Borsa Milano pesante, Ftse Mib -0,9%. Delusione da indice Zew

17 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa di Milano recupera qualcosa sul finale ma l’indice Ftse Mib chiude in ribasso, dello 0,91% in area 22.723 punti. Si rinnovano i timori per lo stato di salute dell’economia dell’Eurozona, dopo la pubblicazione dell’indice tedesco Zew che pur salendo ai massimi di oltre un anno ha deluso nettamente le attese. Pesano anche i dati relativi all’inflazione e all’occupazione in Europa.

Sullo sfondo rimane sempre la crisi della Grecia, che peraltro è appena sprofondata ulteriormente in una fase di deflazione. Escalation delle tensioni tra Atene e Berlino, con Morgan Stanley che afferma che esiste una probabilità su quattro che la Grecia lasci l’euro, e che dunque si concretizzi lo scenario Grexit.

A dimostrazione delle crescenti tensioni sulla situazione ellenica, all’interno del mercato dei titoli di stato, i Btp decennali rendono ora l’1,26% (+8,52%) e lo Spread con i Bund omologhi si allarga a 97,66 punti base (+10,51%).

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Altro elemento di incertezza che scuote i mercati è la riunione del Fomc – il braccio di politica monetaria della Fed -, che avrà inizio oggi e si concluderà domani con l’annuncio della decisione sui tassi. Da un lato, secondo alcuni strategist, la Fed potrebbe confermare di voler essere paziente nella sua intenzione di adottare una politica monetaria restrittiva, dunque di alzare i tassi, vista la recente carrellata di dati macro negativi. Dall’altro, negli ultimi giorni sono montate anche altre speculazioni secondo cui la Fed potrebbe eliminare la parola “pazienza” dal comunicato: alcuni investitori ritengono che i tassi sui fed funds potrebbero essere alzati già a giugno.

Non ultima, come minaccia, è la crisi che potrebbe di nuovo aprirsi negli Stati sul debito, vicino a sforare il tetto.

Sui mercati valutari, l’euro continua a recuperare terreno dopo aver toccato i minimi di 12 anni a 1,0456 dollari e sale +0,38% a $1,0606. Il cambio dollaro/yen cede -0,09% a JPY 121,21. Euro/franco svizzero -0,09% a CHF 1,0638, euro/yen +0,28% a JPY 128,60.

Sul paniere italiano colpito il settore bancario-finanziario: Azimut e popolari sono vendute a piene mani, male anche Ubi Banca, Unicredit e Intesa. Non si arresta la fase negativa di Tod’s, che cede lo 3,57%. In calo anche FCA nonostante i buoni dati sulle vendite in Europa. In netta controtendenza Gtech (+2,65%). Sfuma nel pomeriggio il tentativo di rimbalzo di Saipem (-0,06%).

Tra le materie prime, a New York, i futures sul petrolio cedono -1,91% a 43,04 dollari al barile, mentre il Brent lascia sul campo -2,25% a 53,44 dollari. Oro +0,07% a 1.154,20 dollari l’oncia. Argento -0,40% a quota $15,56.

In Asia Shanghai ha guadagnato +1,58%, Tokyo +0,99%, Sidney +0,77%, Seul +2,14%. Riguardo a Tokyo, l’indice Nikkei 225 ha terminato la seduta al nuovo record in 15 anni, sulla scia delle speculazioni secondo cui le aziende potrebbero innalzare il proprio ROE al di sopra della soglia del 10%, stando a quanto ha riportato il quotidiano finanziario Nikkei. Tra i titoli in rialzo Hitachi, oltre +4%. La Banca del Giappone ha lasciato invariato il programma di stimoli monetari, tagliando a zero le stime sull’inflazione.

Lo Shanghai Composite è balzato in particolare nell’ultima ora di contrattazioni, testando il nuovo record in cinque anni a 3.503 punti, con gli investitori che hanno scommesso sul lancio di ulteriori stimoli. La propensione al rischio è stata scatenata dopo che il premier Li Keqiang ha detto che Pechino ha margini per agire, nel caso in cui la crescita dovesse indebolirsi e avere ripercussioni sull’occupazione. In rialzo in modo particolare i titoli delle società di brokeraggio, come Huatai Securities, +4,4%.

A Sidney l’indice S&P ASX 200 si è allineato agli acquisti che hanno interessato il resto dell’Asia. Titoli energetici in rialzo nonostante i prezzi del petrolio vicini al minimo in sei anni.

Molto bene il Kospi di Seul, che ha chiuso al massimo in cinque mesi e mezzo, con Hyundai Motor e Kia Motor in crescita +3,7% e +2,7% rispettivamente, a fronte della valuta won che rimane al minimo in 20 mesi. Balzo di Daewoo Securities +7,6% e di Hyundai Securities +4,8%.

(Lna-DaC)