, il “Queen’s Speech”, ossia il tradizionale discorso della Regina che precede la riapertura dei lavori parlamentati sarà posticipato al 14 ottobre.
In quell’occasione, la trattativa sulla Brexit sarà ormai cosa fatta e il paese arriverà al 31 ottobre, data fissata per l’uscita, con o senza accordo. Una forzatura da parte del premier Johnson che in tal modo dà pochissimo tempo ai suoi oppositori per far qualcosa. Ma è tutto legittimo e sancito dalla Costituzione inglese. L’operazione messa in atto da Johnson si chiama prorogation. Vediamo cos’é nei dettagli e come funziona.

Prorogation: di cosa si tratta

La cosiddetta prorogation è letteralmente una proroga della chiusura estiva dei lavori delle Camere fra una sessione e l’altra, prevista dalla costituzione britannica. Viene chiesta dal primo ministro alla Regina il cui via libera è una mera formalità.  Nella storia inglese ci sono due precedenti di prorogation. Nel 1948 con il governo laburista di Clement Attlee si servì della proroga della chiusura per impedire alla Camera dei Lord di opporsi alla nazionalizzazione di alcune industrie siderurgiche.
L’altro nel 1997 quando il premier conservatore John Major chiese e ottenne dalla regina la sospensione del Parlamento per evitare che venisse discusso un report su uno scandalo in cui erano coinvolti due parlamentari conservatori, accusati di aver accettato tangenti.

Prorogation: come funziona

La sospensione dei lavori si solito ha una durata molto più breve rispetto alle cinque settimane chieste da Johnson. E’ è diversa dalla dissolution, sempre prevista nella costituzione inglese e che è l’equivalente del nostro scioglimento delle Camere a cui seguono nuove elezioni. Durante la prorogation le attività parlamentari sono tutte sospese e le leggi che non hanno terminato il loro iter decadono, a meno che non venga approvata una mozione ad hoc per riprenderle una volta ripristinato il Parlamento.
La decisione della Regina non può essere impugnata dinanzi a nessuna corte e gli avversari politici del premier la reputano una mossa anti-democratica, perché la maggior parte del parlamentari sono contrari a un no deal.