BORSA MILANO: LISTINO PESANTE, MIBTEL A -2,17%

4 Gennaio 2000, di Redazione Wall Street Italia

La Borsa di Milano chiude la prima parte della seduta con una perdita del 2,17%. Il Mibtel è a quota 27.484 punti. Pochi i titoli in controtendenza, e fra questi la Popolare Milano, sospesa per eccesso di rialzo e poi riammessi a parametri larghi con un guadagno dell’11%.

In controtendenza anche Acea che, aiutata dalla prossima estensione a tutto il territorio nazionale dei servizi telefonici, guadagna il 3,77% e trascina la milanese Aem (+2,17%). Ha limato i guadagni ma rimane positiva Fiat (+0,82%). Sulle voci di una possibile alleanza con la Popolare Vicentina, tiene Banca Roma (+0,4%) mentre il presunto abbandono delle trattative con la Popolare Novara (+4,68%) da parte della banca veneta sostiene l’istituto guidato da Siro Lombardini.

Dominano le vendite nel comparto dei telefonici dove Tim perde il 3,85% Tecnost il 2,96%, Telecom il 3,19% e Olivetti il 2,67%. Pesante Enel (-1,88%). In cauto rialzo intanto Finmeccanica (+0,65%).

Ormai si attende la riapertura di Wall Street. Un operatore di una primaria Sim ammette che il mercato sarà depresso fino a quando non si capirà meglio la tendenza dei tassi americani e le intenzione della Federal Reserve, Banca centrale Usa, la cui Fomc (Fedreal open market committee) si riunirà a febbraio.

Intanto è stato chiarito il motivo del ritardo nell’apertura delle contrattazioni, questa mattina, a Piazza Affari. Non si sarebbe trattato del colpo di coda del millennium bug: il ritardo “è dipeso dalle difficoltà di alcuni intermediari per un problema tecnico su un software che tuttavia non è fornito dalla società di gestione del mercato azionario”.