Borsa Milano nervosa. Spread a 345, banche pesanti

4 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – La Borsa di Milano chiude in territorio negativo, scoraggiata da un paio di fattori ‘esterni’ allo stallo politico italiano, come le restrizioni imposte dalla Cina sul mercato immobiliare del paese – si parla di Imu cinese – e il sequester americano. Da una settimana incide sul sentiment degli operatori anche il caos al governo.

Aiuta invece la smentita del Tesoro sulla possibilita’ che Moody’s riveda a breve al ribasso il rating italiano. Oltre all’aumento dello spread e quindi del prezzo del denaro, si teme per un declassamento del credito del paese e delle più importanti aziende italiane. Il Ftse Mib ha ceduto lo 0,85% a 16.520,97 punti. Differenziale tra Btp e Bund in rialzo vicino ai 340 punti base. Si stabilizza sopra $1,30 l’euro, dopo che nelle ultime ore e’ calato fino a $1,2984. Volatilita’ in rialzo, con l’indice Vix che oscilla intorno ai 16 punti.

Secondo un sondaggio, l’Italia è di nuovo divisa: un elettore su tre sarebbe favorevole a un governo di grande coalizione, ma un altro 33% preferirebbe un patto Pd-M5S. L’ipotesi di un esecutivo tecnico piace solo all’11%, ma proprio i parlamentari neoletti del 5 Stelle pensano che Monti rimarra’ e poi “tra qualche mese si torna alle urne”. Il 70% della base vuole che il MoVimento partecipi all’esecutivo.

Lo stallo politico, l’erosione del tessuto sociale e la rabbia dei cittadini italiani vessati dalle tasse non possono non far pensare che l’Italia possa diventare in futuro anche teatro di guerre civili. “D’altronde, Spagna, Grecia, Slovenia, Bulgaria e Cipro sono travolte da una fortissima crisi economica e alcuni di questi paesi, soprattutto la Grecia, sono sull’orlo di un vero e proprio conflitto sociale che potrebbe contagiare anche l’Italia”.

Sul Ftse Mib bancari sotto pressione, scontano il rialzo dello spread. “Sembra che i mercati azionari abbiano corso un po’ troppo velocemente soprattutto se si considera la realtà di una ripresa, in alcune aree, ancora vulnerabile – ha commentato Witold Bahrke, strategist senior presso PFA Pension A/S a Copenhagen, in una intervista rilasciata a Bloomberg – Considerati i problemi politici che arrivano prima di tutto dall’Europa, tale situazione non promette bene per la sessione odierna”. Allo stesso tempo, come spiega al Sole 24 ore Davide Pasquali, presidente di Pharus Sicav, i mercati non prezzano ancora una possibile uscita dell’Italia dall’area euro. “Nel caso in cui l’eventuale referendum dimostrasse la volontà degli italiani di uscire dall’euro lo spread tornerebbe nell’immediato sopra i 500 punti così come la Borsa potrebbe scendere di un 10%”.

L’indice di riferimento europeo Stoxx Europe 600 scende così per il secondo giorno consecutivo, e il sottoindice delle commodity registra il calo più forte dei 19 settori che compongono il benchmark di riferimento. Il costo per assicurarsi contro il default dei debiti societari in Europa sale per la seconda sessione consecutiva, con l’indice Markit iTraxx Europe dei credit default swap su 125 società con rating investment grade che avanza a 119,5 punti.

I rendimenti decennali italiani viaggiano al massimo in più di tre mesi. I rendimenti decennali tedeschi sono scesi fino all’1,39%, al minimo dallo scorso 2 gennaio.
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Seduta negativa per i mercati asiatici, con l’indice di riferimento MSCI Asia Pacific Index che ha perso -0,9%, riportando la seconda sessione consecutiva di ribassi. A incidere negativamente è stata la decisione della Cina di rendere più rigide le regole sui mutui, al fine di evitare il surriscaldamento del mercato immobiliare.

