Borsa Milano in rialzo, punta a violare resistenza di 20.460

24 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Avvio di settimana privo di spunti particolari per le Borse europee. I listini hanno tirato il fiato dopo i recenti rialzi, riuscendo comunque a chiudere in territorio positivo grazie ai nuovi record nuovo record segnati dall’S&P 500. Nel giorno del voto di fiducia al governo Renzi Piazza Affari ha registrato un +0,42% sul Ftse Mib a 20477,5 punti. Spread BTP-Bund a 10 anni in lievissimo rialzo, sopra 192 punti base.

Dal punto di vista prettamente tecnico, la prima area di supporto stimata è a 20.244, mentre la resistenza più immediata a cui punta l’indice italiano è a 20.460 punti.

A livello settoriale, assicurativi e risparmio gestito in rosso, pagano l’ipotesi di una tassazione sulle rendite finanziarie. A parte gli annunci di Delrio di ieri, la Borsa di Milano ha mostrato una reazione contenuta alle notizie politiche e al discorso del Premier Matteo Renzi.

Tra i titoli a maggiore capitalizzazione, si e’ messo in luce Ferragamo (+2,22%), grazie all’ottimismo dell’a.d. Michele Norsa sull’andamento del gruppo nel 2014. Denaro su Ansaldo Sts e la controllante Finmeccanica: secondo indiscrezioni di stampa il colosso China Cnr Corporation sarebbe interessato ad Ansaldo. In ordine sparso le banche, mentre i realizzi hanno penalizzato Atlantia, colpita anche dal taglio della raccomandazione da parte degli analisti di Ubs.

Occhio all’analisi tecnica del Ftse Mib: l’indice disegna una black spinning top che archivia la peggior seduta delle ultime 13.

Si può parlare, come spiega Pietro di Lorenzo, amministratore unico di SOS Trader, di una “sorta di consolidamento dopo il “Renzino” (così è stato ribattezzato il breakout di venerdì scorso) in cui i prezzi consolidano in circa 400 punti fra area 20.150 e 20.580″.

La “rottura di questo rettangolo dipenderà in parte dall’accoglienza che darà il mercato al nuovo governo Renzi”.

Debolezza sui mercati asiatici, dopo il balzo dello yen sulle principali valute mondiali e la stretta decisa dalle banche cinesi sui prestiti nel settore immobiliare.

Negativa la Borsa di Tokyo, Nikkei -0,19%.

Tra i market mover, la notizia secondo cui alcune banche cinesi avrebbero tagliato i prestiti alle società di costruzione e immobiliare, dopo che i prezzi delle nuove case sono saliti in 69 città su 70.

Tra gli istituti di credito, Industrial Bank. “Le politiche più severe sul credito in Cina saranno interpretate ovviamente come un fattore negativo nel breve termine”, ha commentato in una intervista a Bloomberg George Boubouras, responsabile investimenti presso Equity Trustees, a Melbourne, in Australia. Indice di riferimento di Shanghai CSI 300 Index -2,2%.

Sul valutario, euro poco mosso a 1,3746 dollari (1,3738 venerdi’); dollaro/yen -0,15% a JPY 102,37; euro/franco svizzero +0,15% a CHF 1,2208.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio sale dello 0,58% a 102,79 dollari al barile.
, il prezzo dell’oro +0,90% a quota $1.335,50 l’oncia.