Borsa Milano sotto pressione, -2,5%. Buy estivi finiti?

19 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano peggiore d’Europa con il listino Ftse Mib che viene schiacciato ai minimi di seduta sul finale. L’indice di riferimento di Piazza Affari ha accelerato al ribasso accusando una perdita superiore ai due punti percentuali, sotto 17.250 punti. In chiusura il calo è del -2,46% a 17.243,25 punti. In positivo solo un paio di titoli, Parmalat e Stm.

Settembre è ormai alle porte e secondo alcuni economisti sarà il mese in cui la Federal Reserve inaugurerà il tapering, smorzando il QE, programma di quantitative easing straordinario che ha sostenuto finora Wall Street e i mercati azionari di tutto il mondo.

Stoxx Europe 600 in flessione, rimane in crescita +11% dal minimo testato lo scorso 24 giugno. La sensazione è che l’azionario abbia corso troppo, soprattutto a livelli non giustificabili con i fondamentali dell’economia.

“Il mercato attende le minute del Fomc – il braccio di politica monetaria della Fed – in calendario questa settimana, per capire se ci sarà qualche indicazione riguardo alla possibilità di un tapering a settembre, opzione che noi prevediamo”, ha commentato Martin Lakos, direttore presso Macquarie Private Wealth, in una intervista rilasciata alla televisione di Bloomberg.

Fattore però più rilevante è la rotazione che ha caratterizzato l’ultimo mese, con lo S&P 500 che ha perso -2,14%, a fronte dell’indice azionario europeo Eurostoxx 500 +5%. Ma l’interrogativo è se la rotazione continuerà, così come il dubbio, in una sessione in cui lo spread torna a salire in modo sostenuto, è se davvero si può parlare di fine delle tensioni sul mercato dei titoli di stato italiano. Certo è che la paura delle prossime mosse della Fed ha decisamente cambiato l’atteggiamento degli investitori, che hanno preferito optare per un forte sell off degli strumenti finanziari considerati alla stregua di beni rifugio, come Treasuries e Bund, puntando sui junk bond, ovvero obbligazioni spazzatura.

Intanto, Wall Street ha concluso lo scorso venerdì la settimana peggiore dallo scorso novembre, dunque da novembre. Indice MSCI Asia Pacific escluso il Giappone ha ceduto -4,1% da inizio 2013 al 16 agosto, rispetto al +16% dello S%P 500. Indice MSCI Asia Pacific Index, che include il Giappone, è salito +0,2%, scambiando a un valore pari a 13 volte gli utili attesi, contro i 15 dello S&P 500 e i 14 dello Stoxx Europe 600, stando ai dati compilati da Bloomberg.

Altri dati: negli ultimi tre mesi di contrattazioni la performance dello S&P 500 è stata praticamente piatta, mentre il Nikkei ha perso -10%. Piazza Affari è stato il listino migliore degli ultimi 30 giorni.

Tornando alla sessione odierna dei listini asiatici, Topix in lieve rialzo, con volumi di trading in calo -44% rispetto alla media degli ultimi 30 giorni. L’indice giapponese allargato +33% nel 2013 fino a 16 agosto, si conferma il mercato azionario tra i paesi avanzati migliore del mondo.

Resi noti oggi i dati relativi alla bilancia commerciale del Giappone, con le esportazioni +12,2% a luglio si base annua, meno del +12,8% atteso, e le importazioni +19,6%. Nel finale, il Nikkei della borsa di Tokyo +0,79%, Hong Kong +0,05&, indice australiano S&P/ASX 200 piatto con -0,03%, Shanghai Composite Index +0,67%, indice coreano Kospi -0,13%.

PIAZZA AFFARI – Molto bene inizialmente il titolo Mps che ha messo a segno un rally di oltre +5%, per poi cancellare i guadagni. Quotazioni +20% in sei sedute. Gli altri bancari sono stati oggetto di forti sell off.

