Brevetti farmaceutici in scadenza, grandi risparmi per i consumatori

18 Ottobre 2017, di Francesco Puppato

Che il governo non aiuti i cittadini, ormai si sa. Si sente spesso parlare di statistiche positive, o quantomeno in miglioramento, e allora ci si chiede come mai i fatti non seguano gli annunci; proprio in questi giorni, infatti, il governo ha deciso di mettere le mani anche nelle polizze vita con una mini-patrimoniale del 2 per mille a partire dal 1 gennaio 2018.

Per fortuna che, nell’ambito della salute, una buona notizia per i consumatori arriva dalla prossima scadenza dei brevetti per alcuni principi attivi in campo farmaceutico. Una serie di farmaci saranno affiancati dal loro “generico”, ovvero un farmaco analogo ma prodotto da una casa farmaceutica diversa da quella che l’ha brevettato; questo appunto per via della scadenza dei brevetti legata ai principi attivi, che farà scendere il prezzo anche fino al 60%.

La lista dei 16 farmaci interessati dal affiancamento del corrispettivo generico è stata pubblicata da Asogenerici e contiene il Pafinur (antistaminico), l’ Avodart (per la prostata), il Cialis (per le disfunzioni erettili), il Crestor (anti-colesterolo) e l’Olmetec (per la pressione).

Non solo; la lista contiene anche farmaci contenenti molecole. Tra questi troviamo il bosentan (vasodilatatore), il bimatropost (antiglaucoma), il caspofungin (contro alcuni funghi), gli antibiotici ertapenem e tigecidina, l’antinfiammatorio etoricoxib, la combinazione tramadolo più paracetamolo, l’immunodepressivo abatacept (Orencia), l’antivirale valganciclovir, l’antiallergico olopatadina ed il pegfilgrastim (venduto come Neulasta, utilizzato per trattamento della neutropenia indotta dalla chemioterapia).

Il volume d’affari di questi farmaci si aggira sul miliardo di euro; se a questa cifra applichiamo la riduzione del prezzo del 60% si fa presto a stimare un risparmio più o meno pari a 600 milioni di euro.

Il medesimo risparmio sarà soprattutto dei pazienti nei casi dei medicinali di fascia C (vale a dire quelli con prescrizione medica obbligatoria ma totalmente a carico dei pazienti) come ad esempio il Cialis, il cui brevetto scadrà il 12 novembre, e soprattutto per il sistema sanitario nazionale in altri casi, come quello del Crestor che ha per lo Stato un costo di 270 milioni di euro annui ed il cui brevetto andrà in scadenza il 30 dicembre.

Proprio in merito a questi due farmaci, il Cialis ed il Crestor, sono già 16 le aziende farmaceutiche che hanno richiesto di poter produrre il rispettivo farmaco generico. A testimoniare il crescente utilizzo dei generici arriva l’ultimo report di Assogenerici, riferito al periodo che va da gennaio a giugno del 2017, in cui si indica che i farmaci equivalenti hanno rappresentato il 20% del mercato.

Le vendite dei generici, aventi un giro d’affari di circa 1.54 miliardi di euro, sono caratterizzate perlopiù dai farmaci di classe A, che ne rappresentano il 77,9% del totale arrivando a quota 1,19 miliardi di euro.

Quanto ai consumi, invece, la prevalenza è al Nord dove sul podio delle regioni che più consumano i generici troviamo la Provincia Autonoma di Trento, seguita dalla Lombardia e dall’Emilia Romagna; seguono poi Bolzano, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e la Toscana. All’estremo opposto, cioè partendo dal basso della classifica dei consumi dei farmaci equivalenti, si collocano la Basilicata, la Calabria, la Campania e la Sicilia, dove il mercato del generico fatica a fare breccia.