Borse Ue iniziano il secondo trimestre con la voglia di acquisti

1 Aprile 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Il dato confortante relativo all’occupazione degli Stati Uniti nel mese di marzo e il conseguente rally di Wall Street hanno riportato l’ottimismo sulle borse europee e anche su Milano.

Dopo essere scesa in territorio negativo a metà mattinata, Piazza Affari si è così allineata ai buy che hanno investito l’azionario e ha guadagnato l’1,1%; acquisti anche su Francoforte (+1,93%), Londra (+1,7%), Parigi (+1,64%) e Madrid (+1,35%).

In generale, stando a quanto riporta Bloomberg, l’Eurostoxx 50 è arrivato durante la sessione a salire dell’1,3%: da segnalare che, dai minimi testati lo scorso 16 marzo, l’indice ha messo a segno un rialzo pari all’8,3%, con gli investitori che hanno scommesso sulla solidità dell’economia globale e sulla sua resistenza alla catastrofe che ha investito il Giappone e alle tensioni che scuotono ancora la Libia.

Ora, queste tensioni continuano sicuramente a produrre i loro effetti sui futures sul petrolio scambiati a New York, che nelle ultime ore sono arrivati a testare il valore più alto degli ultimi 30 mesi e che secondo JPM potrebbero balzare anche a quota $130 senza un intervento dell’Opec.

Tuttavia il petrolio ha ridotto oggi i forti guadagni portando un po’ di sollievo sui mercati. Alle 17 ora italiane, i futures sul greggio a New York salivano di appena 29 centesimi (+0,30%), a $107,03. Inoltre, “il quadro dell’economia globale è ancora positivo ed è su questo che i mercati azionari stanno riflettendo”, ha detto, in una intervista a Bloomberg Patrik Scheuber, responsabile dell’azionario presso Swisscanto Asset Management a Zurigo. Anche se poi lo stesso analista ha precisato che “forse i mercati sono andati anche un po’ oltre i fondamentali”.

Molti dei timori che avevano tenuto le borse con il fiato sospeso si sono comunque per lo meno smorzati e le stesse banche irlandesi hanno guadagnato all’indomani della pubblicazione dell’esito degli stress test. Perfino il downgrade di S&P sul debito sovrano irlandese è stato accolto senza grandi scosse, anzi, anche con un certo sollievo, visto che come hanno fatto notare gli analisti di Ing, si temeva che la riduzione del rating sarebbe stata peggiore.

C’è però un importante fattore che vale la pena di menzionare: il forte rialzo dell’Euribor a tre mesi , che è arrivato ad attestarsi al record in 21 mesi, scommettendo su un sempre più probabile rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce, nel meeting della prossima settimana previsto il 7 aprile.

Un rialzo dei tassi atteso, pari a 25 punti base, che fa però discutere, in quanto le economie del Vecchio Continente non se la stanno passando certo bene, prese come sono dai problemi dei debiti, ma anche della disoccupazione (es. la Spagna, ma anche l’Italia).

Tornando a Piazza Affari, l’ottimismo proveniente da Wall Street ha oscurato i rumor sull’aumento di capitale di Intesa SanPaolo , che inizialmente avevano frenato i guadagni dei bancari italiani. Il titolo ha anzi recuperato terreno salendo di mezzo punto percentuale.

Il Ftse Mib si è quasi tutto tinto di verde, con protagonisti i guadagni di Mediolanum (+2,85%), Fiat Industrial (+2,47%), Lottomatica e in generale tutti i bancari. Segni meno solo per qualche titolo, come Enel Green Power (-0,56%) e Autogrill (-0,45%) sotto i riflettori. Parmalat è salita dell’1,61% nel giorno in cui il cda ha deciso di rinviare l’assemblea dei soci a fine giugno, come auspicato da Intesa Sanpaolo, che vuole creare una cordata italiana per conservare l’italianità dell’azienda di Collecchio.

Sul fronte valutario l’euro oggi ha perso terreno sui mercati di New York e alle 17 ora italiana incrementava le perdite a $1,4143. In rialzo invece il rapporto euro/yen, a 119,19, e dollaro/yen, a 84,7.