Borsa Milano in rialzo, test chiave a 21.700. Spread scende sotto 165, tassi al 2,94%

2 Giugno 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano chiude la sessione senza grandi slanci, ma pur sempre in territorio positivo, con il Ftse Mib che si attesta a +0,77% a 21.796,17 punti. In testa al listino Ubi Banca, Pirelli e Unipol Sai.

Da segnalare che le prospettive di una ripresa del Pil Usa nel secondo trimestre e gli stimoli delle banche centrali in Giappone, Europa e Cina, oltre che alla pubblicazione di utili societari migliori delle atese, hanno consentito all’azionario globale di balzare la scorsa settimana al record di $64.000 miliardi.

Sul mercato dei titoli di stato, spread BTP-Bund a 10 anni in restringimento con -0,44% a 164,40 punti base, a fronte di rendimenti sui BTP decennali -0,79% al 2,96%.

Grande attesa per la riunione della Bce che si terrà giovedì 5 giugno; secondo gli economisti intervistati da Bloomberg, l’Eurotower taglierà probabilmente il tasso di deposito a -0,1% dallo zero attuale. Ottimismo dopo la pubblicazione dell’indice manifatturiero cinese Purchasing Managers’ Index, salito a maggio a 50,8 punti, e al ritmo più sostenuto di quest’anno.

Secondo l’analisi tecnica di Davide Pantaleo, per l’indice Ftse Mib, le attese sono per una prosecuzione del rialzo nel breve e con il superamento dei 21.700 punti si assisterà con buona probabilità ad un test dei 22.000 punti, senza escludere estensioni rialziste fin verso i 22.200 nella migliore delle ipotesi.

A suo avviso “eventuali ritorni al di sotto dei 21.500 punti potrebbero favorire dei ripiegamenti che troveranno un primo sostegno in area 21.300/21.200, ma ancor più rilevante sarà la tenuta dei 21.100/21.000. Solo con discese al di sotto di quest’ultima soglia di prezzo ci sarà il rischio di una prosecuzione del ribasso che porterà alla chiusura del gap-up lasciato aperto in avvio della scorsa settimana a 20.700. Negativo sarà l’abbandono di questo supporto che aprirà le porte a ripiegamenti verso i 20.500 e i 20.000 punti nel peggiore dei casi”.

L’indice azionario italiano riparte dopo aver guadagnato oltre +4% la scorsa settimana; su base mensile, a maggio, il trend è stato di un calo -0,7%.

Lo scorso venerdì i titoli bancari italiani hanno di fatto snobbato la nota di Moody’s che ha tagliato l’outlook su quattro banche italiane e si sono concentrati piuttosto sulle parole di Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, che ha chiesto di rafforzare la separazione tra istituti di credito e fondazioni.

Listini asiatici positivi, con l’indice di riferimento MSCI Asia Pacific Index sui massimi in sei mesi. Balzo dell’indice Nikkei della Borsa di Tokyo, in rialzo +2% circa dopo che alcuni dati hanno messo in evidenza che le società del paese hanno aumentato le spese in conto capitale a un tasso annuo +7,4% nel periodo compreso tra gennaio e marzo.

Il Nikkei ha terminato maggio riportando il primo guadagno mensile in cinque mesi e al momento viaggia al record in due mesi. Hong Kong +0,31%, indice australiano S&P/ASX 200 +0,47%, Shanghai piatta nel finale con -0,07%, Kospi +0,35%. Occhio anche al trend della borsa thailandese, con l’indice SET +1%, dopo che Moody’s ha ribadito il rating a Baa1, affermando che le finanze sono solide al punto da far fronte all’instabilità politica. Borsa India +1%.

Sul valutario, l’euro -0,23% a $1,3599; dollaro/yen +0,23% a JPY 102,01. Euro/franco svizzero +0,11% a CHF 1,2215, euro/yen -0,02% a JPY 138,73.

Tra le commodities, i futures sul petrolio +0,41% a $103,13; quotazioni oro -0,08% a $1.245.