Borse Ue, settimana all’insegna dei timori di altra recessione

7 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Macroeconomia

Settimana che ha visto alcuni deludenti dati macro Usa pesare sul sentiment degli investitori, con il mercato che resta concentrato sul rischio di un nuovo periodo di recessione economica (“doppio dip”) anche a seguito del rallentamento mostrato dall’economia cinese, e che attende dettagli circa gli stress test condotti sulle banche europee (oggi il Comitato dei supervisori delle banche europee – CEBS – pubblicherà i dettagli dei test circa metodologia, scenari, elenco degli istituti inseriti nel campione) mentre per il 23 luglio sono attesi gli esiti per tutti gli istituti di credito coinvolti.

Tra oggi e domani si riuniscono i comitati della Bce e della Bank of England: per quanto riguarda i tassi, questi sono attesi restare sugli attuali livelli, c’è invece attesa per la consueta conferenza stampa di Trichet. Lo stesso presidente della Bce aveva dichiarato nei giorni scorsi che l’Europa non è di fronte ad una recessione, rinnovando il suo appoggio per riforme e riduzione dei deficit a sostegno della fiducia e concludendo con un giudizio positivo per gli stress test (“organizzarli è un ‘importante fattore per ridare fiducia”). Per la Fed occorrerà attendere il 10 agosto anche se i recenti dati hanno delineato un peggioramento del quadro economico, a fronte del quale molti operatori ritengono che la Fed risponderà mantenendo i tassi fermi a zero fino alla seconda metà del 2011.

Veniamo dunque ai dati macro che hanno deluso le attese e che hanno “scatenato” nuove discussioni sulla doppia recessione negli Usa: in primo luogo i dati sul mercato del lavoro diffusi negli ultimi 7 giorni. In dettaglio, gli occupati non agricoli di giugno sono scesi di 125 mila unità, meno delle attese pari ad un calo di 130 mila, significativa la riduzione del tasso di disoccupazione, che è sceso al 9,5% dal 9,7% di maggio e contro attese per un aumento al 9,8%, mentre ha deluso la crescita delle buste paga nel settore privato, pari a 83 mila unità contro attese di 110 mila, con una revisione al ribasso di circa 10 mila unità nel dato di maggio (da 41 mila a 33 mila unità). Giovedì era stato comunicato che il numero di quanti hanno fatto richiesta iniziale di sussidio di disoccupazione nella settimana al 26 giugno era salito a 472 mila unità, da 459 mila della precedente ottava e a fronte di attese per 452 mila.

Gli effetti negativi della scadenza delle agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa si sono fatti sentire anche sulle statistiche relative alle vendite in corso delle abitazioni, scese del 30,0% su base mensile a maggio (+6% il mese precedente). Ha deluso infine l’ISM servizi (indicatore che riveste una particolare importanza perché si tratta del settore che maggiormente assume forza lavoro) sceso a 53.8 da 55.4 e a fronte di attese per 55.0.

Cambi e commodities

Sul fronte valutario, la moneta unica si è apprezzata vs. le altre principali valute; particolarmente marcato il progresso mostrato nei confronti del biglietto verde con il cross eur/usd che in questi ultimi giorni è salito sopra 1,26. Il dollaro si mostra debole anche nei confronti dello yen che attualmente tratta in area 87, non lontano dai minimi toccati lo scorso novembre a 84,81. Alla base delle debolezza del dollaro sono alcuni dati macro diffusi in settimana che hanno fatto sorgere timori circa l’indebolimento dei fondamentali dell’economia americana. Restando in ambito valutario, da segnalare il forte apprezzamento del dollaro australiano che nella giornata di ieri è schizzato dopo le dichiarazioni improntate all’ottimismo sulle prospettive macro da parte della Reserve Bank of Australia. Dal lato commodities, va segnalato un forte storno per i metalli preziosi (oro e argento), ancora più marcato per il Wti Usa (attesi in serata i dati dell’API, posticipati a domani pomeriggio i dati dell’EIA), mentre sono misti I metalli industriali (bene lo zinco ed in parte l’alluminio, poco mosso il rame, in flessione il nickel). La settimana no per le materie prime, legata ai dubbi sulla ripresa economica mondiale all’interno di un quadro di forte deprezzamento del dollaro, si è riflessa sulI’indice CRB che racchiude le più importanti materie prime.

