Borsa Milano si sgonfia nel finale, chiusura in rosso

3 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI)- Piazza Affari archivia in moderato calo una seduta nervosa, segnata dalle tensioni in
Medio Oriente. In mattinata, la Russia ha messo in allarme i mercati annunciando l’individuazione di due “oggetti” balistici nel Mediterraneo. La successiva precisazione di Israele, che ha chiarito di aver condotto un test missilistico con gli Stati Uniti, ha parzialmente rasserenato gli animi. Di fondo, però, sottolineano gli operatori, l’attesa di un attacco contro la Siria zavorra le borse. Così, dopo un pomeriggio che prometteva una chiusura con il segno più, nel finale hanno prevalso le vendite.

L’indice Ftse Mib ha concluso le contrattazione in flessione dello 0,28%, l’All Share a -0,04%. I listini sono stati caratterizzati da prese di beneficio dopo i forti guadagni messi a segno ieri. Tra i titoli migliori Pirelli che ha guadagnato il 2,91%, FonSai +1,58%, Telecom +1,64%. Tra i peggiori Autogrill -1,25%, Mediolanum -1,02%.

Scende sotto i 240 punti base (239) lo spread tra il Btp e il Bund tedesco, col tasso sul decennale in calo al 4,33%. Il differenziale della Spagna ripiega a 250 punti base, col rendimento dei Bonos al 4,44%.

Focus ancora sul settore delle telecom, dopo l’accordo storico con cui Microsoft ha acquistato la divisione dei cellulari di Nokia, per un valore di 5,44 miliardi di euro. Buy scatenati sul titolo Nokia, che registra un incremento fino a +50%.

“Con la riapertura di Wall Street (che ieri è rimasta chiusa per la festività del Labour Day), e l’aumento previsto della liquidità, i movimenti dei prezzi avranno maggiore significato”, ha commentato in una intervista a Bloomberg Chris Weston, responsabile strategist dei mercati presso IG Markets a Melbourne.

Minaccia tapering da parte della Fed sempre sullo sfondo, con i mercati che rischierebbero di essere colpiti da nuovi sell off nel caso in cui Ben Bernanke fosse sostituito da Larry Summers, più propenso a staccare la spina al QE.

L’indice Stoxx 600 ha segnato ieri un rally +1,9% beneficiando anche del miglioramento dell’attività manifatturiera cinese. L’indice è in rialzo +9,9% dal minimo testato lo scorso 24 giugno.

Rimangono le preoccupazioni sul reale stato di salute dell’economia europea: i Pmi staranno anche crescendo, ma il nodo rimane il tasso di disoccupazione, che non solo non diminuisce, ma aumenta su base annua.

Italia fonte di timori, dopo che, in base allo studio dell’Ocse, è risultato l’unico paese del G7 che presenterà nel 2013 un pil in contrazione pari, secondo le stime, a -1,8%.

Guardando ai listini asiatici, questi hanno guardato con favore ai dati resi noti alla vigilia sul Pmi: rally di Tokyo, con il Nikkei +2,99%; indice australiano S&P ASX 200 è salito al nuovo massimo in tre mesi e mezzo con +0,16%, Hong Kong +1,1%, indice Shanghai al valore più alto in due settimane e mezzo con +0,95%, indice coreano Kospi +0,46%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro -0,22% a $1,3163; dollaro/yen +0,45% a JPY 99,64; euro/franco svizzero +0,06% a CHF 1,2333. Euro/yen +0,26% a JPY 131,30.

Sui mercati delle commodities, i futures i futures sul petrolio WTI -0,07% a $107,57; Brent +0,68% a $115,11, quotazioni oro +0,34% a $1.400.

ANALISI MERCATI DI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura : in area Euro giornata all’insegna di bassi volumi in corrispondenza della chiusura dei mercati Usa. Gli spread sono risultati in generale restringimento, in seguito al rialzo del tasso decennale tedesco, risalito sopra quota 1,90%.

A pesare sui titoli tedeschi due fattori: a) i buoni dati macro dell’area segnalati dagli indici Pmi del comparto manifatturiero, nell’ambito dei quali al momento solo la Francia è rimasta sotto quota 50; b) i flussi di hedge in vista delle emissioni governative della settimana, a partire da circa 1,6Mld€ sul comparto 10 e 30 anni austriaco di oggi.

Sul fronte Siria, da segnalare che il primo ministro francese Ayrault ha dichiarato che il parlamento non voterà sull’ipotesi di attacco come sembrava in precedenza, malgrado la pressione in questa direzione da parte dei verdi presenti nel governo con due ministri.

Nel frattempo il tema Grecia emerge di tanto in tanto durante la campagna elettorale tedesca,sebbene al momento non sembra rappresentare un fattore di rilievo. Ieri il ministro delle finanze Schaeuble pur continuando ad escludere l’ipotesi taglio del debito, ha aggiunto che l’ulteriore piano di aiuti ammonterebbe ad almeno 4Mld€.

A titolo di confronto, il FMI aveva stimato in 11Mld€ il fabbisogno addizionale della Grecia nei prossimi due anni, come parte di un ipotetico terzo piano di aiuti. Negli Usa riaprono oggi i mercati con focus sul calendario macro che vedrà la pubblicazione dell’indice ISM di agosto prima degli importanti dati sul mercato del lavoro del prossimo venerdì.

