Borsa Milano perde -1,5%, spread risale sopra 335

1 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano ha pagato anche oggi l’instabilita’ politica andatasi creando a Roma dopo l’esito delle urne alle politiche. Il listino Ftse Mib fa segnare una perdita dell’1,54% a 15.675,37 punti. Focus sul tasso di disoccupazione in Italia, che è schizzato a gennaio al nuovo record pari all’11,7%, mettendo in evidenza la gravità in cui versa la condizione dell’economia del paese, martoriata dalle tasse e dalle misure di austerity.

Una situazione, quella dell’Italia, sempre più grave, tanto che dalla Germania arriva anche un appello affinché Roma decida di tornare alla lira. Intanto il Ftse Mib si conferma il peggior listino del mese di febbraio. Tra i singoli nomi piu’ pesanti, Fiat, Mediaset, e alcune banche come Mediobanca e Banco Popolare.

Spread sempre in primo piano: oggi e’ risalito sopra i 335 punti base. Per ora gli attacchi speculativi contro l’Italia non dominano il mercato, ma il rischio è onnipresente: dopo il risultato elettorale, non ci sono ancora evoluzioni rassicuranti: la proposta del leader del Pd Pier Luigi Bersani, che ha aperto al Movimento 5 Stelle, è stata bruscamente rifiutata da Beppe Grillo , che ora lancia l’idea di formare un governo M5S . Dal canto suo, Bersani risponde presentando un proprio piano, e dicendo assolutamente no a qualsiasi governissimo con Silvio Berlusconi.

“E’ un momento di forte incertezza. Molti investitori rimangono alla finestra, cauti nel piazzare ordini prima del week end nel timore che nuovi sviluppi del contesto politico italiano portino nuova volatilità sui mercati” dice a Reuters un trader della borsa italiana. La flessione interessa a livello generale tutto l’azionario europeo, che si e’ mosso in territorio negativo in scia alla contrazione dell’attività manifatturiera in Francia e Gran Bretagna, all’indebolimento dei dati economici dalla Cina e ai tagli alla spesa in Usa.

Dal fronte economico europeo, ottimo invece il dato relativo alle vendite al dettaglio in Germania, che a gennaio hanno registrato il balzo più forte in più di sei anni; le vendite, effettuati gli opportuni aggiustamenti stagionali e relativi all’inflazione, sono balzate +3,1% dal mese di dicembre, quando erano scese -2,1%. Si tratta, per l’appunto, della crescita maggiore dal dicembre del 2006. Ma Berlino rappresenta un’eccezione e rischia di essere prima o poi trascinato nel pantano della crisi.

“La domanda interna della Germania è solida, ed è sostenuta da un mercato del lavoro stabile e da salari reali più alti – ha commentato Carsten Brzeski, economista senior presso ING Group a Bruxelles, in un’intervista rilasciata a Bloomberg – Con la domanda estera che dovrebbe anch’essa recuperare, riteniamo che la Germania dovrebbe tornare alla crescita nel primo trimestre”.

L’indice azionario europeo di riferimento, lo Stoxx Europe 600, riporta una performance debole, rimanendo in rialzo +3,8% da inizio 2013.

Sullo sfondo, tuttavia, i mercati globali guardano alla nuova minaccia che arriva dagli Stati Uniti, quella del sequester. In mancanza di un accordo entro la giornata di oggi, a mezzanotte scatteranno infatti tagli automatici alla spesa del valore di $85 miliardi, che avrebbero serie conseguenze sulla congiuntura Usa e anche su quella globale. Un alert è arrivato dal Fondo Monetario Internazionale, che ha avvertito che sarebbero costretto a rivedere al ribasso le stime sulla crescita degli Usa e della stessa crescita economica globale, nel caso in cui il sequester non fosse scongiurato.

