Borsa Milano in lieve rialzo. Euro oltre $1,13

6 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Il Ftse MIB chiude la giornata di contrattazioni +0,37% a quota 22.660 punti.

Vola la moneta unica, favorita dal rialzo dei rendimenti sui titoli tedeschi visto ieri e oggi, che va a ridurre il divario rispetto ai livelli dei tassi sui Treasuries. L’euro supera i massimi da due mesi sul dollaro visti la settimana scorsa. A fine seduta la moneta unica balza +1,36% a $1,1336. Dollaro/yen -0,34% a JPY 119,41. Euro/franco svizzero +0,17% a CHF 1,0374. Euro/sterlina +0,90% a 0,7431. Euro/yen +1% a JPY 135,40.

Il dollaro e l’azionario Usa sono invece penalizzati dalle ultime dichiarazioni di Janet Yellen, secondo cui i “prezzi della Borsa sono in generale abbastanza elevati”.

Dal fronte economico, l’indice Pmi italiano dei servizi è aumentato a 53,1 punti in aprile, facendo meglio delle attese e portandosi ai massimi di dieci mesi.

Sul paniere milanese si sono messi in evidenza alcuni istituti di credito, come Banca Carige; bene Mps +1,38% e in generale le banche popolari. Male Buzzi -2,90% e soprattutto Atlantia -4,60%.

Mentre continua la corsa contro il tempo di Atene per evitare un default delle finanze pubbliche, l’obbligazionario è colpito dalle vendite. Nella notte un selloff nei bond governativi ha spinto l’azionario asiatico ai minimi di due settimane. Gli investitori temono che le prese di profitto possano coinvolgere altre classi di asset. Il dollaro resta fiacco, appesantito dai timori sul fronte del deficit. Petrolio di corsa dopo una mossa a sopresa dell’Arabia Saudita.

La miglior primavera da diversi anni a questa parte per l’economia europea non è sufficiente ad alimentare gli acquisti. Il morale è basso. Sullo sfondo rimangono le difficili trattative sul debito greco e l’attesa per le elezioni nel Regno Unito.

Sul fronte macro hanno deluso le vendite al dettaglio Ue in marzo. Il calo è stato del -0,8% più del -0,3% stimato; +0,1% era il dato del mese precedente. Su base annua la crescita delle vendite si è attenuata al +1,6% dal +2,8% antecedente.

Meglio hanno fatto invece i dati sul Pmi dei servizi, che hanno confermato la fase di espansione in Europa. Il balzo della Spagna e il recupero dell’Italia hanno compensato la frenata della Germania e della Francia. A Parigi l’indice composito che include anche l’attività manifatturiera si è avvicinato alla zona di contrazione in aprile.

In ambito societario Société Générale ha registrato un rialzo dei profitti nel primo trimestre, in linea con le trimestrali positive del settore bancario del continente. Gli utili sono saliti più di cinque volte, con l’azienda che si è saputa rifare dopo le perdite subite per via degli affari in Russia. Bene ha fatto anche Crédit Agricole.

Tra le materie prime, il petrolio – che ieri ha toccato i massimi del 2015, con il Wti oltre quota 61 dollari e il Brent a un passo dai $70 – continua la sua corsa. A favorire il greggio è stata la decisione dell’Arabia Saudita di alzare il prezzo di vendita. Oggi i futures sul petrolio Wti in crescita +1,82% a $61,50 al barile; Brent +2,40% a quota $69,15. Oro -0,36% a $1.188,90. Argento -0,78% a $16,45. Il Brent è in progresso di circa il 50% dai minimi pluriennali toccati a gennaio. Le attese di un ridimensionamento delle scorte negli Stati Uniti hanno spinto i futures sul mercato londinese al massimo da dicembre 2014.

In Asia mercati ai minimi di due settimane e chiusura in rosso per Tokyo. Le borse in Cina recuperano terreno sulla scia della pubblicazione dei dati Pmi sul settore terziario. L’indice dei servizi di HSBC è cresciuto ai massimi da 4 mesi.

(DaC-Lna)