BORSE: IL PESSIMISMO DI J.P. MORGAN

6 Luglio 2000, di Redazione Wall Street Italia

I Mercati sono in una fase di incertezza e un invito alla prudenza arriva da Douglas Cliggott, voce di punta di J.P. Morgan.

I timori dell’analista riguardano un possibile aumento dell’inflazione nei prossimi 6-12 mesi, che causerebbe la diminuzione dell’indice di potenziale guadagno di molti titoli azionari.

Cliggott suggerisce di stare alla larga dai troppo costosi titoli tecnologici, anche quando i fondamentali sono buoni e punta su titoli considerati “sicuri”. Come quelli di Royal Dutch Petroleum o El Paso Energy, i cui risultati trimestrali sono destinati a crescere a causa del rincaro dei prezzi del greggio; o tutti quei settori, come farmaceutico (Pharmacia) e alimentare (General Mills, Anheuser-Busch), che riguardano prodotti “necessari” piuttosto che prodotti che la gente “vuole acquistare”.

Il guru di J.P. Morgan prevede che gli indici chiuderanno l’anno a livelli piu’ bassi di quelli attuali: Dow Jones in ribasso del 2% a quota 10.200, S&P 500 a quota 1.300 (-10%) e Nasdaq piatto a quota 3.900.