Poco mossi i listini asiatici, con l’indice di riferimento MSCI Asia Pacific Index che ha incamerato un guadagno di appena +0,2%. Il benchmark ha concluso comunque il mese di febbraio segnando il quarto guadagno consecutivo su base mensile, la fase rialzista più duratura dal settembre del 2009. Questa settimana, l’indice è salito +1,3%, riportando il rialzo su base settimanale più sostenuto dallo scorso 4 gennaio.

Sotto i riflettori l’indice PMI della Cina, che nel mese di febbraio si è attestato a 50,1, al valore più basso in cinque mesi dai 50,4 di gennaio, stando a quanto ha reso noto il National Bureau of Statistics; reso noto anche il Pmi compilato congiuntamente da HSBC Holdings e da Markit Economics, scivolato al minimo in quattro mesi a 50,4 contro i 52,3 precedenti.

Indice della Borsa di Tokyo in crescita +0,4% circa, ha azzerato le perdite fino a -0,8% durante la sessione, dopo la comunicazione dell’indice dei prezzi al consumo, sceso per il terzo mese a gennaio; il dato ha confermato la deflazione nel paese alimentando le speculazioni di nuovi stimoli monetari espansivi da parte della Bank of Japan, soprattutto dopo la nomina del nuovo numero uno Haruhiko Kuroda da parte del premier Shinzo Abe. Kuroda aveva detto nei giorni scorsi che lo yen risulta ancora sottovalutato. Dal Giappone, è arrivato il dato relativo al tasso di disoccupazione, sceso -0,1% al 4,2%.

BTP – Lo spread Italia-Germania a 10 anni +2,93% a 335,73, a fronte di tassi sui BTP decennali +1,11% al 4,77%.

FTSE MIBMediaset precipita, anche -7%, dopo che il sostituto procuratore generale Laura Bertolè Viale ha chiesto la conferma della condanna a quattro anni per Silvio Berlusconi, imputato per frode fiscale nel processo sui diritti televisivi che coinvolge il gruppo televisivo dell’ex premier.

Monte dei Paschi di Siena riceve quattro miliardi di aiuti con i Monti-bond, ma a tal proposito il Codacons lancia un appello al Consiglio di Stato per bloccare i bond. La decisione si conoscerà il prossimo 22 marzo. Tra gli altri bancari, male Mediobanca e Banco Popolare. Tra i titoli negativi anche Fiat.

TI Media corre dopo che Diego della Valle e il Fondo Clessidra sono tornati alla carica per l’acquisizione di La7.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, l’euro -0,05% a $1,305, dollaro/yen +0,22% a JPY 92,73.

Quanto alle commodities, i futures sul petrolio -0,47% a $91,62 al barile, mentre quotazioni oro -0,38% a $1.572,10 l’oncia. Occhio all’ analisi tecnica di oro e petrolio dopo le elezioni italiane.

TRA GLI HIGHLIGHT DI GIORNATA

Lavoro/ Istat: Disoccupazione giovani gennaio a 38,7%, top ’92.

Lavoro: a gennaio 3 mln di disoccupati.

Crisi: Spagna, Pmi manifattura sale a 46,8.

Borsa: asia piatta, tokyo attende allentamento monetario.

Lloyds: Abbatte Perdita Netta Nel 2012, Maxi Bonus Al Ceo.

Borse Ue in rosso con Usa e Cina Lo spread stabile in area 330 punti.

Il mercato è dominato dalle boiling room e sale trading come quella di JPMorgan Chase, dove scommesse fino a un leverage di $200 miliardi e guadagni (o perdite) di 5-6 miliardi sono la norma, nel portafoglio derivati su crediti sintetici. Quindi per vincere sulle lobby bancarie e per non essere continuamente manipolati vi invitiamo – trader, gestori e promotori finanziari della famiglia di WSI – ad essere più sofisticati, piu’ aggressivi, preparati, tecnici, e soprattutto flessibili in un mercato pieno di trappole ma anche di enormi opportunita’. Questo è il vostro spazio per operativita’, commenti flash e strategie di trading. Fatevi sotto.