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Borsa Milano riagguanta 19.200, record per il Dax

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MILANO (WSI) – Borsa Milano ha chiuso in forte rialzo, risultando il listino migliore in Europa. Tutto il continente scommette sulla soluzione dell’impasse americana, come fa anche Wall Street. Il Dax ha raggiunto i massimi di sempre, positiva anche Londra, ma non Parigi.

Un accordo al Senato per l’innalzamento del tetto sul debito sembra imminente. Il piano dei senatori Reid e McConnell ha trovato d’accordo Repubblicani e Democratici e la soluzione è molto vicina. Ma resta lo scoglio della Camera: rimane da vedere selo peaker Boehner riuscirà a convincere i deputati oltranzisti a desistere e rinunciare a bloccare l’accordo.

A fine seduta, l’indice Ftse Mib ha chiuso in crescita dell’1,45% a 19.275 punti. Miste le altre Borse europee: Londra termina in progresso dello 0,34%, con l’indice Ftse-100 a 6.571,59 punti ai massimi di un mese; in calo la Borsa di Parigi: l’indice Cac 40 cede lo 0,29% a 4.243,72 punti.

Spread tra Btp e Bund decennali in calo sui minimi dal luglio del 2011, mese in cui è iniziata la tempesta sul debito pubblico italiano. Pur in una seduta dai movimenti contenuti, lo spread Btp/Bund è sceso nel pomeriggio a 230 punti base, il livello più basso dal 22 luglio 2011, in ulteriore restringimento dai 234 della chiusura di ieri. “Il mood è molto buono, e l’Italia performa particolarmente bene grazie ad uno spostamento di molti investitori verso la periferia, alla ricerca di rendimenti” afferma un trader da Milano. “La ricezione della legge di stabilità è stata buona e va anche detto che in questi giorni si è cominciato a pensare che la riduzione dello stimolo monetario negli Usa non inizierà prima della fine dell’anno: a meno di notizie negative, vedi un downgrade dell’Italia, il trend positivo potrebbe continuare”. Il rendimento sul dieci anni italiano è contestualmente scivolato fino al 4,24%, non lontano dai minimi di agosto.

Tra i titoli, la migliore, nel giorno in cui il roadshow per il bond ha fatto tappa a Milano, e’ Mediaset che strappa del 6,7% e tocca i massimi da maggio 2011. Acquisti anche sulle banche, a partire da Intesa Sanpaolo (+3,3%), Bper (+3,4%) e Bpm (+3,4%) sulle ipotesi di rivalutazione delle quote in Bankitalia mentre le utility, con Terna (+3,6%) e A2A (+2,8%) crescono grazie all’assenza di indicazioni, nella Legge di Stabilita’, su un eventuale inasprimento della Robin Tax. In coda al listino, invece, il lusso con Ferragamo (-3,2%). In evidenza il calo di Fiat, con le quotazioni scese fino a -4% circa dopo i dati sulle immatricolazioni. Fuori dal listino principali si sgonfia il calcio quotato con la Roma peggior titolo di tutta la Borsa (-31%).

COSA E’ IL TETTO SUL DEBITO USA. Democratici e Repubblicani del Congresso riusciranno a trovare un accordo?

In Europa c’è comunque la speranza che un’intesa in extremis sarà trovata. Intanto l’agenzia di rating Fitch ha messo sotto osservazione, in credit watch negativo, la tripla AAA degli Stati Uniti, mentre il Premio Nobel per l’economia Edmund Phelps lancia l’alert su quelli che sono i veri problemi dell’economia americana, affermando che gli Usa sono molto malati almeno dagli anni ’70. Inoltre, l’ex capo economista del Fondo monetario internazionale paragona la crisi del debito Usa a quella missilistica di Cuba.

Sul fronte europeo, oltre alla legge di stabilità presentata dal governo Letta, bocciata sia da Confindustria che dai sindacati, focus sul Portogallo, che si prepara a nuove misure di austerity – taglio stipendi dipendenti pubblici, riduzione pensioni – al fine di centrare gli obiettivi di deficit e di uscire dal piano di salvataggio per 78 miliardi di euro, il prossimo giugno.

