Borsa Milano in solido rialzo: spread a 415

26 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Quadro generale in rialzo per le borse europee, con Piazza Affari che si mette in mostra dopo l’esito positivo dell’ asta dei titoli di stato a due e tre anni. Ha aiutato anche la performance molto positiva dei bancari, che tanto peso hanno sul listino milanese.

Il Ftse Mib, che è balzato fino a +2%, nel finale si è allontanato lievemente dai massimi intraday, guadagnando l’1,71% a quota 16.111 punti.

Grande attenzione alla performance dei titoli di stato italiani, con il differenziale tra rendimenti italiani e tedeschi sceso nella parte bassa della zona di trading range dell’ultima settimana, compresa tra 410-430. Al momento lo spread sulla scadenza a dieci anni si attesta a 415,73 punti (oltre -2%). Fari, poi, sui rendimenti del BTP a 10 anni che sono scesi durante la sessione anche sotto la soglia psicologica del 6% per la prima volta dallo scorso 8 dicembre, al 5,99%, per poi risalire nel finale al 6,06%.

Positive anche le altre piazze finanziarie europee. Londra +1,15%, Parigi +1,22%, Francoforte +1,78%, Zurigo +0,07%, mentre il paniere di riferimento del continente Eurostoxx 50 ha segnato una crescita dell’1,22% circa.

Ancora una volta le aspettative degli investitori – e anche le speculazioni – sono state per il raggiungimento di un accordo tra i creditori privati e la Grecia. La stampa locale sembra credere a una svolta per il paese. E in effetti si vocifera in modo sempre più insistente sulla possibile “resa” dei creditori, che alla fine avrebbero deciso di accettare un tasso inferiore al 4% sull’emissione di nuove bond, come auspicato anche dall’Eurogruppo.

Gli operatori hanno guardato con favore anche al comunicato della Fed, che ha dichiarato che i tassi Usa di riferimento resteranno a quota zero fino al 2014. Dopo l’annuncio e’ salito tutto sui mercati, anche Treasuries Usa e oro, “come se il mercato non sapesse quale direzione prendere”, riferiscono alcuni trader. In ogni caso la disponibilità della Fed a sostenere i mercati con una politica monetaria di tipo espansivo è stata accolta con crescente ottimismo nelle ultime ore.

La giornata e’ caratterizzata da un altro evento clou, oltre all’emissione di titoli di stato italiani: i conti di Nokia che sono stati comunicati verso la tarda mattinata e che hanno messo in evidenza un profondo rosso del bilancio a fine anno. Di fatto, nel quarto trimestre del 2011, il colosso finlandese ha registrato una perdita netta di 1,07 miliardi di euro, superiore alla stima media di 90,3 milioni: la buona notizia è che il gruppo ha venduto 19,6 milioni di smartphone, battendo le attese del mercato.

Sul Ftse Mib, bel balzo delle banche: Unicredit +1,37%, Ubi Banca +4,22%, MPS +6,4%, con il mercato che ha giocato sull’appeal speculativo di un rapporto tra tier 1 e valore nominale conveniente. Per la banca di Siena da martedì alla sessione odierna il balzo e’ stato del +50% circa.

Di oggi, le indiscrezioni dell’addio di Francesco Gaetano Caltagirone dalla vicepresidenza e anche dal consiglio di amministrazione di MPS. In rally altri titoli bancari, come Banco Popolare +3,38%, Intesa SanPaolo +2,49% e BPM +5%. Bene anche titoli di altri settori, come Exor +2,87%, Fiat +2,19%, Fiat Industrial +2,33%. Tra i segni meno, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, che nel finale ha ceduto lo 0,98% e Atlantia -0,16%.

Secondo la stampa Ubi Banca, Monte Paschi e Banco Popolare potrebbero seguire le orme di Unicredit e procedere a operazioni di buyback. E’ vero pero’, secondo gli analisti, che MPS e BP non hanno le stesse caratteristiche di Piazza Cordusio e non e’ detto che se lo possano permettere. “Prima di varare un aumento di capitale e azioni di capital management e’ necessario avere un capitale adeguato e solido”, osservano gli analisti.