Tra le blue chip maglia nera a Unicredit (-5,23%), Ubi Banca (-5,16%), Bper (-4,82%) e Bpm (-4,61%). Solo Mps (-0,09%) si è salvata dalla pioggia di vendite che oggi ha colpito le banche, in scia alle speculazioni sul riassetto nell’azionariato dopo le parole del presidente Profumo sulla discesa della Fondazione “sensibilmente” sotto il 10%. Forti i volumi, con il 3,4% del capitale scambiato. Uniche note fuori dal coro, Parmalat e Stm, entrambe in rialzo dello 0,16%.

BTP ITALIA – Spread Btp-Bund +1,95% a quota 239,89 punti base circa, a fronte di un rendimento decennale +1,69% al 4,26%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro +0,31% a $1,3370, dollaro/yen +0,41% a JPY 97,92; euro/franco svizzero -0,15% a CHF 1,2367. Euro/yen +0,78% a JPY 130,93.

Sui mercati delle commodities, i futures sul petrolio -0,21% a $107,23 al barile, oro +0,19% a $1.374,30 l’oncia.

ANALISI MERCATI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area Euro la scorsa settimana si è conclusa con una conferma dell’attuale interesse degli investitori per i bond governativi dei paesi periferici a scapito di quelli core. In un contesto comunque di volumi inferiori rispetto ai giorni precedenti, i tassi di mercato di Italia e Spagna sono calati mentre quelli sul decennale tedesco sono rimasti pressoché invariati.

Lo spread Italia-Germania ha così proseguito il trend al ribasso giungendo in prossimità dei 230 pb sui minimi da oltre 2 anni. In uno scenario di miglioramento diventano meno interessanti i bassi tassi di dei paesi core: la scorsa settimana i tassi di mercato francesi, olandesi e finlandesi hanno registrato il maggior aumento settimanale da 2 mesi.

Le vendite hanno colpito anche i Gilts inglesi su segnali di miglioramento dell’economia UK. Questa settimana sarà importante monitorare i Pmi preliminari di agosto di Germania, Francia ed area Euro, in pubblicazione il prossimo giovedì, per avere una conferma dei segnali di miglioramento.

Nei primi scambi di questa settimana si assiste a prese di profitto generalizzate ad eccezione dei bond tedeschi. Sul tema Grecia, proseguono le indiscrezioni in arrivo dai giornali tedeschi. Secondo il Bild-Zeitung, che non fornisce la fonte dalla quale ha ottenuto tali informazioni, dopo le elezioni In Germania del 22 settembre, il governo tedesco avrebbe l’intenzione di discutere tassi d’interesse più bassi e scadenze più lunghe sul debito greco.

Il cancelliere tedesco Merkel in un’intervista con il Frankfurter Allgemeine Zeitung ha però rifiutato l’ipotesi di una riduzione del debito greco.

Oggi non sono previsti dati macro di rilievo. Per la settimana occhi puntati sui Pmi preliminari di agosto. Da seguire anche l’asta di mercoledì da 5 Mld€ sul nuovo benchmark a 2 anni tedesco. Negli Usa lo scorso venerdì tassi a lungo termine ancora in rialzo, seguendo il trend rialzista che ha caratterizzato l’intera settimana e cha ha portato il tasso decennale al massimo da due anni.

Il focus degli operatori rimane sempre lo stesso: l’attesa del ridimensionamento del piano Fed (tapering) mano a mano che si avvicina la data del prossimo meeting del 18 settembre, preceduto questa settimana dalla pubblicazione delle minute dell’ultimo meeting di luglio. I dati macro peggiori delle attese (soprattutto il marcato calo della fiducia dei consumatori ad agosto) sono passati in secondo piano. Questa settimana vi sarà il consueto simposio organizzato dalla Fed del Kansas City presso Jackson Hole.

Quest’anno l’incontro però è molto meno carico di aspettative sulle possibili dichiarazioni che ne potrebbero arrivare, data l’assenza di importanti governatori di banche centrali del calibro di Bernanke, Draghi e Carney.

La Yellen (principale candidata alla successione di Bernanke) è attesa partecipare solo in qualità di moderatrice. L’esponente più atteso sarà il governatore della BoJ Kuroda, che interverrà il prossimo sabato.

