Borsa Milano sfuma rimbalzo sul finale, spread in area 310

25 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Niente rimbalzo, che sfuma sul finale. Borsa Milano chiude sui minimi della seduta, azzerando progressivamente tutti i guadagni della mattinata, quando il Ftse Mib aveva segnato un rialzo superiore a +1%. Pesa l’allargamento dello Spread, schizzato oltre 310 punti base. A fine scambi l’indice Ftse-Mib segna un calo dello 0,37%. Meglio le altre piazze europee.

Le tensioni delle ultime sedute oggi sono state seguite da un netto incremento dei rendimenti in assegnazione ad un’asta di collocamento di titoli a media e lunga scadenza. Questo ha favorito generali aumenti, e lo spread tra Btp decennali già in circolazione e Bund equivalenti della Germania ha risuperato la soglia psicologia dei 300 punti base, testando anche quota 310.

“A penalizzare il Ftse Mib sono state le banche in scia al calo dei Btp e al rialzo dei rendimenti”, commenta IG in una nota, sottolineando come l’indice faccia fatica a tenere la soglia dei 15.000 punti. Per quanto riguarda gli altri listini europei, “la performance odierna è solo frutto di un rimbalzo tecnico dopo i forti cali dell’ultima settimana. Il sentiment rimane particolarmente fragile, nonostante l’attenuarsi dei timori in Cina sulla scia dell’intervento della Banca centrale cinese, Pboc”.

In Europa si respira invece, come dice in una nota Bnl, “un clima leggermente più positivo dopo che la Banca centrale cinese ha allentato la stretta sui mercati monetari rinunciando ad un drenaggio dei fondi in circolazione già pianificato”, ma la piazza milanese – come fa notare a Reuters un trader – “soffre del peggioramento dello Spread Btp/Bund, che si è riportato sopra i 300 punti”.

La dirigente del Tesoro Maria Cannata ha cercato di placare gli animi, sottolineando che il rialzo del differenziale e’ probabilmente temporaneo e che il debito pubblico italiano e’ sostenibile. Cannata e’ la responsabile della gestione del debito pubblico.

A frenare i listini contribuiscono i risultati dell’asta italiana, che hanno messo in evidenza un balzo dei tassi sui Ctz a un valore più che doppio rispetto a quello dell’ultima emissione. Male anche il collocamento spagnolo: anche in questo caso i rendimenti hanno puntato verso l’alto.

Occhio all’alert lanciato da Mediobanca, che ha affermato che l’Italia potrebbe essere costretta a chiedere aiuti all’Unione europea entro sei mesi. E certo non sono di buon auspicio le dichiarazioni del premier Enrico Letta, che parla della presenza di dubbi sulla tenuta dell’euro, in un quadro in cui però Standard & Poor’s rassicura che i paesi periferici della zona euro sono molto lontani dalla zona di pericolo.

Notizie negative dal fronte economico italiano, con le vendite al dettaglio che ad aprile sono scese -0,1% su base mensile, segnando un calo -2,9% su base annua. Crollo delle vendite di beni alimentari, -4,5% su base annua. “Rispetto ad aprile 2012, l’indice grezzo del totale delle vendite segna una flessione del 2,9%, sintesi di una diminuzione del 4,5% delle vendite di prodotti alimentari e dell’1,9% di quelle di prodotti non alimentari”, ha comunicato l’Istat.

Il quadro dei listini azionari globali rimane poco confortante, con l’indice della regione MSCI All-Country World che ha perso più del 5% da quando la scorsa settimana il numero uno della Fed Ben Bernanke ha confermato che la Banca centrale americana potrebbe ridurre la portata del quantitative easing già a partire da quest’anno.

L’indice di riferimento dell’azionario europeo Stoxx Europe 600 guadagna tuttavia terreno nella giornata di oggi, dopo che ieri il mercato è entrato ufficialmente in fase di correzione, avendo perso più del 10% dallo scorso 22 maggio, ovvero da quando il presidente della Fed Ben Bernanke ha parlato della possibilità di ridurre il programma QE di quantitative easing. “Ci troviamo in una situazione di risk off dal mese di aprile, dunque in questo momento la domanda è quando si tornerà ad acquistare – ha commentato in una intervista a Bloomberg Fredrik Nerbrand, responsabile dell’allocazione degli asset presso HSBC Holdings a Londra – Prima che si possa contemplare la possibilità di aggiungere del rischio al proprio portafoglio, è necessario assistere a una qualche forma di stabilizzazione sui mercati, e ciò accadrà alla luce di un outlook di crescita più stabile, fattore che richiederà del tempo”.

Azionario asiatico in difficoltà, con l’indice della Borsa cinese Shanghai Composite che ha perso fino a -3,7% soffrendo il calo in due giorni peggiore in quasi quattro anni (-8,9%). Verso la fine della sessione, il listino ha quasi azzerato le perdite a -0,26%. Borsa di Tokyo -0,72%, Hong Kong +0,43%, indice coreano Kospi -1,02%.

