Economia

Borse rialzano la testa confortate dal crollo del greggio, Milano sprint

Torna a splendere il sole sulle principali Borse europee, che nelle prime battute  si muovono segnando forti rialzi, favorite dal ridimensionamento delle tensioni internazionali e soprattutto dalla brusca discesa del prezzo del petrolio. Il greggio, che nella giornata precedente aveva sfiorato i 120 dollari al barile, scambia ora attorno ai 90 dollari.
Il movimento ha riportato fiducia sui mercati azionari, che tentano di recuperare terreno dopo le turbolenze recenti. Il rimbalzo europeo segue la scia positiva già vista in Asia e a Wall Street, anche se tra gli operatori resta un clima prudente a causa di un contesto ancora instabile e volatile.

Milano guida il recupero dei mercati

Tra le piazze finanziarie del continente è Milano a registrare la performance migliore in apertura, con un progresso del 2,4%. Andamento positivo anche per gli altri listini: Parigi sale dell’1,7%, Francoforte del 2,1%, Amsterdam dell’1,8%, Madrid del 2,1% e Londra dell’1,4%.
Gli acquisti si concentrano soprattutto sul comparto bancario, che torna al centro dell’interesse degli investitori dopo la recente fase di debolezza.

Banche protagoniste, attenzione su Mps e Mediobanca

A Piazza Affari spiccano in particolare i titoli del credito. Unicredit mette a segno un rialzo del 5,1%, mentre Bper avanza del 4,5%.
Riflettori puntati anche sull’operazione che riguarda Mps e Mediobanca. L’ipotesi di integrazione tra i due gruppi approda oggi all’esame dei rispettivi consigli di amministrazione, con la questione del rapporto di concambio al centro delle valutazioni. I titoli reagiscono positivamente: Mps sale del 4,3% e Mediobanca guadagna il 4,5%.

Bene i tecnologici, prese di beneficio su difesa ed energia

Tra i settori più dinamici figura anche la tecnologia, sostenuta dall’andamento positivo dei mercati asiatici e statunitensi. StMicroelectronics avanza del 3,5% dopo che Deutsche Bank ha rivisto al rialzo il target price a 32 euro, indicando nello sviluppo dei data center legati all’intelligenza artificiale uno dei principali fattori di crescita per il gruppo italo-francese.
Segno opposto invece per alcuni titoli legati alla difesa e all’energia. Leonardo arretra dello 0,7%, mentre Eni registra il calo più marcato tra i titoli principali con un ribasso dell’1,7%, penalizzata dalla discesa delle quotazioni del petrolio.

Petrolio fa dietrofront

Le quotazioni del greggio registrano dunque una brusca flessione: i future sul Brent scendono a 90,3 dollari al barile, in calo dell’8,4%, mentre il Wti si attesta a 86,2 dollari (-8,8%) dopo essere arrivato a sfiorare i 120 dollari nelle ore precedenti.
Tra le altre materie prime, l’oro spot sale a 5.180 dollari l’oncia (+0,9%). Forte discesa invece per il gas europeo: il Ttf di Amsterdam arretra a 46,6 euro al megawattora, con un calo del 17,4%.
Sul mercato valutario l’euro si rafforza leggermente e viene scambiato a 1,165 dollari rispetto a 1,1593 della chiusura precedente. Il cambio euro/yen è a 183,4 (da 183,2), mentre il dollaro/yen si attesta a 157,4 rispetto ai 158,1 precedenti.

Spread in contrazione

Segnali di miglioramento arrivano anche dal mercato dei titoli di Stato. In apertura lo spread tra il BTp decennale di riferimento e il Bund tedesco della stessa durata scende a 69 punti base, in diminuzione rispetto ai 76 punti della chiusura precedente. In calo anche il rendimento del decennale italiano, che si attesta al 3,50%, rispetto al 3,62% registrato alla vigilia.