Borse Asia giù. Rischio Europa, ma speranza su ripresa Usa

3 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in leggero ribasso. Prevale la cautela in attesa di maggiori segnali dal mercato del lavoro degli Stati Uniti, che potrebbero arrivare a conferma sullo stato di salute della ripresa per la più grande economia al mondo. Euro a $1,3150.

A colpire il sentiment è ancora l’incertezza e la situazione di instabilità che circonda l’Europa, con i negoziati ancora in corso sulla ristrutturazione del debito greco.

In giornata atteso l’incontro tra i ministri delle Finanze dei paesi dell’eurozona con rating AAA, ovvero Finlandia, Germania, Lussemburgo e Olanda.

Dopo un rialzo di 200.000 a dicembre, i dati in giornata attesi dagli Stati Uniti potrebbero confermare che i nuovi occupati a gennaio sono stati 140.000, con il tasso di disoccupazione che dunque dovrebbe rimanere stabile all’8,5%.

Il chairman della Federal Reserve, Ben Bernanke, conferma che la banca centrale Usa cercherà di mantenere la crescita dei prezzi intorno al 2%, dunque confermando il ruolo primario assunto dall’istituto, rifiutando al contempo che venga abbandonato il focus sull’inflazione per stimolare la crescita dell’occupazione.

Hang Seng di Hong Kong praticamente piatto, dopo che l’indice Pmi non-manifatturiero della Cina è passato bruscamente da 56 lo scorso mese, a 52,9 a gennaio, una forte frenata. Si avvicina dunque alla soglia di 50, che demarca la separazione tra espansione e contrazione.

Asx200 dell’Australia colpito dal recente andamento dei prezzi delle materie prime.

Con gli investitori che puntano con sempre più forza sui vari asset nell’area Asia-Pacifico, le varie divise continuano ad apprezzarsi contro il dollaro americano, guidate dalla risalita del dollaro di Taiwan, su dell’1,6% in settimana.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in leggero ribasso (-0,27%). Nikkei (-0,51% in chiusura), Seul (-0,60%), Sydney (-0,39%), Hong Kong (+0,05%), Shanghai (+0,69%), Singapore (+0,72%).

Commodities: Wti ($96,51, +0,16%), Brent ($112,39, +0,29%), oro ($1.760,30, +0,06%), argento ($34,21, +0,10%), rame ($3,802, +0,56%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,3149 (+0,05%), contro lo yen giapponese a ¥100,18 (0%), contro il franco svizzero a CHF 1,2056 (+0,10%), contro la sterlina a GBP 0,8311 (-0,01%). Dollaro/yen a ¥76,19 (-0,05%).

Futures sull’indice S&P500 stabili a 1.322,75. Rendimenti dei Treasury a 10 anni all’1,823%.

“Ci sono ancora tutta una serie di rischi nel mercato, rischi per la crescita economica globale”, ha detto a Bloomberg Belinda Allen, analista investimenti senior per Colonial First State Global Asset Management a Sydney. “Il rischio maggiore viene dai problemi nell’implementazione del “Fiscal Compact” in Europa e dalle negoziazioni sullo swap del debito greco. Guarderemo con attenzione se ci sarà un continuo miglioramento dei dati economici dagli Stati Uniti, prima di ritornare nuovamente fiduciosi sulla ripresa”.