Obbligazionario/Monetario

Giornata importante ieri per la Spagna, che, in un’asta aperta a soli investitori istituzionali ha venduto EUR6 mld di obbligazioni a scadenza 10 anni; il prezzo di asta è stato inferiore a quello di mercato, con un rendimento implicito di 4,85%, ben 25 bp superiore a quello di mercato (4.6%). Da segnalare tuttavia un allargamento sui 7 gg dello spread tra il decennale spagnolo ed il corrispettivo benchmark tedesco a 219 bp (all’origine di questo movimento la scelta di Moody’s che ha posto in ‘creditwatch’ negativo il rating del paese iberico, che potrebbe dunque perdere la tripla A), mentre per quanto riguarda gli altri paesi sovrani, considerando la scadenza decennale, si è scesi a 765 bp per la Grecia, 292 per il Portogallo, 278 per l’Irlanda e 151 per l’Italia. Tornando alla decisione di Moody’s sulla Spagna, l’agenzia ha spiegato che la decisione riflette il peggioramento delle prospettive di crescita a breve e lungo termine del paese, e le sfide che il governo dovrà fronteggiare per raggiungere i propri obiettivi di risanamento fiscale.

Da segnalare sempre per i periferici, che la Banca di Grecia ha istituito un fondo da EUR10 mld (all’interno del programma del FMI e UE da EUR110 mld) per garantire la stabilità del sistema finanziario greco. Sul fronte interbancario, l’Euribor con scadenza a 3 mesi è stato fissato oggi in salita allo 0,802% da 0,797% di ieri. Il costo di protezione dal rischio di insolvenza vede il Main per gli emittenti investment grade scendere leggermente a 126 pts, mentre è stabile a 570 pts il Crossover riferito ai non-investment.

Italia

Rialzo di oltre l’1% per il Ftse/Mib con Atlantia che registra una buona performance dopo che La Caixa e Acs, principali soci di Abertis, si sono detti pronti a ridurre le rispettive quote per favorire l’ingresso del fondo di private equity Cvc nel capitale del colosso spagnolo delle infrastrutture, socio del gruppo autostradale italiano.

Molti spunti da parte di Enel che ha informato come la controllata spagnola Endesa abbia raggiunto un accordo con Red Eléctrica de Espana (REE) relativo alla cessione ad una società controllata da REE delle reti di trasmissione di energia elettrica di cui risulta titolare Endesa Distribucion Electrica, società a sua volta interamente posseduta da Endesa. Il corrispettivo complessivo è stato pattuito in circa EUR1,5 mld. Sempre Endesa ha finalizzato la vendita a Mytilineos del 50,01% del capitale di Endesa Hellas per un corrispettivo di EUR140 mln; contestualmente Enel Green Power ha acquisito da Endesa Hellas, per un corrispettivo di EUR20 mln, alcuni impianti da fonti rinnovabili in Grecia.

Nel frattempo l’Ad di Enel, Conti, ha dichiarato che quattro gruppi internazionali si sono candidati per acquisire la rete di trasmissione e distribuzione di gas di Endesa e al massimo entro settembre ci sarà la scelta “ad un prezzo vantaggioso”. Ieri inoltre la società ha comunicato che stima per la controllata russa OGK-5 un aumento degli utili di cinque volte da quì al 2014 grazie a condizioni di mercato favorevoli: più in dettaglio, il gruppo elettrico italiano, proprietario del 55,86% di OGK- 5, ha dichiarato che gli utili della controllata prima di interessi, tasse, svalutazioni e ammortamenti (Ebitda) saliranno a EUR471 mln nel 2011 da EUR184 ml nnel 2009, mentre nel 2014 l’Ebitda dovrebbe toccare quota EUR1,08 mld. Enel ha confermato l’impegno ad investire circa EUR1 mld nella società russa nell’arco dei prossimi cinque anni.

Sempre ieri l’Ad Conti ha dichiarato che l’andamento dei conti fa prevedere un Ebitda 2010 superiore ai EUR16 mld stimati. Da segnalare che settimana scorsa, il CdA della Cassa depositi e prestiti ha deliberato la permuta mediante cessione al Tesoro del17,362% detenuto in Enel, del 35% di Poste Italiane e del 50% di STMicroelectronics Holding che detiene il 13,77% di Stm; in cambio il Tesoro cederà a Cdp il controvalore in azioni Eni.