Il titolo China Resources Land ha perso ben -9,3%. Da segnalare che l’MSCI Asia Pacific Index è redice da quattro mesi consecutivi di guadagni, la fase rialzista più duratura dal settembre del 2009, complici le misure di politica monetaria accomodante lanciate dalle banche centrali di tutto il mondo e i segnali di un miglioramento dell’economia statunitense.

Ma cosa faranno i mercati una volta che le banche centrali “staccheranno la spina”? “La transizione da una politica espansiva a una normale sarà uno dei problemi che i mercati dovranno affrontare – ha commentato in una intervista rilasciata a Bloomberg Daniel Farley, managing director senior presso StateStreet Global Advisors, parlando da Singapore – Questo è un grande rischio”.

Male il listino cinese Shanghai Composite Index, che nella sessione odierna ha ceduto -3,2%, scivolando al valore di chiusura più basso dallo scorso 11 gennaio. L’indice CSI 300 dei titoli di Shanghai e Shenzhen ha segnato il calo più forte dal novembre del 2010.

Alla Borsa di Tokyo, il Nikkei 225 Stock Average +0,4%, riducendo guadagni dei massimi intraday fino a +1,4%.

Forti preoccupazioni per i tagli automatici alla spesa che sono scattati negli Stati Uniti con il “sequester” e che rischiano di creare quasi un milione di disoccupati, oltre che a frenare, come ha avvertito la scorsa settimana il Fondo Monetario Internazionale, sia l’economia Usa che quella globale.

Dal fronte macro europeo, confermata a pieno la grave crisi della Spagna, con il numero di disoccupati che tocca il record, superando la soglia dei 5 milioni. Reso noto l’indice dei prezzi alla produzione in Eurozona, +0,6% nel mese di gennaio.

BTP – Lo spread Italia-Germania a 10 anni in rialzo a 344 punti base; tassi sui BTP decennali al 4,81%, con +0,71%.

FTSE MIB – Bancari sotto pressione a parte Pop Emilia che chiude in testa al listino forte di un rialzo superiore al 2%. Mediaset -6,53%. Autogrill in controtendenza, fa oltre +1%. A favorire i titoli i dati positivi sul traffico aereo Usa. Fuori dal listino principale fari su Telecom Italia Media, dopo che il CdA ha approvato la cessione a Cairo Communication. La societa’ madre di La 7 ha chiuso il 2012 con una perdita netta di 240,9 milioni.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, l’euro stabile a $1,3010; dollaro/yen -0,09% a JPY 93,48. Occhio all’analisi tecnica della moneta unica e alla debolezza della sterlina.

Quanto alle commodities, i futures sul petrolio -0,18% a $90,52 al barile, mentre le quotazioni dell’oro +0,41% a $1.578,80 l’oncia.

TRA GLI HIGHLIGHT DI GIORNATA

Smentita del Tesoro circa la possibilita’ che Moody’s riveda al ribasso il rating italiano.

Lavoro e globalizzazione: Daimler, “un manager su due parlerà straniero”.

Borsa: Europa fiacca con prezzi produzione Ue, Madrid +0,3%.

Cina ha le risorse per comprare l’oro mondiale. Due volte.

Sud Europa al bivio. “Fuori dall’Euro o svalutazioni di almeno il 30%”.

Cipro: Dijsselbloem, Accordo A Marzo Per Stabilita’ Paese Ed Eurozona.

Hsbc: Utile Netto 2012 -16,5% A 14 Mld Dollari.

Borsa: Piazza Affari amplia calo a -1,36%, giu’ i bancari.

Borsa: Asia contrastata, Tokyo +0,4%, Sidney -1,4%.

Economia/agenda: Attesa Per Pil Europa E Produzione Industriale Germania.

Economia/agenda: Attesa Per Pil Europa E Produzione Industriale Germania.

Le borse europee aprono in calo, spread a 348.

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