Valute: euro in deprezzamento verso dollaro. L’impressione è che la mancata rottura di quota 1,34 abbia innescato ricoperture prima di posizioni retail e poi verosimilmente anche di quelle della componente speculativa istituzionale.

Le posizioni retail segnalate da diversi broker indicano infatti un sostanziale bilanciamento delle posizioni lunghe e corte sul cambio, a fronte invece di un forte sbilanciamento a favore di una apprezzamento dell’euro solo qualche giorno fa.

Gli ultimi dati da parte della CFTC (aggiornati allo scorso martedì) segnalano invece posizioni nette lunghe ai massimi da oltre due anni. Leggendo quest’ultima indicazione in chiave contrarian, ne emerge la possibilità di ulteriore apprezzamento del dollaro con primo supporto in area 1,3140.

Deprezzamento generalizzato dello yen sui minimi da 1 mese verso dollaro in seguito alla maggiore propensione verso l’ipotesi di un aumento dell’Iva ad aprile, che sarebbe accompagnato da manovre espansive sia da parte del governo (ad esempio tagli fiscali per le aziende) sia da parte della banca centrale, per controbilanciare il potenziale effetto negativo sui consumi. Verso euro il supporto per questa settimana passa in area 129,30, mentre la resistenza principale si colloca a quota 132,50.

In apprezzamento il dollaro australiano nei confronti delle principali valute mondiali dopo che la banca centrale (RBA) non ha menzionato la possibilità di ulteriori tagli dei tassi nel proprio comunicato; l’istituto ha mantenuto invariato il tasso di riferimento al minimo storico del 2,5%. Sui mercati emergenti è proseguito il deprezzamento della rupia indonesiana ai minimi da 4 anni verso dollaro Usa a causa del deficit commerciale di luglio uscito molto al di sopra delle attese degli analisti. Debolezza anche per la rupia indiana. Stabile lo yuan verso dollaro dopo che il premier cinese Li ha annunciato di essere fiducioso circa la possibilità di centrare il target di crescita per il 2013.

In generale negli ultimi giorni si è assistito a qualche tentativo di recupero da parte di alcune valute emergenti nei confronti dell’euro come ad esempio la lira turca ed il rublo che comunque restano ad un livello di svalutazione molto elevato verso la moneta unica.

INFORMAZIONI DI STAMPA SUI TITOLI

BANCA CARIGE – Secondo gli ispettori della Banca d’Italia la società avrebbe bisogno di una maggiore patrimonializzazione e di uscire dal settore assicurativo anche se non sono state indicate sanzioni per l’istituto, che disporrà di un mese per dare le proprie controdeduzioni.

ENI – L’A.D. della società, Paolo Scaroni, ha incontrato ieri a Baghdad il primo ministro iracheno per discutere delle attività del gruppo nel Paese, discutendo in particolare i requisiti contrattuali e operativi per raggiungere il nuovo plateau di produzione di 850 mila barili di olio al giorno nel 201 8 (come concordato nell’emendamento al contratto di servizio firmato lo scorso luglio). Il ministro si è inoltre ritenuto soddisfatto dell’attività svolta dalla società nel Paese. Nel frattempo, le tensioni sociali in Libia continuano ad influenzare negativamente la produzione della compagnia in Libia, scesa ai livelli della guerra civile del 2011.

FIAT – La società ha registrato nel mese di agosto un calo di immatricolazioni di auto del 6,1%. Al contrario, la quota di mercato del gruppo si è attestata al 29,6% dal precedente 29;2% del mese di luglio.

PRELIOS – Dopo l’aumento di capitale della società, alcune banche italiane hanno convertito parte dei loro crediti in azioni della società. A questo punto la quota detenuta dalla banche supera di poco il 30%, con un Unicredit che detiene il 10,7% circa.

SNAM – Snam Rete Gas ha chiuso la riapertura di due bond con scadenza giugno 2017 e febbraio 2020. Il gruppo ha raccolto 750Mln€ e 500Mln€ rispettivamente per il titolo a 4 e 7 anni. La domanda complessiva è stata di quasi 1,3Mld€.

MICROSOFT – La società ha acquistato il ramo telefonia mobile di Nokia per un ammontare di 5,44Mld€. L’accordo prevede che il gruppo rilevi il business “devices & services” di Nokia, la licenza per i brevetti e i servizi di mappe. L’operazione dovrebbe finalizzarsi nel primo trimestre 2014.

VODAFONE – L’accordo della società con Verizon Communications riguardante la quota nella joint venture Verizon Wireless per un ammontare di 130Mld$ è stato approvato dai rispettivi consigli di amministrazione. Il controvalore dell’operazione per l’acquisizione del 45% detenuto dal gruppo britannico nella joint venture Verizon Wireless prevede un ammontare di 58,9Mld$ in contanti e 60,2Mld$ sotto forma di azioni della compagnia americana. La restante parte sarà saldata tramite 5Mld$ di “loan notes”, 2,5Mld$ di debito della joint venture statunitense e 3,5Mld$ derivante dalla cessione del 23% detenuto da Verizon in Vodafone Italia. Per gli azionisti di Vodafone ci sarà un ritorno di 84Mld$ che porterà ad un incremento del dividendo dell’8%. L’operazione dovrebbe concludersi nel primo trimestre 2014.