Precisazione da parte della Popolare di Milano che tramite un comunicato ha fatto sapere di non aver partecipato a stress test a livello europeo, mentre i risultati emersi da esercizi condotti internamente non evidenziano nessuna necessità di procedere a rafforzamenti patrimoniali. A tal proposito, Bpm ricorda che al 31 marzo 2010 il core Tier 1 del gruppo si attestava al 7,9%, il tier 1 all’8,6% ed il total capital ratio al 12,6% posizionandosi fra i più elevati del sistema bancario italiano.

Smentita invece da parte di Mps che ha dichiarato “completamente infondate” le ipotesi stampa circa aumenti di capitale; Mps ha aggiunto che le operazioni già avviate per il rafforzamento dei ratio patrimoniali stanno rispettando I tempi previsti. Intanto nel corso di una videointervista apparsa sul sito del Financial Times, il Dg Vigni ha dihiarato che l’esposizione dell’istituto verso il debito sovrano è bassa.

In rialzo A2A anche grazie alle parole del presidente del Cdg Zuccoli, il quale ha dichiarato che il bilancio del primo semestre sarà “importante” e trarrà beneficio dalla plusvalenza legata alla cessione del 5,1% della svizzera Alpiq.

Estero

Settimana mista in Europa (bene l’IBEX di Madrid, Atene e Lisbona, in calo Parigi, Francoforte, Zurigo e Amsterdam) e leggermente negativa per gli indici Usa, mentre sullo sfondo restano i timori per una recessione a ‘double dip’ e per il rallentamento dell’economia in Cina, con gli investitori che sono in attesa della pubblicazione degli stress test sulle banche europee (prevista per il 23 luglio).

Negli Usa, in attesa dell’avvio della earning seasons con Alcoa che lunedì 12 presenterà i conti trimestrali (il 13 toccherà ad Intel), segnaliamo alcune news relative al settore tech. Yahoo! ha reso noto che il suo CdA ha autorizzato il management a riacquistare fino a USD3 mld di azioni proprie nel corso dei prossimi tre anni; l’annuncio è stato fatto proprio nel momento in cui il motore di ricerca sta per esaurire il precedente buyback da USD3 mld, datato 2006.

Amazon.com ha siglato un accordo per l’acquisizione di Woot.com, sito di acquisti online la cui peculiarità è quella di offrire un solo prodotto al giorno ad un prezzo scontato; il prezzo dell’operazione, che dovrebbe chiudersi nel terzo trimestre, non è stato comunicato.

Intanto ieri la SIA (Semiconductor Industry Association) ha fatto sapere tramite una nota che le vendite mondiali di semiconduttori sono salite in maggio a USD24,7 mld, aggiungendo che il tasso di crescita a/a è stato in maggio del 47,6%, in leggero calo rispetto all’incremento annuo di aprile. Dopo un periodo negativo, l’industria dei chip ha accelerato dal secondo semestre 2009 e la fase del ciclo fa prevedere che gli incrementi a/a possano rallentare durante tutto il secondo semestre 2010.

Nel settore auto, Ford Motor ha annunciato che a giugno le sue vendite sono aumentate negli Usa del 13,3%; esclusa Volvo, che è stata ceduta alla cinese Zhejiang Geely Holding, le vendite di Ford sono cresciute lo scorso mese del 15,4%. Ieri gli analisti di Goldman Sachs hanno deciso di tagliare il target price su Ford Motor, portandolo da USD16 a USD14 di riflesso alla revisione al ribasso delle stime di vendita previste per il 2010.

Sul fronte retail, Walgreen ha fatto sapere che a giugno le vendite hanno segnato un incremento annuo dell´8,4% attestandosi a USD5,67 mld , grazie al contributo offerto dagli store di Duane Rede, società acquisita quest’anno; il dato si attesta al +2% nei same-store (i punti vendita aperti da più di un anno), dopo la perdita registrata nei due mesi precedenti.

Il colosso americano General Electric ha annunciato di aver vinto contratti in Oman per un valore complessivo di USD300 mln; GE dovrà fornire cinque turbine a gas e servizi per 15 anni per il Salalah Independent Water & Power Project, un impianto energetico nella regione del Dhofar, nel sud dell’Oman.

