Borsa Milano scatta +1,4% sul finale, spread giù a 485

16 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Italia ed Europa superano la prova dei mercati dopo il downgrade di massa di S&P, che ha annunciato nella tarda serata di venerdì di aver tolto la tripla A alla Francia e di aver bocciato di ben due notch, gradini, il giudizio sull’Italia, portato a “BBB+” due gradini sopra la spazzatura. Colpiti, in tutto, nove paesi dell’Eurozona.

A tal proposito, sono rimasti solo in 12 i paesi che nel mondo detengono ancora la tripla AAA.

Durante la tarda mattinata è arrivata anche la nota di Moody’s, che ha confermato invece il massimo giudizio sulla Francia, precisando tuttavia che rischi di pressioni al ribasso sul rating rimangono. Lo spread tra i rendimenti dei Btp decennali e quelli degli omologhi tedeschi e’ sceso a quota 485 punti.

Non ha dato problemi l’asta di titoli a breve del tesoro francese, approvata dagli operatori. Parigi ha piazzato con successo titoli di Stato a breve termine per un ammontare pari a 8,59 miliardi di euro. I tassi di interesse sono risultati infatti in calo rispetto all’asta precedente dello stesso tipo. Inoltre la domanda, per i titoli di Stato a 12, 25 e 51 settimane, e’ stata sostenuta, secondo quanto reso noto dall’Agence France Tresor. Tale fattore è tra gli elementi che ha sostenuto l’azionario europeo.

In una sessione in cui gli indici europei sono orfani di Wall Street, rimasta chiusa in occasione della festività nazionale dedicata a Martin Luther King Jr, Piazza Affari ha mostrato un trend molto altalenante; sul finale tuttavia, si attesta sui massimi della giornata mettendo a segno un guadagno dell’1,4%.

In Europa, anche l’indice generale Eurostoxx 50 punta verso l’alto e fa +1% ; Londra +0,41%, Francoforte +1,3%, Parigi +0,89%. Tra le rare note negative di giornata, le borse di Spagna e Portogallo. Da segnalare che lo Stoxx 600 ha concluso la scorsa settimana con un rialzo dello 0,7%, mentre oggi l’MSCI Asia Pacific Index ha ceduto l’1,1%.

Si fa sempre più concreta, intanto, la possibilità di un default della Grecia. Secondo Pimco, il paese è spacciato e il default si verificherà a marzo quando e’ prevista la scadenza di un maxi bond da 14,4 miliardi. Previsione condivisa in pieno anche da Kraemer di Standard & Poor’s, che scommette su un crack del debito a breve.

Tra i titoli sotto pressione sul Ftse Mib, qualche bancha come Unicredit -0,48%, in quella che è la seconda settimana dell’aumento di capitale; titoli finanziari prevalentemente fiacchi. Tra i titoli positivi la galassia Fiat. In particolare, Fiat Industrial beneficia del giudizio positivo di Goldman Sachs, che ha alzato il rating sul titolo da neutral a buy. Molto bene anche Pirelli. dopo che la stessa Goldman ha alzato il giudizio da Neutral a Buy. Tra gli altri titoli in territorio positivo, salta all’occhio il balzo di Ferragamo.

Dopo l’asta francese, anche se rimangono contrastati, i bancari hanno tuttavia recuperato terreno. Sullo sfondo, rimangono comunque i timori che nei prossimi giorni la scure di S&P si abbatterà anche sui titoli bancari dei paesi colpiti venerdi’, per via della loro esposizione ai debiti sovrani.

Sul fronte valutario euro osservato speciale. La moneta unica viaggia sui nuovi minimi degli ultimi 16 mesi nei confronti del dollaro ed è piatto a $1,2670. Verso il franco svizzero la valuta sale dello 0,20% a CHF 1,2082, mentre contro lo yen cede lo 0,33%, a JPY 97,25.

Riguardo al mercato dei titoli di stato, dopo essere salito fino a 510 punti, lo spread Italia-Germania vira in negativo e oscilla sui 484 punti base, a fronte di un rendimentoin flessione al 6,61%. Circolano voci sui mercati secondo cui la Bce starebbe intervenendo di nuovo sul mercato secondario dei bond.

Riflettori puntati soprattutto sull’Italia che, nonostante le misure approvate dal governo Monti, continua a essere sull’orlo del baratro. Il rischio di nuovi attacchi speculativi è un elemento che deve essere attentamente monitorato. E, secondo il consigliere della Bce e banchiere centrale austriaco Ewald Notowy, l’Italia, in un certo senso, è il problema numero uno.

Reagendo alla raffica di downgrade di S&P, David Lipton, numero due al Fm, ha affermato poi chiaramente che l’Europa verrà trascinata in una spirale negativa, senza contromisure: spirale fatta di “continua perdita di fiducia, crescita stagnante e minore occupazione”.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo invece alle commodities, i futures sul petrolio salgono dello 0,72%, a quota $99,41 al barile, mentre le quotazioni dell’oro avanzano dello 0,74%, a $1.642,80 l’oncia.