Borsa Milano nervosa per le Europee

19 Maggio 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano inizia la settimana con un tono decisamente negativo, con l’indice Ftse Mib che è scivolato anche più del 3%, sprofondando nei momento peggiore della seduta anche sotto la soglia dei 20.000 punti, testando il minimo di 19.935,60 punti. Massimo intraday a 20.474,33. Al momento il listino fa -1,6% a quota 20.318,46. Euro a $1,3720.

Al netto dello stacco della cedola gli indici sono però poco variati, con i dividendi che influiscono in negativo per almeno il -1,5%. “Sono gli stranieri che escono, ci sono ordini in vendita, un po’ per i timori sui risultati delle elezioni un po’ per gli ultimi dati macro”, commenta un operatore interpellato da Reuters.

Tra i singoli titoli, attenzione a Eni, in calo di più del 2%. Oltre a staccare la cedola, il titolo paga anche il blocco del giacimento di El Feel in Libia a seguito degli ultimi disordini.

Focus anche su Generali (-3,76%), sulla cui quota del 4,59%, secondo indiscrezioni di stampa, la Cdp potrebbe avere già fissato il prezzo di vendita.

Segno meno prevalente tra le banche, sotto pressione in particolare Unicredit (-3,2%) e Mps. Unipolsai lascia sul campo il 3,9%, Yoox il 3,42%, Snam il 3,29%. UniCredit, Intesa Sanpaolo, le Generali e le altre banche socie del Credito Sportivo (Mps, Dexia, Bnl e Banco di Sardegna) incassano una sconfitta al Tar del Lazio sul ricorso contro l’annullamento del vecchio statuto della banca pubblica specializzata nei finanziamenti al mondo dello sport.

Sul mercato dei titoli di stato spread schizza fino a +6,8% a 183,34, prima di scendere sotto 180. Balzo tassi decennali di 10 punti base al massimo intraday 3,17%, poi differenziale e rendimenti si allontanano dai massimi di giornata attestandosi rispettivamente poco al di sotto dei 180 punti base e al 3,13%. Tensione anche sui Bonos spagnoli, che sono balzati anch’essi +10 punti base al massimo intraday del 3,06%.

In generale, i listini azionari europei interrompono il trend rialzista durato cinque settimane consecutive – il riferimento è al benchmark Stoxx Europe 600 Index, che lo scorso 13 maggio ha toccato il record in sei anni – . Smobilizzi su AstraZeneca che perde appeal speculativo e crolla -13% dopo aver rifitato la proposta di Pfizer.

Su Piazza Affari, l’analisi tecnica aveva previsto che proprio sotto i 20.200 punti sarebbe scattata una vera e propria fase ribassista per il Ftse Mib. Dopo aver bucato anche la soglia dei 20.000 punti, il listino è riuscito a recuperare però dai minimi e a riagguantare anche quota 20.200.

Attenzione rivolta anche all’opinione degli economisti sulle prossime mosse della Bce di Mario Draghi, che potrebbero concretizzarsi a giugno con un taglio dei tassi di rifinanziamento e con tassi di deposito negativi.

“Il sentiment di rischio tra gli asset europeo sta inviando sempre più campanelli di allarme – ha commentato in una intervista rilasciata a Bloomberg Witold Bahrke, strategist senior presso PFA Asset Management a Copenhagen – I risultati di bilancio diffusi hanno rivelato un quadro contrastato. L’attenzione ora è rivolta alla Bce, che probabilmente taglierà i tassi il prossimo mese. Ma la grande domanda è se la manovrà sarà sufficiente per risollevare i mercati”.

Azionario asiatico in calo, trascinato al ribasso dalle vendite sull’azionario cinese (Shanghai -1% circa), dopo la pubblicazione di dati sui prezzi delle case più deboli delle attese, che hanno aumentato i timori sul rallentamento dell’economia. Tensioni geopolitiche tra la Cina e il Vietnam rimangono sotto osservazione, dopo che i disordini e le proteste contro la Cina in alcune città vietnamite si sono tradotte, la scorsa settimana, nell’uccisione di due persone. La China ha dislocato aerei e barche per evacuare i cittadini, mentre molte fabbriche di Taiwan e di Hong Kong sono state danneggiate.

Tra altre borse asiatiche Nikkei -0,64%, Hong Kong -0,41%, indice australiano S&P/ASX 200 -1,28%, Kospi -1%. Lo Shanghai Composite ha testato un minimo intraday di 2.000 punti, al valore più basso dallo scorso marzo. I finanziari hanno scontato le nuove regole sui prestiti interbancari introdotte dal governo, che includono limiti alla dimensione e alla durata dei prestiti.

Sul valutario, Euro +0,2% a $1,3720, dollaro/yen -0,33% a JPY 101,16; euro/franco svizzero +0,07% a CHF 1,2230; euro/yen -0,17% a JPY 138,73.

Riguardo alle materie prime, i futures sul petrolio +0,70% a $102,73 al barile, quotazioni oro +0,60% a $1.301,20.