Borsa Milano negativa prima delle banche centrali

31 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – La cautela domina a Piazza Affari e sulle altre borse europee in attesa delle riunioni di Federal Reserve e Banca centrale europea tra oggi e domani, con gli scambi resi più sottili anche dal periodo estivo. Spunti dai risultati semestrali. Conti a parte, l’unico tema di rilievo riguarda Telecom Italia, affossata da nuove indiscrezioni stampa su una possibile ricapitalizzazione. In chiusura, l’indice FTSE Mib ha perso lo 0,37%. Positivo, comunque, il bilancio del mese di luglio, che ha registrato un rialzo dell’8,15%. Tornando alla seduta odierna, l’Allshare ha ceduto lo 0,32%, mentre il MidCap ha terminato praticamente invariato (+0,01%). Scambi tipicamente estivi, per un controvalore di poco sotto
ai 1,5 miliardi di euro.

A Piazza Affari qualche spunto di interesse arriva dai risultati semestrali, mentre Telecom Italia cede decisamente terreno in seguito a nuove indiscrezioni stampa su una possibile ricapitalizzazione.

Intanto il clima politico si fa arroventato nella trepidante attesa di conoscere la sentenza sul processo Mediaset per frode fiscale in cui Silvio Berlusconi rischia 4 anni di condanna e 3 di interdizione ai pubblici uffici. La decisione della Corte di Cassazione arriverà con tutta probabilità domani pomeriggio

Tra le blue chip maglia nera a Telecom (-2,4%), su cui pesano le indiscrizioni stampa circa un piano di ricapitalizzazione, e Fiat (-2%) dopo il profit warning di Chrysler.

Azionario asiatico fiacco, con i cali di Giappone e India che pesano di più nel computo totale rispetto al rally visto in Cina. L’indice MSCI della regione Asia Pacifico ha perso lo 0,4% riducendo il primo rialzo mensile da aprile al 2,1%.

Il listino indiano del Sensex ha ceduto l’1%. Debole anche Tokyo (-1,45%) a differenza di Hong Kong (+0,01%) e Shanghai (+0,29%) e Sidney (+0,42%). In calo Taiwan (-0,68%), Seul (-0,16%) e Mumbai (-0,66%), quest’ultima ancora in fase di contrattazioni.

Se l’economia Usa dovesse crescere come da attese, la Federal Reserve ha fatto sapere che ridurrà la portata del programma di acquisto di Bond da 85 miliardi al mese. La Banca centrale si esprimerà sui tassi e le misure di allentamento straordinarie alle 20 italiane, dopo una lunga serie di dati macroeconomici.

Un ruolo decisivo lo giocherà anche il fatto che il mandato di Ben Bernanke scade a fine anno.

Sul versante macro, deludono le vendite al dettaglio tedesche, un dato che genera dubbi sulla ripresa economica europea. Evidentemente anche in Germania le condizioni non sono ancora ideali per spendere.

Le vendite adattate ai cambiamenti di inflazione e stagionali hanno riscontrato un calo dell’1,5% rispetto a maggio, quando sono salite dello 0,7%. Gli economisti interpellati da Bloomberg puntavano in media su un incremento dello 0,2%. Su base annuale la flessione è stata del 2,8%.

Anche se il tasso di disoccupazione è sceso per la prima volta in quasi due anni e mezzo nell’Unione Europea, è ancora emergenza lavoro in Italia e nei Paesi finanziariamente più fragili del Sud del continente. Rispetto agli Stati ‘core’ del’area euro, come la Germania, Roma viaggia a cifre doppie. Anche se in giugno il tasso è diminuito rispetto al mese precedente, su base annuale la disoccupazione è in aumento dell’1,2%, mentre quella giovanile è volata.

Nel blocco a 27 la forza lavoro esclusa dal mondo occupazionale si è attestata al 10,9% del totale in giugno, in calo dall’11% di maggio. È la prima volta da gennaio 2011, che il tasso di disoccupazione dell’area scende. Il numero di disoccupati in Eurozona è calato a 19 milioni e 270 mila unità da 19 milioni e 290 mila. Nonostante l’entità modesta del ribasso, si tratta comunque del primo trend discendente da aprile 2011.

Il calo della disoccupazione in Germania, il secondo consecutivo su base mensile, conferma il buon ritmo con cui l’economia della locomotiva europea si sta riprendendo. Sono notizie positive per la Cancelliera Angela Merkel in vista delle elezioni di fine settembre. Se i dati macro dovessero continuare a mostrare miglioramenti di questo tipo, in campagna elettorale la leader di centro destra potrà giocare l’importante carta economica. Dimostrando che il Paese è stato risparmiato dal contagio della crisi del debito europea.

In Italia la disoccupazione è calata al 12,1%, ma resta comunque vicina ai massimi storici toccati in maggio. L’incremento è di 1,2 punti nel confronto con giugno dell’anno scorso. Due mesi fa la disoccupazione era salita al 12,2%, il valore più elevato dal primo trimestre del 1977, inizio delle serie storiche trimestrali.