In Europa, Lloyds Banking Group, una delle banche inglesi salvate dall’intervento pubblico durante la crisi finanziaria, cederà la maggioranza della propria divisione di private equity ricavandone GBP322 mln, che porteranno gli introiti dalle cessioni nell’anno fiscale da poco chiuso a GBP750 mln. L’istituto londinese ha inoltre precisato che l’acquirente è il fondo d’investimento Coller Capital. L’accordo prevede che i 40 investimenti di private equity in essere per Lloyds attraverso la controllata Bank of Scotland siano trasferiti ad una joint venture di nuova creazione; quest’ultima sarà partecipata al 70% da Coller Capital e al 30% dalla stessa Lloyds.

Mercati Azionari: settori a confronto

Stoxx

Nonostante il rimbalzo di ieri, l’analisi settimanale dei settori appartenenti allo Stoxx europeo evidenzia una netta prevalenza di segni meno, frutto delle nuove tensioni sulla sostenibilità dei debiti pubblici dei periferici, del rallentamento della crescita in Cina e di alcuni dati macro deludenti. Male le materie prime, anche se è più pesante l’andamento del settore farmaceutico (Glaxo ha ceduto ad Aptuit l’impianto di ricerca di Verona). Debole il settore auto (Valeo ha comunicato l’intenzione di investire tra i EUR400-500 mln in Cina entro il 2015, altre news nel box sotto), mentre è positivo il settore bancario. Bene anche il comparto energy (BP sale dopo le indiscrezioni secondo le quali il gruppo avrebbe intenzione di far entrare nel proprio capitale un investitore strategico come un fondo sovrano).

Settori in evidenza

Tlc

Cheuvreux ha rivisto al rialzo la raccomandazione sul comparto europeo delle telecomunicazioni da underweight a neutral, ma hanno indicato che le azioni di Telecom Italia sono le meno favorite; le top picks del settore sono invece TeliaSonera, Deutsche Telekom, Kpn e Telefonica. Di parere diverso invece gli analisti di Deutsche Bank che hanno anch’essi migliorato il giudizio sulle compagnie telefoniche europee (a overweight), apprezzandone i buoni dividendi ed i flussi di cassa difensivi; DB ha però indicato tra le sue azioni preferite Vodafone, Telenor e proprio Telecom Italia. France Telecom assumerà 10.000 persone entro il 2012 e punta ad avere 300 milioni di clienti per il 2015, 200 milioni in più rispetto a oggi. FT ha inoltre confermato l’obiettivo di free cash flow di EUR8 md all’anno nel 2010 e nel 2011.

Auto

Le immatricolazioni di auto in Italia hanno registrato a giugno un ribasso del 19,1%, secondo i dati del ministero dei Trasporti. Fiat cala del 27,5% rispetto a giugno 2009, con una quota di mercato che si attesta al 30,4%, in miglioramento rispetto al 29,84% di maggio. Inizia intanto l’attesa per il 21 luglio, data della trimestrale di Fiat; secondo la stampa di questi giorni, nel corso del CdA saranno annunciate le tappe ed i timing tecnici dell’operazione di scorporo per arrivare all’approvazione dell’assemble dei soci a settembre. In questi giorni Chrysler ha annunciato di avere intrapreso il processo per la creazione di una rete di concessionari Fiat che arriverà ad essere dislocata fino in 41 degli stati federali Usa. Continental ha rivisto al rialzo le stime sul 2010: ora prevede un aumento dei ricavi 2010 del 15% a EUR20 mld ed un ebit in deciso aumento.

Media

L’utile netto di Mediaset nel primo semestre ha registrato una forte crescita, sostanzialmente in linea con quella del primo trimestre, aiutato dall’incremento del 5% della raccolta pubblicitaria; lo sostengono I vertici del gruppo. Lagardere non è riuscita a raggiungere un accordo sul prezzo per la cessione della quota del 20% di Canal+ France al gruppo Vivendi; in accordo con il patto di sindacato, l’editore procederà con il collocamento in borsa della sua partecipazione. La quota del 20% posseduta da Lagardere (con un valore stimato dagli analisti di EUR1,2-1,4 mld) consentirebbe a Vivendi di raggiungere il controllo totale di Canal+, di cui già possiede l’80%. Bank of America-ML ha ridotto il target price a EUR20,6, con rating underperform.

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