Borsa Milano recupera sul finale ma cede -1%. Male banche e Mediaset: -3,5%

26 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano cade in preda alle vendite, ma recupera sul finale dopo le novità dal fronte geopolitico mediorentale. Il listino Ftse Mib chiude in calo dell’1,06% a quota 22.900,27 punti. I sell colpiscono pressoché indistintamente i bancari: Mediobanca -3%. Giù anche le popolari, eccezion fatta per Pop Milano. Tra i peggiori Stm -3,83%, Yoox -3,44% e Mediolanum. In controtendenza Autogrill e Telecom Italia, che rimonta dopo un avvio difficile con punte al ribasso di -2,5%.

Alta tensione sui mercati azionari di tutto il mondo dopo le ultime notizie che arrivano dal fronte geopolitico e che vedono in primo piano i bombardamenti dell’Arabia Saudita contro le postazioni delle milizie sciite Huthi in Yemen, e il sostegno logistico e di intelligence assicurato dagli Usa.

Si teme un’escalation del conflitto in Medioriente: l’Iran potrebbe infatti decidere di rispondere. E di fatto il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha chiesto “l’immediata cessazione delle operazioni militari saudite nello Yemen”. È di qualche ora fa l’indiscrezione secondo cui nel corso degli attacchi avrebbero perso la vita tre dei leader dei ribelli sciiti. Il rumor ha innescato il recupero del dollaro.

L’escalation delle tensioni ha scatenato anche un rally del petrolio, che a New York ha segnato la fase rialzista in cinque giorni più forte dal 2011. I futures sul greggio a New York hanno testato nuovi record intraday, balzando +5% circa durante le contrattazioni, per poi ridurre però i guadagni.

In chiusura il contratto sul petrolio WTI avanza +1,71% a $50,05 al barile, Brent +2,96% a $58,15. Anche l’oro ha smorzato i rialzi, +0,52% a $1.203,20. Effetti anche sui mercati valutari, con l’euro che ha proseguito la fase di recupero attestandosi sopra $1,11, per poi fare dietrofront, alla diffusione dei rumor sull’uccisione dei leader dei ribelli sciiti in Yemen. Euro/dollaro -0,52% a $1,0913. Dollaro/yen -0,66% a JPY 118,97. Euro/franco svizzero -0,52% a CHF 1,047. Euro/yen -0,93% a JPY 129,86.

Il caso Grecia continua intanto a spaventare i mercati e anche la Germania, nonostante l’indice che misura la fiducia dei consumatori sia salito al record degli ultimi 13 anni. Atene si dice ottimista sulla possibilità che un accordo con l’Eurozona possa essere concluso la prossima settimana. Ma i mercati non sembrano credere a una tale prospettiva, e con l’indice azionario greco ATG è sotto pressione, zavorrato dalle banche.

In rialzo i tassi sui bond greci: il rendimento a 3 anni si riavvicina al 20%, salendo al 19,38%; tassi a cinque anni al 15,62%; tassi a 10 anni vicini all’11%, al 10,94%, tassi a 15 anni al 10,82% (in quest’ultimo caso sono in calo). Evidente la massima tensione nella parte breve della curva dei rendimenti della Grecia.

“Le ultime tensioni in Medio Oriente aggiungono un altro rischio geopolitico per il mercato – ha commentato a Bloomberg Warut Siwasariyanon, responsabile divisione ricerca presso Asia Wealth Securities – È qualcosa che potrebbe spingere gli investitori a ridurre le loro posizioni sugli asset rischiosi. C’è poi preoccupazione sulle valutazioni dei titoli tecnologici degli Usa, con l’economia americana che sta mostrando tra l’altro una crescita inferiore alle stime. E’ difficile riuscire a mantenere un tasso di crescita solido degli utili se gli Usa rimangono fragili”. A Wall Street, i titoli tecnologici dello S&P 500 hanno riportato ieri una perdita -2,7%, in una seduta caratterizzata da forti sell off. Il Philadelphia Semiconductor Index è sceso -4,6%, segnando il calo più forte in cinque mesi.

Sul Ftse Mib sell su Mediaset, che cede circa il 3,5% dopo aver segnato un calo teorico di quasi -6%, scontando ancora la delusione per i conti del 2014 e le opinioni degli analisti. Il titolo è stato anche sospeso per eccesso di ribasso.

Focus anche su Telecom Italia, tra i pochi titoli in rialzo dopo aver pagato caro in avvio la notizia relativa all’uscita di Telefonica.

Anche i mercati asiatici hanno scontato le vendite sugli indici azionari Usa e la notizia relativa allo Yemen ha depresso il sentiment. A Tokyo il Nikkei ha chiuso in flessione -1,39%, al minimo in nove giorni. Hanno sofferto soprattutto i titoli dei semiconduttori, come Sumco e Tokyo Electron, in perdita oltre -5%.

(DaC-Lna)