Valute: euro in recupero lo scorso venerdì fino a quota 1,3380. A favore della valuta unica l’attesa di un’ulteriore tornata di dati positivi dall’area Euro (in particolare i Pmi di giovedì) e dall’altro la continuazione del ridimensionamento relativo dell’attivo totale della BCE rispetto a quello della Fed, in seguito al rimborso anticipato delle operazioni LTRO.

L’attesa della riduzione del piano Fed potrebbe però rendere ostico il superamento di area 1,34, soprattutto in vista della pubblicazione delle minute Fed del prossimo mercoledì. Nel breve primo supporto in prossimità di 1,3290.

Andamento misto per lo yen verso le principali valute in un contesto di debolezza per i listini azionari asiatici anche se quello nipponico ha chiuso in rialzo. A luglio le esportazioni giapponesi sono salite al ritmo maggiore dal 2010 (+12,2% a/a dal +7,4% di giugno). Il forte rialzo delle importazioni (19,6%) ha però dato luogo al terzo maggiore deficit commerciale dal 1979: 1.020Mld yen pari a 10,5Mld$.

Verso euro il cambio resta poco volatile in linea con l’andamento laterale degli ultimi giorni. Per oggi la resistenza si colloca a 130,75, il supporto a 129,40.

Dollaro australiano in apprezzamento sui massimi da 3 settimane verso il biglietto verde sulla speculazione che i verbali della RBA, in pubblicazione domani, mostreranno come i membri del comitato non abbiano fretta nell’effettuare ulteriori tagli dei tassi d’interesse.

Segnaliamo l’ennesimo nuovo minimo storico per la rupia indiana verso dollaro Usa ed euro dopo l’introduzione di limiti più stringenti all’esportazione di capitali da parte della banca centrale indiana. Deprezzamento per lo yuan cinese verso dollaro Usa dopo il nuovo massimo da 19 anni della scorsa settimana.

I TITOLI A CUI GUARDARE OGGI DI MPS CAPITAL SERVICES

ATLANTIA – Dopo due aste andate deserte, è previsto per settembre il nuovo bando di gara relativo alla cessione dell’82% della Milano Serravalle (di proprietà della Provincia di Milano per il 52,9%) per il quale la società risulterebbe essere uno dei principali investitori potenzialmente interessati.

FONDIARIA-SAI – Secondo quanto riportato dalla stampa, gli asset immobiliari sequestrati alla società riguardanti il caso Ligresti, potrebbero essere adeguati a perizie più recenti che vi assegnerebbero un valore di 110Mln€, inferiore a quello iniziale di 251Mln€. In tal caso, potrebbero esserci altri sequestri cautelativi nei confronti del gruppo.

PARMALAT – La società francese Lactalis ha acquistato nel mese di luglio, tramite la holding Sofil, 2Mln circa di azioni Parmalat per un controvalore di 5Mln€ circa in sette differenti tranche. Ulteriori 9Mln di azioni Parmalat erano già state acquistate da Lactalis nel mese di giugno.

TENARIS – La società ha annunciato di aver sottoscritto un MoU (memorandum of understanding) con Tecpetrol e Ternium per una costruzione e gestione congiunta di una centrale termoelettrica in Messico. Il gruppo possiederà una quota del 22% della joint venture con la quale il progetto verrà realizzato. Il piano richiederà un investimento complessivo di 1Mld$ circa che verrà in parte finanziato da debito.

L’ORÈAL – La società francese della cosmetica ha annunciato che acquisterà Magic Holdings (gruppo cinese specializzato in prodotti per il viso quotato sulla Borsa di Hong Kong) per un ammontare complessivo di 630Mln€ circa. Dopo l’acquisizione nel 2008 di YSL Beauté (divisione del gruppo Gucci), si tratta della più grossa operazione mai effettuata dalla società.

BHP BILLITON – Le autorità degli Stati Uniti hanno avviato un indagine nei confronti del colosso minerario in merito ad un possibile reato di corruzione relativo alla sponsorizzazione delle Olimpiadi estive di Pechino del 2008. La società ha dichiarato che “sta collaborando con le autorità”.

IBM – La società, senza rendere noto il termine finanziario dell’operazione, ha dichiarato di avere raggiunto un accordo per acquisire Trusteer, una società attiva nei sistemi antivirus e antifrode.