Borse Asia giù. Dall’Europa ancora nessuna certezza

25 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici ancora in calo, raggiungono i minimi da sette settimane, con i leader europei che ancora non riescono a rassicurare gli investitori, sulla possibilità che la crisi del debito scateni un credit crunch in caso i costi di finanziamento dovessero sfuggire di mano. Euro a $1,3306.

Con il protrarsi dei problemi, gli investitori continuano ad evitare asset rischiosi ed iniziano a vendere anche asset definiti sicuri, spostandosi verso il contante e per coprire parte delle perdite subite.

Colpite anche le borse europee che cedono terreno per la sesta sessione consecutiva, mentre Wall Street è rimasta chiusa per le festività del Thanksgiving.

Durante la conferenza stampa con il Presidente francese, Nicolas Sarkozy, e con il Primo ministro italiano, Mario Monti, la Cancelliera tedesca Angela Merkel ha ribadito la sua contrarietà agli eurobond, definendoli “non necessari ed inappropriati”.

I tre hanno preferito non affrontare il ruolo della Banca centrale europea, segnale preso dagli investitori di quanto siano in totale disaccordo sul ruolo che deve avere nell’ambito del piano di salvataggio dell’euro.

La condizione di stress nei finanziamenti per le banche europee rimane alta, con il costo swap da euro a dollari che raggiunge i massimi da tre anni, a 148 punti base.

La Bce starebbe pensando di estendere i termini dei prestiti alle banche a due o forse tre anni, per prevenire che la crisi si trasformi in credit crunch che strozzi l’intero Continente, secondo quanto riferiscono fonti interne alla vicenda.

Rimangono elevati i rendimenti dei bond tedeschi a 10 anni, che nella giornata di ieri raggiungono fino al 2,14%. In rialzo lo spread con i titoli del Portogallo a seguito dell’annuncio di Fitch di procedere al downgrade.

Dopo 15 anni l’Ungheria perde il suo rating di “investment-grade” (titolo degno di investimento). Moody’s Investors Service ha tagliato il merito di credito di un punto, portandolo da Baa3 a Ba1, il livello più alto tra quelli “junk”, spazzatura.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in calo dello 0,87%. Nikkei (-0,06% in chiusura), Seul (-0,97%), Sydney (-1,48%), Hong Kong (-1,17%), Shanghai (-0,32%), Singapore (-1,00%).

Commodities: Wti ($96,55, +0,40%), Brent ($107,59, -0,18%), oro ($1.691,00, -0,29%), argento ($31,61, -0,86%), rame ($3,269, -0,30%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,3306 (-0,29%), contro lo yen giapponese a ¥103,00 (+0,11%), contro il franco svizzero a CHF 1,2274 (+0,04%), contro la sterlina a GBP 0,8608 (-0,02%). Dollaro/yen a ¥77,42 (+0,44%).

Futures sull’indice S&P500 in calo di 6,25 punti (-0,54%) a 1.153,75. Rendimenti dei Treasury a 10 anni su di 4 punti base all’1,926%.

“Molto probabilmente continueremo a vedere gli investitori operare con cautela nel mercato”, ha detto a Bloomberg Stan Shamu, strategista di IG Markets a Melbourne. “Ci sono i primi timori che neanche la Germania sia immune alla situazione attuale, ed è per questo che tutti chiedono l’introduzione di eurobond”.