Listini asiatici contrastati: Nikkei positiva con +0,18%, Hong Kong -0,69%, indice australiano S&P/ASX 200 piatto con +0,07%, Kospi -0,31%. Shanghai listino peggiore, con calo -2%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, l’euro +0,08% a $1,3534, dollaro/yen +0,56% a JPY 98,71. Euro/franco svizzero +0,19% a CHF 1,2363, euro/yen +0,66% a JPY 133,61.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio +0,12% a $101,33 al barile, mentre le quotazioni dell’oro +0,20% a 1.275,60.

ANALISI MERCATI DI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area Euro continua il graduale lieve rialzo dei tassi tedeschi parallelamente a quelli Usa a fronte di una sostanziale stabilità dei tassi nell’area periferica, all’interno della quale prosegue la forza relativa dell’Italia verso la Spagna.

Lo spread Italia-Germania è calato poco al di sopra dei 230 pb, in prossimità dei minimi da agosto. Nel frattempo, nel corso dell’incontro dei ministri finanziari dei 28 paesi dell’unione europea è stato approvato il trasferimento della vigilanza bancaria alla BCE con entrata in vigore tra un anno. Inoltre l’Ecofin, in preparazione del consiglio europeo del 24 e 25 ottobre, ha discusso anche dell’iniziativa portata avanti dalla Commissione Europea e dalla Bei per facilitare l’accesso al credito per le Pmi, attraverso cartolarizzazioni garantite dalla BEI.

Sul fronte politico proseguono i negoziati in Germania per la formazione di un nuovo governo. L’ipotesi più probabile al momento appare una riedizione della grande coalizione con l’SPD, con l’obiettivo della Merkel di formalizzare il nuovo governo in coincidenza con l’insediamento del nuovo parlamento il prossimo 22 ottobre, ossia poco prima del citato Consiglio europeo.

Sul fronte macro ieri la fiducia degli analisti ed investitori tedeschi (Zew) è salita ai massimi da 3 anni nella componente prospettica anche se quella corrente ha deluso le attese.

Negli Usa tasso decennale in rialzo con analogo movimento che interessato tutti T-Bill fino all’ultima scadenza di settembre 2014. Il tasso di mercato ad 1 anno si è così portato sui massimi da tre mesi e mezzo. Il movimento ha seguito la continuazione dello stallo politico dopo il fallimento alla Camera del tentativo di una proposta di fonte repubblicana a causa di spaccature all’interno del partito stesso. Il focus pertanto ritorna sulle trattative al senato dopo che l’agenzia di rating Fitch ieri ha posto in “watch negativo” il rating degli Usa. Segnaliamo oggi l’emissione di T-Bill a 4 e 52 settimane per un totale di 42Mld$.

L’esito dell’asta (tasso e domanda) potrebbe essere interessante per valutare l’appeal di tali strumenti tra gli investitori in questo momento di difficoltà politica nel paese. Sul fronte macro l’indice manifatturiero dello stato di NY ha mostrato un’espansione del settore inferiore alle attese ad ottobre a causa della minore occupazione e fatturato. Proseguono i rinvii nelle pubblicazioni di altri importanti dati macro a causa dello stallo politico.

Questa notte sarà pubblicato regolarmente il Beige Book della Fed, ossia un report che descrive lo stato dell’economia. In questo momento assume particolare importanza alla luce della carenza degli altri dati macro.

Valute: ieri si è assistito ad un apprezzamento del dollaro verso euro partito in prossimità della pubblicazione dell’indice Zew tedesco, risultato migliore delle attese nella componente prospettica e peggiore del previsto in quella corrente. Il cambio euro/dollaro si è portato al di sotto di area 1,35, per poi ritornare al di sopra quando in tarda serata è arrivata la notizia di un ennesimo disaccordo politico presso la Camera Usa. Per oggi il supporto più vicino si colloca a 1,3485, la resistenza a 1,36.

