Brasile entra in recessione a un mese dalle elezioni presidenziali

30 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

RIO DE JANEIRO (WSI) – Ancora segnali negativi dall’economia brasiliana: gli ultimi dati dell’Istituto di statistica Ibge rivelano un calo dello 0,6% nel secondo trimestre dell’anno in raffronto con il primo trimestre. In base a una nuova analisi, anche il primo trimestre avrebbe subito una contrazione pari a -0,2%; i numeri diffusi a maggio avevano invece segnalato una crescita dello 0,2% e sono stati corretti al ribasso.

La notizia della recessione in cui e’ piombata la settima economia mondiale costituisce un problema serio per la presidente Dilma Rousseff, candidata a un secondo mandato nelle elezioni presidenziali che si terranno tra un mese. In questo scenario salgono invece le chance per la candidata dell’opposizione Marina Silva, la nuova ‘faccia’ del Partido Socialista de Brasil (PSB) che ha preso il posto di Eduardo Campos, morto in incidente aereo lo scorso 13 agosto.

Il calo di due trimestri consecutivi – sottolineano gli esperti – configura una “recessione tecnica” per il gigante sudamericano. Condizione tuttavia negata dal ministro delle Finanze di Brasilia, Guido Mantega. “Recessione è quando si ha disoccupazione in aumento e reddito in diminuzione, ma qui la situazione è opposta”, ha sottolineato il rappresentante di governo.

Per Mantega, la crescita interna è stata pregiudicata dal minor numero di giorni utili a disposizione nella prima metà dell’anno, a causa della Coppa del mondo di calcio, realizzata tra il 12 giugno e il 13 luglio scorsi. Il che – secondo il ministro – si è tradotto in un impatto negativo di 0,2-0,3 punti percentuali sul risultato totale deil del secondo trimestre. “Il terzo trimestre sarà positivo”, ha aggiunto.

I Mondiali – osservano gli analisti – hanno paralizzato la produzione industriale, facendola scendere a 1,5% nel secondo trimestre. Mentre l’incertezza sul risultato delle elezioni di ottobre ha accentuato il taglio degli investimenti (-5,3%).

Il Brasile, secondo Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos – non cresce più, fa politiche antibusiness e ha accumulato parecchio debito privato. La candidata emergente alla presidenza, Marina Silva, è stata alla sinistra di Lula da ministro, non ha detto una sola parola sul suo programma economico ed è un mistero assoluto su tutta la linea. Non importa, dice la borsa di San Paolo, qualunque candidato è meglio della presidente uscente Dilma Rousseff.

Il risultato è che San Paolo cresce da inizio anno, in euro, del 29 per cento. Le società nell’orbita pubblica crescono ancora di più (Petrobras è in rialzo del 90 per cento). Tutto questo senza che ci sia nessuna certezza sul fatto che la Rousseff non sarà rieletta.