Borsa Milano in ribasso, euro in ripresa. “Temiamo partiti anti-austerity in Italia”

2 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – La Borsa di Milano chiude in negativo, ma sui massimi di seduta. Il listino Ftse Mib fa segnare un -0,09% a 20.485,69 punti, dopo essersi riuscito a distaccare dal supporto di 20.400 punti.

In ribasso, a fronte del rally dei titoli bancari greci, sono sopratutto i bancari italiani e spagnoli. In generale la visione dei mercati è che l’impatto della crisi greca sarà contenuto e gestibile ma la prospettiva di difficili negoziati tra Atene e i creditori inizia a erodore l’appetito sugli asset nei mercati come Italia e Spagna. “Il mercato è debole segnalando qualche incertezza a livello geopolitico, primo fra tutti il fronte greco ma al momento niente di preoccupante”, osserva a Reuters un trader.

Sul mercato dei titoli di stato, sensibile flessione per lo spread tra BTP e Bund decennali, +1,03% a quota 135,43, a fronte di rendimenti decennali in ribasso all’1,6% (+0,94%). Non basta il dato relativo alla manifattura italiana, che ha dato qualche segnale di speranza.

Da domani a Piazza Affari secondo i graficisti citati da Reuters, un rilancio del trend rialzista dovrebbe scontrarsi con l’ostacolo collocato a 20.800 punti, che si sta dimostrando di difficile superamento.

Si aspettano di conoscere i nuovi sviluppi sui tentativi della Grecia di trattare per siglare un nuovo accordo sul debito con i suoi partner europei. Il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis ha detto che presto verrà preso una decisione.

Molto positiva la seduta per Atene dopo le dichiarazioni a favore della Grecia rilasciate dal presidente americano Barack Obama. I titoli bancari greci balzano fino a +14.5%; in tre sedute guadagnano così +21%, dopo essere crollate -44% nei tre giorni precedenti.

Non basta però questo alle altre Borse europee. Lo Stoxx Europe Index 300 chiude in marginale rialzo dello 0,04%, con Londra, Parigi e Francoforte positive mentre Madrid è la peggiore piazza europea con un calo dell’1%.

Lo Stoxx Europe 600 ha realizzato un rally del +7,2% in gennaio, che lo ha portato vicino +1,4% al record in sette anni. Si è trattato dell’inizio anno migliore dal 1989.

“Sono ancora preoccupato per l’assenza di riforme in Europa e il fatto che non si stia investendo sul serio – ha commentato, in un’intervista a Bloomberg, Andrea Williams, di Royal London Asset Management, a Londra – La Grecia continuerà a essere un problema, e tale fattore preoccuperà i merati fino a quando non si raggiungerà un qualche accordo. Problema più preoccupante, è se i partiti anti-austerity guadagneranno voti in economie più grandi come Italia e Spagna”.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio segnano un rialzo di +2,24% a 49,32 dollari al barile; Brent +3,02% a $54,59. Oro -0,24% a 1.275,40 il barile.

Sul valutario, la banca nazionale svizzera aveva promesso un intervento e l’intervento è arrivato, favorendo l’euro sul franco. La moneta unica +1,75% a CHF 1,055. Sul dollaro guadagna +0,54%% a $1,1346; dollaro/yen +0,11% a JPY 117,57. Euro/yen +0,60% a JPY 133,38.

Di nuovo forti smobilizzi sull’azionario cinese, scosso da ulteriori casi finiti sotto inchiesta per corruzione nel settore bancario.

Lo Shanghai Composite ha sofferto la peggior perdita in tre settimane in più di un anno, con un calo -3,8% dall’inizio dell’anno. A preoccupare le autorità cinesi, sono anche i continui smobilizzi sullo yuan, che ora è scambiato a uno sconto record dell’1,94% rispetto al fixing della Banca centrale cinese.

In generale, mercati asiatici in flessione per la quarta sessione consecutiva; si sconta anche la pubblicazione del dato relativo all’attività manifatturiera sempre della Cina, che è sceso per la prima volta in più di due anni in fase di contrazione. Sullo sfondo, la delusione per il Pil Usa relativo al quarto trimestre del 2014.

Stando ai numeri governativi, il dato sull’attività manifatturiera è scerso a 49,8 punti dopo i 50,1 di dicembre, dunqie al di sotto della soglia di 50 punti, linea di demarcazione tra fase di contrazione (valori al di sotto) e di espansione (valori al di sopra). Deluse le attese degli analisti, in media di 50,2 punti.

L’indice di Shanghai ha chiuso dunque in calo -2,53%; Tokyo -0,66%; Seoul +0,18%, Sidney +0,66%.

(DaC-Lna)