Borse Ue ancora giù. Male anche i futures Usa

12 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

In retromarcia le principali borse europee nella seduta odierna, sulla scia dello scivolone di Tokyo e ancora prima della performance di ieri di Wall Street che ha chiuso pressocchè invariata rispetto alla seduta precedente; detto questo, il Dow Jones è riuscito comunque a tenere quota 11.000 punti.

In generale gli investitori continuano a chiedersi quali saranno le prossime mosse della Fed; e a questi dubbi si aggiunge ora anche qualche timore sull’efficacia di una nuova manovra di quantitative easing; pesano le dichiarazioni rilasciate dal numero due della Fed Janet Yellen, che ha messo in guardia contro il rischio bolla che la politica a tassi zero potrebbe rendere concreto. Alta dunque è la trepidazione per i verbali dell’ultimo Federal Open Market Committee, che verranno pubblicati in serata.

Intanto la parola d’ordine sembra nella giornata di oggi “vendere”. Gli stessi futures americani non lasciano presagire nulla di buono; i futures sul Dow Jones scendono di 55 punti, quelli sul Nasdaq arretrano di 16 punti e quelli sullo S&P 500 sono in calo di 7 punti.

L’Europa sconta poi il calo delle materie prime, che oggi fanno dietrofront dopo i rally delle ultime settimane, complice anche il rafforzamento del dollaro (l’oro viaggia infatti a 1.345,26 dollari l’oncia, mentre sul Nymex di New York i futures sul petrolio scendono a 81,87 dollari al barile, in ribasso di 86 centesimi).

Alle 13 circa ora italiana, Londra perde così lo 0,77%, Francoforte lo 0,51%, Parigi l’1,29%, Amsterdam fa -0,99% e Bruxelles -0,97%. In realtà i cali sono più attenuati rispetto a qualche ora fa, ma a dominare è sempre il segno meno.
A Piazza Affari, il Ftse Mib e l’All Share cedono così l’1% circa.

Sul fronte valutario, pur rimanendo in calo nei confronti della valuta nipponica – il usd/yen è in flessione a 81,97 – il biglietto verde si rafforza sull’euro. Il rapporto eur/usd passa infatti di mano a 1,3815 dopo aver sfondato ieri la soglia degli 1,40.

Tornando a Piazza Affari, domina la lettera sul principale paniere ad eccezione di qualche acquisto selettivo.

Si segnala l’eccezione del titolo Unipol, che si sta muovendo in controtrend rispetto al resto del mercato. Le azioni infatti stanno registrando un rialzo dell’1,55%, dopo aver guadagnato nelle precedenti battute anche il 2%.Non ci sono particolare notizie che sostengono oggi il titolo.

Tuttavia gli acquisti potrebbero essere alimentati da un ritorno di interesse degli investitori sul titolo, che dall’ottobre del 2009 ha percorso una discesa più delineata rispetto agli altri titoli del comparto, che invece hanno mostrato più tenuta in termini di forza relativa. La curva inoltre ha rotto al rialzo la media mobile a 55 giorni tentando l’attacco alla resistenza individuata in area 0,5605.

Banche invece negative, guidate da Banco Popolare (-2%), penalizzata da un downgrade di Société Générale (che si è espressa invece positivamente su Intesa SanPaolo). Intesa SanPaolo cede però anch’essa (-0,82%), così come anche Unicredit (-1,23%) e Ubibanca (-1,29%).

Giù inoltre Mediobanca (-1,42%) che aveva fatto bene ieri sulle attese di un risultato netto positivo per l’esercizio 2010-2011.

Sottotono gli assicurativi in particolare Fondiaria Sai (-1,12%) dopo il recente rally sul persistere di speculazioni attorno al futuro della compagnia. Scivola anche Generali (-1,47%) il giorno dopo che Francesco Gaetano Caltagirone, ha acquistato altre 100mila azioni, aumentando la propria partecipazione nel Leone di Trieste.

Giù i petroliferi in linea con la debolezza dell’intero settore oil europeo, in scia al calo del greggio. Eni lascia sul terreno più del 2%, mentre Saipem fa -0,23%; Tenaris perde più dell’1%. Tra gli altri energetici, poco mossa Enel (-1,08%), dopo che Borsa Italiana ha disposto l’ammissione alle negoziazioni del Mercato telematico azionario (Mta) le azioni ordinarie Enel Green Power.

Inverte rotta e torna positivo invece il titolo Fiat (+2,19%), dopo una partenza debole. Le azioni del Lingotto, infatti, cercano di proseguire il trend rialzista delle ultime sedute, mettendo a segno un progresso dello 0,61% a 11,49 euro a fronte del ribasso dell’1,24% evidenziato dall’indice di riferimento FTSE MIB.