Lo yen si è leggermente apprezzato verso euro negli ultimi due giorni anche se la volatilità resta bassa ed il cambio compreso nel trading range tra la resistenza 134 ed il supporto 132,50. L’euro si è deprezzato anche verso la sterlina con il cambio compreso tra il supporto 0,8420 e la resistenza 0,8520.

Tra le valute più forti del giorno troviamo il dollaro neozelandese su aspettative di rialzi dei tassi da parte della banca centrale dopo l’accelerazione dell’inflazione. Segnaliamo anche l’apprezzamento dello yuan cinese verso euro con il cambio yuan/$ sceso sotto la soglia di 6,1 per la prima volta da 20 anni grazie agli sforzi delle autorità per aumentare l’utilizzo della valuta nel commercio mondiale. E’ di ieri l’accordo tra Cina e UK per la negoziazione diretta dello yuan e della sterlina. Apprezzamento anche per il won sudcoreano ed altre valute emergenti.

Commodity: torna a calare l’indice generale GSCI ER con quasi tutte le commodity che chiudono la seduta di ieri in negativo. L’oro e l’argento hanno toccato il livello minimo da oltre 3 e 2 mesi rispettivamente, su attese di un accordo politico imminente che poi non si è materializzato. Quest’ultimo evento ha dato luogo ad un lieve recupero delle quotazioni dei due metalli. In calo anche il settore energetico con il gas naturale Usa che perde quasi l’1% in scia alla notizia che il clima freddo negli Usa potrebbe non eliminare il surplus. Sul petrolio ha pesato il proseguimento dello stallo politico le negoziazioni diplomatiche tra i paesi occidentali e l’Iran. Miste le agricole con il cacao salito ai massimi da circa 2 anni ed il rimbalzo del mais, a fronte del calo di soia e grano. In calo i metalli industriali guidati dall’alluminio che ha perso oltre l’1%.

Azionario: seduta di ieri all’insegna dei forti rialzi per i listini azionari europei sulle attese di un accordo da parte del Congresso Usa sul tema tetto sul debito. In un contesto comunque di incertezza negli Usa i mercati europei continuano a beneficiare di flussi di acquisto anche d’oltreoceano; il tutto si sta riflettendo in una netta sovraperformance soprattutto da parte dei listini periferici.

Ieri è stata nuovamente una giornata dei record per gli indici europei con il Dax che ha toccato nuovi massimi storici sopra quota 8800 punti mentre nuovi massimi dall’estate del 2011 sono stati toccati dall’indice Euro Stoxx 50.

A livello settoriale tutti i principali comparti all’interno dello Stoxx 600 hanno chiuso la seduta in rialzo con i maggiori guadagni che hanno interessato i settori risorse di base e auto. In Italia, l’indice Ftsemib ha chiuso sopra quota 19000 per la prima volta da luglio del 2011 grazie soprattutto al proseguimento del trend positivo dei titoli del comparto finanziario. Ancora sotto pressione invece i titoli del lusso. In mattinata apertura incerta per i listini europei tra cui spicca però il rialzo dell’indice Ftsemib.

Negli Usa si interrompe la serie positiva di quattro sedute consecutive in rialzo per l’indice S&P 500 che ritorna sotto la soglia psicologica dei 1700 punti. Dopo una prima parte di seduta in positivo i listini hanno girato in negativo alla notizia che le contrattazioni al Senato tra Repubblicani e Democratici si erano interrotte. Tutti i principali comparti hanno chiuso in calo con utility e beni di consumo tra i più colpiti. Sul fronte trimestrali, Citigroup ha deluso le attese degli analisti chiudendo in calo di circa il 2%, mentre a mercati chiusi Yahoo e Intel hanno battuto le attese sia in termini di utili sia di ricavi. Sul fronte emergente, giornata in rialzo per l’indice MSCI EM con rialzi generalizzati in tutte le aree tra cui spiccano quelli superiori all’1% registrati dalle borse russa e brasiliana.

In controtendenza invece il listino messicano. Durante la notte seduta piuttosto negativa per i listini asiatici guidati dal calo di oltre il 2% della borsa cinese. Leggermente positivo il Nikkei.