Ha pesato la decisione della Banca centrale cinese di non iniettare nuovi fondi nell’economia del paese, nonostante i timori di un peggioramento del credit crunch. Da segnalare inoltre la decisione di Moody’s di tagliare l’outlook sul debito di otto banche quotate sul listino di Hong Kong da “stabile” a “negativo”; l’agenzia di rating ha motivato la propria decisione con l’esposizione degli istituti di credito verso il sistema finanziario cinese, e anche sul potenziale di una bolla speculativa sul mercato immobiliare di Hong Kong.

BTP ITALIA – Il differenziale fra Btp decennali e Bund tedeschi +2,63% a 309,10, a fronte di tassi sui BTP decennali +1,22% al 4,85%.

PIAZZA AFFARI – Sul listino salta subito all’occhio il volo di Impregilo (+18%). Il balzo giunge dopo che ieri i consigli di amministrazione del general contractor e della controllante Salini hanno dato il via libera al progetto di fusione e approvato il piano industriale 2013-2016 del nuovo gruppo, che prevede target ambiziosi secondo alcuni analisti. A pesare sul listino italiano è stata innanzitutto l’inversione di tendenza delle banche che, partite stamattina con slancio, a fine giornata perdono l’1,6% a fronte di un indice europeo in rialzo dell’1,4%. In particolare soffrono Pop Emilia (-6,5%) e Pop Milano, in calo del 5,5% dopo il -7,5% accusato alla vigilia sulla scia dell’assemblea di sabato, dalla quale è arrivato, con la votazione del presidente del CdS, un segnale di continuità rispetto alle storiche logiche di governance della banca. “Il mercato aveva scommesso sulla trasformazione in Spa della popolare. Mi pare evidente che ci sia una forte resistenza a un cambiamento che sarebbe necessario”, dice a Reuters un trader.

In netto calo anche Mediobanca, oggi quasi -5%, innescato venerdì dalla presentazione del piano. Rimbalza Mediaset dopo il tonfo di ieri legato in parte alla sentenza di condanna di Silvio Berlusconi nel “processo Ruby”. Il mercato non teme effetti immediati sulla tenuta del governo e per questo il titolo torna a salire, secondo quanto riferito a Reuters dai trader. Ancora acquisti su Fiat, che sale del 3% in un comparto europeo anche più tonico (+3,7%).

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, l’euro -0,20% a $1,3091; dollaro/yen -0,08% a JPY 97,64; euro/franco svizzero +0,25% a CHF 1,2273.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio +0,85% a $95,99 al barile, mentre l’oro +0,31% a $1.280,80 l’oncia.

APPROFONDIMENTO PIAZZA AFFARI DI ROBERTO MAGGI DI UNICREDIT

Focus ancora su Mediaset dopo che ieri nel finale di seduta il titolo ha incrementato le perdite (-5,3%) dopo la pubblicazione della sentenza di primo grado con cui il Tribunale di Milano che ha condannato Berlusconi a 7 anni di reclusione per concussione e prostituzione minorile nell’ambito del processo Ruby. Prevista anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Occhi puntati anche su Popolare di Milano, anch’essa in forte calo ieri, dopo aver approvato l’aumento di capitale da EUR500 mln da eseguirsi entro il 30 aprile 2014, ma che probabilmente partirà tra settembre e ottobre, funzionale e correlata al rimborso dei Tremonti Bond.

Salini-Impregilo: i rispettivi CdA hanno approvato il progetto di fusione che porterà alla nascita di “Salini Impregilo Spa”, con un target di ricavi a EUR7,4 mld e di una posizione finanziaria netta positiva nel 2016. Il concambio è stato fissato a 6,45 azioni Salini per ogni titolo Impregilo. Il 27 giugno sarà presentato il piano industriale alla comunità finanziaria, a settembre sono previste le assemblee per la fusione.

Telecom Italia (EUR0,5205): Vodafone Italia e Wind sono interessati a partecipare alla società della rete che potrebbe nascere dallo scorporo di una divisione TI, ma intanto proseguono i colloqui con Metroweb per un’infrastruttura alternativa.

Campari (EUR5,535) : Barclays taglia il target price da EUR5,7 a EUR5,6 confermando il giudizio Overweight.

ANALISI MERCATI DI MPS SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area Euro ieri sono continuate le tensioni sui titoli obbligazionari e sui listini azionari. Il Bund future ha chiuso la sessione in calo con volumi superiori al milione di lotti, mentre il Btp future con oltre 55.000 lotti. Il tasso decennale italiano è salito sopra il 4,8%, mentre il tasso a due anni si è portato ai massimi da dicembre 2012.

Particolarmente penalizzati i titoli a breve termine come i Bot ad un anno. Il tasso ad un anno è infatti salito all’1,5% dall’1,2% del giorno prima. Lo spread Italia Germania è tornato in area 300pb. In incremento anche lo spread Francia-Germania.

Il membro della Bce Coeuré ha dichiarato che il compito della BCE è di gestire la liquidità dei mercati non di sopperire alla mancanza di capitale delle banche che è invece compito dei governi.

