Borse: rotazione favorisce l’Europa, cosa dice l’analisi tecnica

9 Marzo 2021, di Mariangela Tessa

La rotazione degli asset continua a favorire le borse europee rispetto a Wall Street. Dopo la prima seduta della settimana, il quadro di fondo sui mercati finanziari  non sembra destinato a mutare rispetto a quello delle ultime settimane.

Come spiegano gli analisti di eToro, i rialzo dei tassi d’interesse continua a generare spinte di riallocazione tra i gestori istituzionali e la rotazione dal comparto growth a quello value non sembra accennare a decelerare.

Borse, cosa dice l’analisi tecnica

A farne le spese è il Nasdaq 100, in particolare (ieri 2,92%) con in testa i titoli tecnologici che hanno di corso di più negli ultimi 12 mesi. Mentre l’Europa continua a correre con acquisti consistenti, in particolare sul Dax e Euro Stoxx 50.

Vale la pena sottolineare la performance del Dax che ieri è andato a registrare nuovi massimi storici nettamente sopra la soglia dei 14.300.

“Le ragioni di tale movimento – spiegano da eToro– sono da trovare nella forte componente di titoli industriali presenti nell’indice tedesco, che in questa fase sono attesi ad un repricing importante, nell’attesa di una progressiva riapertura dell’economia dei paesi in uscita dal lockdown. In aggiunta, il rialzo dei tassi d’interesse è stato meno marcato in Europa, rispetto agli Stati Uniti, il che favorisce la miglior appetibilità relativa di alcune parti dell’azionario europeo rispetto a quello americano”.

Sul fronte tecnico – aggiungono gli analisti di Anthilia –  gli sviluppi sono interessanti, in particolare per le borse europee, “dove sono evidenti una serie di rotture rialziste su Dax, Euro Stoxx 50, FTSE Mib e Cac 40. Vedremo se otterremo conferma dei movimenti, ma la coralità dei segnali è un rafforzativo”.

 

Da Mps Capital Services evidenziano che il Nasdaq che sta sottoperformando in modo marcato (in negativo da inizio anno ed in calo di oltre il 10% dai massimi storici) essendo diventato a tutti gli effetti un settore sensibile all’andamento dei tassi Usa (equivalente ad un “bond” con elevata duration”).

Da Scm Sim ricordano che le aspettative di inflazione e di rialzo dei tassi si riflettono sulle valutazioni azionarie, perché un aumento dell’inflazione causa tassi futuri in rialzo, i quali, a loro volta, comportano una riduzione delle previsioni degli utili e quindi un calo dei listini azionari.

Per quanto concerne i principali ribassi si evidenzia quello di Tesla Dai massimi storici il titolo Tesla ha perso oltre un terzo del proprio valore (l’8 gennaio nell’intraday il titolo si era spinto a 900$). In termini di capitalizzazione di mercato sono stati persi oltre 300 miliardi di dollari con l’attuale market cap scesa a 553 mld circa.