In Eurozona la disoccupazione giovanile si è attestata al 23,4%, mentre in Grecia è al 58,7% e in Spagna al 56,1%. In Italia è salita al 39,1%. L’occupazione generale, al 55,8%, è invece ai minimi dal 2000.

Le stime preliminari dell’Istat indicano una inflazione in calo all’1,1% a luglio dall’1,2% di giugno. A luglio inflazione annua stabile all’1,6% nell’Eurozona, e’ questa la stima preliminare di Eurostat.

BTP – Lo spread tra Btp e Bund decennali viaggia invariato in area 278 punti base.

PIAZZA AFFARI – Il gruppo Fiat ha confermato gli obiettivi 2013, nonostante un profit warning della controllata Chrysler. Il Lingotto registra risultati del trimestre in linea con le previsioni per utili e ricavi e fa meglio per generazione di cassa. L’AD Marchionne ha aperto alla possibilità di produrre Alfa Romeo all’estero.

Fiat Industrial ha confermato i target per il 2013, vede ricavi in rialzo +3-4%. Da parte sua Snam ha chiuso i primi 6 mesi dell’anno con un utile in calo del 9,1% a 462 milioni di euro. Mediaset sotto i riflettori quando manca un giorno dalla sentenza sul processo per frode fiscale contro Silvio Berlusconi per la vicenda dei diritti Tv. In caso di eventuale condanna a 4 anni e interdizione ai pubblici uffici, il governo di larghe intese Pd-PdL rischia di cadere.

Fatturato in calo per A2A, mentre Autogrill chiude il primo semestre dell’anno con l’utile netto di competenza del gruppo (Food Beverage e Travel Retail Duty Free) in calo a 4,3mln rispetto agli 11,9 mln registrati nel primo semestre 2012.

ALTRI MERCATI – Sul valutario il biglietto verde guadagna contro le principali concorrenti prima del secondo giorno del conclave della Banca centrale Usa. Euro in calo a 1,3248 dollari (1,3263 ieri dopo la chiusura di Wall Street) e 129,69 yen. Il won sudcoreano (-0,7%) e il ringgit malese (chiusura sui livelli più bassi dal 2010) sono scivolati in concomitanza con un apprezzamento dei metalli.

Tra le commodities l’oro fa segnare un +0,5% intorno a 1.300 dollari l’oncia. Il petrolio e’ sostanzialmente stabile in Asia a 103,38 dollari per barile sul Wti.

ANALISI DI MPS CAPITAL SERVICE

Tassi & Congiuntura: in area euro continua la fase di restringimento dello spread sul comparto decennale Italia Germania arrivato questa mattina in area 270 pb, considerando come benchmark il Btp con scadenza 2023. Ben accolta l’emissione ieri del nuovo decennale Btp, collocato per l’importo massimo prefissato di 3,75Mld€. Questa mattina la sessione si è aperta con pressioni al rialzo sui tassi decennali tedeschi arrivati all’1,70%. Le ragioni di tali pressioni possono essere ravvisate nel breve in due fattori principali: da un lato le vendite in previsione oggi della riapertura fino a 2Mld€ del Bund trentennale, dall’altro le possibili prese di profitto sullo spread decennale Usa/Germania (che nei giorni scorsi aveva toccato il livello di 100pb) alla vigilia delle riunioni di Fed e BCE. Complessivamente l’atteggiamento dei gestori verso il comparto obbligazionario italiano evidenzia segnali di miglioramento, come ad esempio emerso dal recente report del gestore Carmignac che si è espresso a favore di una continuazione della riduzione dello spread di Italia e Spagna vs Germania. Sul fronte macro, l’inflazione armonizzata tedesca di luglio è rimasta ferma all’1,9%, verso attese di una riduzione all’1,8%: sempre sul fronte tedesco, questa mattina sono risultate deludenti le vendite al dettaglio di giugno, in calo mensile dell’1,5%. Negli Usa tassi governativi in rialzo riportandosi nuovamente sopra la soglia del 2,60% sul comparto decennale. Gli operatori si preparano oggi all’inizio di una sequenza di eventi che si completerà venerdì con i dati sull’occupazione. Oggi in particolare l’attenzione sarà focalizzata su quattro temi di seguito riportati in ordine cronologico: 1) la rilevazione ADP sul mercato del lavoro; 2) i dati preliminari sul Pil del secondo trimestre; 3) l’annuncio del programma di emissioni trimestrali del tesoro Usa; 4) l’esito della riunione FED. La rilevazione ADP è rilevante in vista dei dati generali sul mercato del lavoro in pubblicazione venerdì. I dati sul Pil sono importanti per affinare le aspettative di crescita per la seconda parte dell’anno ed implicitamente tarare le attese anche sul timing che la Fed potrebbe adottare per la riduzione del piano di acquisti. Il programma trimestrale di emissioni di Treasury potrebbe contenere la riduzione/eliminazione della componente a breve termine (2/3 anni) ed eventuali informazioni su quando il Tesoro intende partire con l’emissione di titoli a tasso variabile. Infine l’esito della riunione Fed da cui potrebbe arrivare qualche modifica (ad esempio la riduzione del tasso di disoccupazione obiettivo) al fine di lasciar percepire che il momento per un eventuale rialzo del tasso di riferimento è piuttosto lontano nel tempo. Sul fronte macro, ieri la fiducia dei consumatori di luglio è risultata al di sotto delle attese non tanto per la percezione sulla situazione contingente (risulta in rialzo) quanto piuttosto per il calo di quella prospettica.