Intanto Assogestioni segnala che in Italia la raccolta ha registrato una flessione a dicembre per i fondi di investimento. Secondo i dai preliminari sull’andamento del settore diffusi da Assogestioni, l’industria del risparmio gestito ha registrato disinvestimenti per 9,5 miliardi di euro: 5,9 miliardi in uscita dalle Gestioni Collettive e 3,6 miliardi dalle Gestioni di Portafoglio. Alla fine dell’anno gli asset totali superavano abbondantemente i 937 miliardi di euro: 476 investiti in Gestioni di Portafoglio (51%) e 461 in Gestioni Collettive (49%).

Sul fronte valutario, l’euro ha guadagnato lo 0,46% nei confronti del dollaro a $1,3160. La moneta unica è rimasta piatta verso il franco svizzero a CHF 1,2070, e anche contro lo yen ha segnato una performance invariata a JPY 101,85.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio salgono sul Nymex di New York dell’1,26%, a quota $100,65 al barile, mentre le quotazioni dell’oro avanzano dell’1,46%, a $1.727,80.

A SEGUIRE L’ANALISI TECNICA DI UNICREDIT

di Pietro Paciello

Dopo giorni e giorni di ribassi, fa un certo effetto vedere un andamento del mercato così positivo, con rialzi generalizzati su tutte le blue chips e, cosa ancor più confortante, con un andamento dello spread BUND/BTP in decisa fase discendente.

Certo è presto per brindare, ma non c’è dubbio che il mese di gennaio dopo qualche piccolo tentennamento iniziale sia partito con il piede giusto.

Il problema adesso sarà misurare con buona precisione la strada che questo rimbalzo tecnico potrà ancora percorrere, al fine di stimare al meglio i potenziali livelli di prezzo dove monetizzare un pò di plusvalenze e ripristinare un pò di liquidità da investire successivamente a prezzi più convenienti.

Ovviamente non siamo gli unici a pensarla in questo modo e questo, se vogliamo, facilita un pò il compito; un’avvisaglia di quanto sopra si è già vista ieri, con molti operatori pronti a monetizzare non appena il nostro indice FTSE MIB si è avvicinato alla soglia “psicologica ma non tecnica” dei 16.000 punti, livello intorno al quale sono scattati decisi i realizzi soprattutto sui titoli più performanti da inizio anno.

A conferma di questo scenario da “prese di profitto” abbiamo rilevato anche un rimbalzo del BUND future, riportatosi sopra area 138 come peraltro da noi paventato nell’ultimo approfondimento al riguardo.

Tutto nella norma dunque e fino a quando le fasi di accumulo e distribuzione rispetteranno i supporti dinamici che stanno guidando questo rimbalzo non ci sarà nulla da temere; d’altronde su molti titoli il recupero messo a segno dai recenti minimi supera abbondantemente la doppia cifra, e chi ha avuto la prontezza di compare a prezzi stracciati farà bene a rimanere concentrato sul tesoretto che si ritrova i portafoglio piuttosto che cercare nuove prede sicuramente meno a buon mercato.

Una volta tanto proviamo a lasciar correre i profitti.
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UNICREDIT: posizionamento LONG da area 3.37.

Scenario tecnico e obiettivi: continua il movimento di recupero del titolo che dopo aver violato la prima resistenza dinamica in area 3.37, dove sono scattati massicci posizionamenti long, ha violato con estrema facilità anche il secondo ostacolo (II resistenza dinamica…) che ha incontrato sul proprio cammino, superando area 3.70 con estrema rapidità e con buoni volumi scambiati.

La prossima resistenza dinamica, la più importante e la più visibile, transita in area 4.15 e, se raggiunta, sarà un livello dove le prese di profitto dovrebbero scattare copiose (nell’eventualità sarà meglio non farsi trovare impreparati…).

La seduta di ieri, d’altra parte, è stata abbastanza significativa al riguardo visto che non appena la soglia dei 4.0 euro per azione è stata raggiunta (livello psicologicamente valido ma tecnicamente poco rappresentativo…) subito le vendite sono scattate copiose, in campana…

Lo scenario di cui sopra – decisamente positivo – viene leggermente offuscato da un approfondimento di analisi su grafici a 4 ore: sul titolo si sta formando una evidente divergenza ribassista, figura solitamente molto affidabile.

Una correzione quindi pare alle porte e magari scatterà nelle prossime ore. Ciononostante la nostra view rimane decisamente positiva su UNICREDIT (per non parlare di INTESA SANPAOLO che preferiamo da tempo fra le due… ) e fino a quando il supporto dinamico in area 3.50 continuerà a supportare il movimento di recupero non ci sarà nulla da temere.