Borse europee, Milano in picchiata (-10%). Spread vola sopra 200 punti

9 Marzo 2020, di Mariangela Tessa

Dopo i forti cali della settimana scorsa, le Borse europee aprono in profondo rosso, schiacciate dal crollo del petrolio dopo il nulla di fatto dell’Opec+ e dalla paura per la diffusione sempre più ampia del coronavirus e le misure drastiche varate da alcuni Paesi, tra cui l’Italia.
A Parigi il Cac 40 cede il 4%, Madrid perde il 7%, Londra perde quasi l’8%, il Dax di Francoforte cede l’8%.

Piazza Affari, nel day after della chiusura della Lombardia e di altre 14 province del Nord, non riesce a partire.  Poi, il Ftse Mib precipita a -10,8% con l’entrata in negoziazione di tutti i 40 titoli del paniere, molti quelli sospesi in asta di volatilità.
Crollano i petroliferi: Eni perde il 21%, Saipem il 24%, Tenaris il 18,5%. Tra le banche -18% Banco Bpm, -17% Unicredit, -14% Mediobanca, -13% Bper, -12% Ubi -10% Intesa Sanpaolo. Nel comparto industriale -15% Fiat Chrysler, -14,4% Pirelli. Giù del 13% Leonardo e -11% Poste Italiane.
Tra i titoli del lusso -14% Moncler, -10% Ferrari. Le Generali perdono il 9%. Enel, primo titolo per capitalizzazione, arretra del 6,6%. Intorno al 5-6% le perdite delle società di servizi di pubblica utilità e delle infrastrutture dell’energia.

In forte calo anche i future di Wall Street, anche se per la Borsa americana è ancora presto per avere dati precisi. Da segnalare che il rendimento del Treasury decennale americano e’ scivolato temporaneamente sotto lo 0,5%, registrando il calo più marcato dalla prima guerra del Golfo.

Lo spread fra Btp e Bund schizza a 216 punti contro i 178 della chiusura di venerdì a seguito dell’emergenza coronavirus, del crollo del prezzo del greggio e dei mercati mondali.
Il rendimento del decennale raggiunge l’1,33%, 25 punti base in più di venerdì, mentre il biennale schizza di 45 punti base allo 0,49 per cento.

Male anche tutti i listini asiatici.

Occhi puntati sui timori di una diffusione del coronavirus negli Stati Uniti e occhi puntati sulle banche centrali per nuove contromisure all’impatto dell’epidemia sull’economia: giovedì il meeting della Bce.

L’euro ha sfiorato nella notte quota 1,15 dollari ed è ai massimi da gennaio 2019 nei confronti del dollaro all’apertura dei mercati finanziari continentali. Il cambio si attesta a 1,1469 (1,1494 toccato nella notte) mentre venerdì sera segnava 1,1322. Acquisti sullo yen che tratta a 116,94 per un euro (da 119,09), il minimo dallo scorso settembre. Dollaro/yen a 101,98 da 105,15, è il minimo da ottobre 2016.
Il crollo del petrolio fa precipitare il rublo russo: un dollaro vale 74,10 rubli dai 68,6 di venerdi’, si tratta del valore piu’ alto dal 2016.

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