Borsa Milano maglia nera d’Europa, in attesa della Bce

3 Giugno 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) — Giornata di vendite per le Borse europee, mentre gli investitori adottano un atteggiamento prudente in attesa delle mosse della Bce. Le decisioni della banca centrale sulla politica monetaria saranno annunciate giovedì.

Maglia nera di giornata è Piazza Affari, che ieri aveva messo a segno la migliore prestazione tra i listini del Vecchio Continente: il Ftse Mib ha lasciato sul terreno lo 0,64% portandosi a 21.656 punti.

Sul mercato dei cambi, l’euro chiude sopra quota 1,36 dollari, a 1,3625 da 1,3595 ieri sera. La moneta unica vale anche 139,59 yen (139,19), mentre il rapporto dollaro/yen e’ a 102,46 (102,32). Sostanzialmente invariato, infine, il prezzo del petrolio: il contratto di riferimento del wti viene trattato a 102,62 dollari al barile (+0,15%)

Sul mercato dei titoli di stato, lo spread tra il Btp decennale e il Bund tedesco è pari a 168 punti base. Il rendimento dei titoli di Stato italiani a 10 anni si attesta al 3,10%

Tra i titoli a maggiore capitalizzazione, Enel Green Power ha beneficiato del piano Usa per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, che con ogni probabilità aprirà la strada a nuovi incentivi per le energie rinnovabili. Realizzi sulle banche, dopo il recente mini rally, mentre Mediaset ha chiuso in rosso in attesa di decidere che cosa fare nella partita Digital+.

Molti economisti ritengono che il presidente Mario Draghi adotterà nuove misure a sostegno dell’economia dell’Eurozona e contro la deflazione, ma le opinioni sugli interventi che saranno adottati sono diverse. La prospettiva di un QE in stile Fed viene considerata poco probabile, mentre nelle ultime settimane ha preso piede in misura maggiore l’ipotesi di un taglio dei tassi sui depositi, che diventerebbero negativi.

Le ipotesi di un intervento si rafforzano dopo i dati provenienti dall’Europa, relativi alla disoccupazione e all’inflazione. In generale, in Eurozona il tasso di disoccupazione è sceso all’11,7% ad aprile rispetto all’11,8% del mese precedente, rimanendo comunque a livelli decisamente elevati.

Male in particolare il mercato del lavoro italiano, che nel primo trimestre dell’anno ha assistito a una disoccupazione record, sia su base generale che giovanile.

I timori sulla minaccia della deflazione in Eurozona sono stati confermati dalla pubblicazione dell’indice preliminare dei prezzi al consumo elaborato da Eurostat, che è sceso a +0,5% dal +0,7% di aprile, e a un ritmo superiore a quanto atteso dagli analisti.

In generale, si accavallano indiscrezioni e rumor: si parla di nuovi aiuti alle banche da parte dell’Eurotowe e anche di possibile delusione dei mercati.

L’analisi tecnica fa notare come l’indice Ftse Mib sia riuscito a difendere la soglia dei 21.500 punti e grazie alla tenuta di questa si è spinto in direzione dei 21.800 punti.

Le attese sono ora per un superamento di questo livello che proietterà i corsi verso area 22.000 e in seguito in direzione dei massimi dell’anno in area 22.200, dove si andrà a valutare la forza del mercato, per vedere se ci saranno le condizioni ideali per assistere ad ulteriori spunti rialzisti nel breve.

La mancata violazione dei 21.800 punti potrebbe aprire le porte a dei ripiegamenti che troveranno un primo sostegno in area 21.600/21.500. Con il cedimento di questa soglia di prezzo la discesa proseguirà verso i 21.300/21.200 prima e in direzione dei 21.100/21.000 in un secondo momento. Molto importante sarà la tenuta di quest’ultimo livello di prezzo, il cedimnto della quale spingerà il Ftse Mib verso l’area dei 20.800/20.700m dove verrà chiuso il gap-up lasciato aperto nella sessione di lunedì scorso

Listini asiatici positivi, con l’indice di riferimento MSCI Asia Pacific Index che si posiziona sui nuovi massimi in sei mesi. Incidono positivamente la chiusura record di Wall Street e il dato cinese relativo al settore manifatturiero, il PMI finale stilato da HSBC, che a maggio si è attestato a 49,4 punti, in calo rispetto alla lettura preliminare di 49,7, ma in rialzo rispetto ai 48,1 punti di aprile. L’indice dei servizi è inoltre salito al massimo in sei mesi.

“La lettura finale del PMI (manifatturiero) di maggio ha confermato che l’economia si sta stabilizzando, ma è troppo presto dire che ha toccato il fondo, soprattutto alla luce della debolezza del settore immobiliare. L’assenza di un momentum di crescita sostenibile avalla la necessità di un sostegno più forte da parte delle autorità. Riteniamo che sia la politica monetaria che fiscale sarà allentata gradualmente nei prossimi mesi”, ha commentato Hongbin Qu, responsabile economista della divisione di ricerca economica presso HSBC.

Intanto, la Reserve Bank of Australia ha lasciato i tassi di interesse invariati al minimo record del 2,5%. Indice azionario australiano -0,70%.

Borsa di Tokyo positiva, con l’indice Nikkei che ha superato quota 15.000 (nel finale +0,66% a 15.034,25 punti), sulla scia delle indiscrezioni secondo cui il fondo di investimento pensionistico del Giappone, il più grande al mondo, potrebbe decidere di aumentare l’esposizione verso l’azionario nipponico dal 12% al 20%.

Altri mercati: Shanghai piatta con +0,06%, Hong Kong +0,73%, Kospi +0,33%.