Brexit, corsa contro il tempo: Merkel fa concessione chiave

9 Aprile 2019, di Mariangela Tessa

Messa in un angolo dai Tory, con alcuni membri del partito che chiedono le sue dimissioni, la premier britannica Theresa May prova ad ottenere l’appoggio di Berlino e Parigi per ottenere una proroga sui tempi della Brexit ora fissati al 12 aprile. Alla vigilia del Consiglio d’Europa, che deciderà se concedere o meno un’estensione dell’art.50, May incontra oggi la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron.

Voci insistenti ripresa da Bloomberg dicono che l’UE abbia deciso di accordare un’estensione alla Gran Bretagna nonostante la mancanza di progressi a casa.

“Questo non è un problema di tempo, abbiamo soprattutto, dal lato britannico, un problema decisionale”, ha detto ai giornalisti il ​​ministro tedesco europeo Michael Roth.

Tutto questo mentre indiscrezioni della BBC riportano che Merkel sarebbe disponibile a concedere un limite di cinque anni sul backstop con l’Irlanda nell’ambito delle trattative sulla Brexit. Una notizia, che se si rivelasse vera, potrebbe essere determinante per l’accordo stipulato tra May e Ue.

Se così fosse (la Germania però smentisce) gli irriducibili della Brexit “dura” (ERG e DUP) potrebbero accettare il withdrawal agreement di May nella convinzione che Londra non rimarrà intrappolata nel backstop, la rete di protezione tra le due Irlande per scongiurare un confine “fisico”. Sul Forex l’indiscrezione ha messo il turbo alla sterlina, che è salita da 1,3060 euro a quota 1.3122 contro la moneta unica (vedi grafico).

Restano distanti posizioni governo-opposizione

Nel frattempo, a Londra, riprenderanno colloqui faccia a faccia tra il governo e i laburisti, dopo quattro giorni in cui le due parti hanno iniziato le trattative senza raggiungere un accordo. Il leader laburista Jeremy Corbyn ha detto lunedì sera che, mentre i colloqui sono stati “seri”, May non ha modificato in modo sostanziale la sua posizione.

May vuole che i laburisti votino per il suo accordo, che è stato respinto dal Parlamento tre volte. Il problema è che May non ha spazio politico per il compromesso. Anche la sua decisione di sedersi con Corbyn è considerata una mossa “estrema” per molti conservatori.

“Il messaggio all’Ue è che possono vedere che la premier Theresa May non sta lasciando nessuna strada intentata per risolvere la Brexit, che stiamo facendo assolutamente tutto quel che possiamo per far arrivare in porto l’accordo sulla Brexit”, ha detto il ministro degli esteri britannico Jeremy Hunt al suo arrivo al Consiglio Ue affari esteri a Lussemburgo.

Hunt ha sottolineato che le discussioni con gli altri gruppi parlamentari e in particolare con il leader del Labour Jeremy Corbyn “non sono per niente facili, ma non posso dire né se sono fiducioso né se non lo sono, dobbiamo vedere”, in ogni caso “non possiamo andare a queste discussioni con molte linee rosse altrimenti è inutile“.

Nuovo no all’uscita senza accordo

Ieri intanto la camera alta del Parlamento britannico, la Camera dei Lord, ha votato nella tarda serata di ieri una legge per costringere il governo a chiedere ai leader europei una nuova scadenza ed evitare una Brexit senza accordo il 12 aprile. Pur avendo respinto tre volte l’accordo di divorzio dall’Ue concordato dal primo ministro Theresa May, il Parlamento britannico ha anche votato contro un “no deal”.

Originariamente prevista per il 29 marzo, la Brexit è già stata posticipata al 12 aprile. Ma a causa del mancato accordo in seno al Parlamento britannico May ha chiesto ai leader dell’Ue un secondo rinvio, fino al 30 giugno, con la possibilità per il Regno Unito di uscire prima se si troverà un compromesso.