In Germania la Cancelliera Merkel ha presentato ufficialmente il suo programma elettorale di ben 127 pagine, che comprende aiuti alle famiglie, l’impegno a non aumentare le tasse e maggiore spesa pubblica.

Negli Usa tassi di mercato in calo soprattutto sulla parte a lungo termine con volumi elevati sul mercato future.

Diversi i fattori che hanno contribuito al ridimensionamento: da un lato le parole di alcuni membri Fed e dall’altro lato acquisti cautelativi in seguito all’incertezza determinata dalle turbolenze sul mercato interbancario cinese. Sul fronte Fed, Fisher, membro non votante e noto per la sua opposizione alla continuazione del piano di acquisti, pur manifestando il suo appoggio al ridimensionamento del citato piano, ha aggiunto che la politica monetaria rimane comunque ancora espansiva.

Kocherlakota, altro membro non votante, ha sottolineato la preoccupazione nel caso in cui l’inflazione non ritorni sopra al target fissato al 2%. Nel caso in cui ciò non dovesse accadere, allora potrebbe essere presa in esame l’ipotesi di un incremento del piano. Nei prossimi giorni i discorsi di altri membri Fed forniranno elementi importanti per comprendere sotto quali condizioni sia lecito attendersi una riduzione del piano.

Valute:euro in lieve recupero questa mattina verso dollaro riposizionandosi nuovamente sopra 1,31. Le indicazioni che arrivano soprattutto dai mercati obbligazionari mondiali sono determinanti in questa fase per il mercato valutario. Il calo dei tassi a lungo termine Usa con il conseguente calo parallelo anche dello spread Usa-Germania sul comparto decennale, contribuiscono a stabilizzare il cambio in esame, dopo la fase di apprezzamento del biglietto verde successiva alle parole di Bernanke.

Yen in apprezzamento verso dollaro ritornando sotto quota 98, in linea con le perdite emerse sul mercato azionario in conseguenza in parte dei timori suscitati dalle turbolenze sui mercati monetari cinesi.

Nel breve il primo supporto verso euro si colloca in prossimità di 127,30. Segnali di stabilizzazione sul fronte emergente, con le principali valute in apprezzamento verso dollaro. Particolarmente accentuato il recupero del real, dopo che la presidente Rousseff ieri ha annunciato alcune proposte per venire incontro alle richieste dei manifestanti soprattutto sul tema delle riforme di alcuni servizi di pubblica utilità.

Sul fronte cinese, yuan in deprezzamento verso dollaro. Questa mattina la banca centrale del paese ha nuovamente sottolineato come i rischi sulla liquidità del sistema sono sotto controllo e che l’istituto sta monitorando la situazione, definendo temporanei i recenti rialzi dei tassi interbancari.

INFORMAZIONE DI STAMPA SUI TITOLI

ENEL GREEN POWER – La controllata Enel per le energie rinnovabili ha ottenuto un finanziamento di 100 Mln$ dal BBVA per gli investimenti previsti in Messico.

GENERALI – IVASS ha dato il via libera al processo di riorganizzazione di Generali Italia che prevede la creazione di un’unica organizzazione per le attività assicurative italiane con l’esclusione di Genertel e Alleanza. Inoltre, secondo quanto riportato da alcune fonti di stampa, a breve la società potrebbe finalizzare la cessione di Fata Assicurazioni a Cattolica.

IMPREGILO – I Cda di Salini e Impregilo hanno approvato il progetto di fusione che porterà alla nascita di “Salini Impregilo Spa”, con un target di ricavi a 7,4 Mld€ e di una posizione finanziaria netta positiva nel 2016. Il concambio è stato fissato a 6,45 azioni Salini per ogni titolo Impregilo. Il 27 giugno sarà presentato il piano industriale alla comunità finanziaria mentre a settembre sono previste le assemblee per la fusione.

MEDIOBANCA – Compass e CheBanca! potranno raggiungere nell’arco dei tre anni del piano industriale un numero di clienti combinato nel range 3,5 – 4 Mln. Lo ha detto l’A.D. delle due società, Gian Luca Sichel.

PARMALAT – Il Cda della società ritiene che la relazione del commissario ad acta Angelo Manaresi non esprima un’indicazione univoca sul prezzo dell’acquisizione di LAG e ha deciso di chiedere a tre esperti un approfondimento sulla “ragionevolezza e coerenza di fondo” del complessivo procedimento valutativo adottato dallo stesso board nell’acquisizione della società americana.

TELECOM ITALIA – Vodafone Italia e Wind sono interessati a partecipare alla società della rete che potrebbe nascere dallo scorporo di una divisione Telecom Italia, ma intanto proseguono i colloqui con Metroweb per un’infrastruttura alternativa.

TELEFONICA – La società ha deciso ieri di vendere la sua unità di telefonia mobile irlandese ad Hutchison Whampoa. Se l’accordo andrà in porto, senza ostacoli da parte della Commissione Europea, la società cinese rafforzerà la sua posizione per fare maggiore concorrenza al leader di mercato Vodafone.