Valute: l’euro continua a permanere in prossimità della resistenza ad 1,33 vs dollaro alla vigilia dell’inizio di una sequenza di eventi (a partire dalle riunioni Fed e BCE) che potrebbero comportare maggiore volatilità. L’impressione per ora è che nel breve tale livello di resistenza sia piuttosto arduo da violare in modo significativo. Yen in apprezzamento durante la notte sulla scia dell’andamento debole dei listini asiatici. Il cambio verso euro risulta ancora in cerca di una direzione precisa, continuando ad oscillare in prossimità di area 130. La prima resistenza si colloca a 130,70, primo supporto a 129,60. Da segnalare il proseguimento della debolezza del dollaro australiano, mentre sul fronte emergente la rupia indiana ha toccato nuovi minimi storici vs dollaro spingendo la Banca Centrale, secondo alcune indiscrezioni Reuters, ad intervenire per frenarne il deprezzamento.

Commodity: giornata di ieri negativa per le principali materie prime penalizzata dalla forza del dollaro. Particolarmente colpito è stato il comparto dei metalli non ferrosi con il rame che è sceso di oltre il 2%, risultando la peggiore commodity all’interno dell’indice S&P GSCI. Gli operatori continuano a temere il rallentamento cinese dopo che secondo Bloomberg 17 province su 30 non avrebbero raggiunto il target di crescita previsto nel primo semestre. Vendite anche sugli energetici con il Wti (-1,4%) che sconta le attese sul PIL Usa di oggi. In lieve calo sotto i 107 $/b invece il Brent. Negativo anche l’andamento dei preziosi con l’oro che però in mattinata è ritornato sopra quota 1330 $/oncia. Tra gli agricoli rimbalzano le quotazioni di mais (+1,3%) e grano (+0,6%), mentre ancora penalizzata è la soia (-1,3%) su attese di una forte produzione Usa. Da segnalare il secondo giorno di rialzo per l’olio di palma favorito dal deprezzamento del ringgit malese.

Azionario: giornata di ieri all’insegna dei rialzi in Europa con tutti i principali listini che hanno chiuso in positivo in un contesto di volumi in rialzo rispetto alla seduta di lunedì. Gli operatori, si mantengono ancora cauti in vista degli appuntamenti di questa settimana, utilizzando le indicazioni giunte dai conti trimestrali per selezionare i settori da premiare. Ieri è stata la volta del comparto utilities, uno dei peggiori da inizio anno, che ha beneficiato dai sorprendenti risultati presentati da EDF (+7,4%). Buon andamento per il settore media e tecnologico, mentre in controtendenza si è mosso il comparto energetico penalizzato sia dal calo del greggio, sia dai deludenti dati trimestrali di BP (-3,4%). In Italia l’indice Ftsmib ha messo a segno un rialzo di oltre l’1,5% risultando il migliore in Europa. Tale andamento è stato favorito dal rimbalzo del comparto bancario unito al forte rialzo messo a segno da Saipem (+6%) dopo i conti trimestrali. In controtendenza Fiat (-4%) dopo che la società ha ridotto le stime sugli utili per la seconda dell’anno per il Gruppo Chrysler. In mattinata apertura debole per i listini europei con vendite generalizzate su tutti i settori ad eccezione di auto ed alimentari. Negli Usa, seduta ancora altalenante per i principali indici che, dopo una partenza in rialzo hanno perso forza nel corso della seduta chiudendo le contrattazioni poco sopra la parità. A livello settoriale prese di profitto hanno interessato il comparto telecomunicazioni, mentre al rialzo spicca il settore tecnologico che ha portato l’indice Nasdaq ad aggiornare nuovi massimi dal 2001. Sul fronte emergente, sesta seduta consecutiva in calo per l’indice MSCI EM che sconta l’andamento negativo dei listini dell’area latinoamericana, in particolare quello brasiliano (-1,3%). Misti invece i listini europei con la borsa turca che mette a segno un rialzo del 2% circa, in calo invece il listino russo penalizzato dalla debolezza del greggio. In mattinata andamento negativo per i listini asiatici, ad eccezione di quelli cinesi. Ancora vendite sulla borsa indiana che registra la sesta seduta consecutiva in calo su timori per la stabilità finanziaria del Paese dopo che la rupia ha raggiunto nuovi minimi storici vs dollaro.