Borsa Milano in lieve calo. Fari su Eni: in vendita quota Tesoro?

20 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – In attesa della pubblicazione, prevista in serata, dei verbali della riunione di ottobre della banca centrale Usa, la Borsa di Milano arranca con il listino Ftse Mib che in chiusura segna un -0,21% a 18.728 punti. Sotto pressione l’euro dopo che la Bce ha fatto sapere di valutare l’ipotesi di abbassare i tassi sui depositi bancari presso la Bce al -0,1%.

“È un mercato piatto con scambi piatti”, fanno sapere a Reuters i trader di Piazza Affari, segnalando una certa volatilità sebbene tra volumi contenuti.

Occhio ai titoli protagonisti della giornata di contrattazioni, per effetto di rumor o giudizi degli analisti. Si tratta di Pirelli; Banco Popolare; e soprattutto Eni, per le voci di mercato relative alle mosse che il governo vuole adottare riguardo alle cessioni delle sue quote. Le quotazioni fanno segnare un calo.

Contrastate le banche. Tra gli altri titoli Telecom Italia ingessata; Finmeccanica, in rosso dopo la cancellazione della commessa indiana per gli elicotteri prodotti da Agusta Westland; pesante anche Saipem.

Forti alla vigilia le vendite sul listino italiano, che ha pagato anche le dichiarazioni giunte dal vice presidente della Bce Victor Costancio sull’eventualità dell’acquisto di asset da parte della Bce.

Chiusura all’insegna della stabilita’ per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il benchmark decennale italiano e quello tedesco ha chiuso la seduta a 236 punti base, sullo stesso livello della chiusura di ieri, con un rendimento del 4,08 per cento. Molto vicino a quello tra BTp e Bund, lo spread tra Bonos spagnoli e i titoli tedeschi che si attesta in chiusura a 237 punti base, con un rendimento del 4,10 per cento. Misti gli altri indici azionari europei: Londra -0,25%, Francoforte +0,1%, Parigi -0.09%.

L’indice benchmark Stoxx Europe 600 ieri è sceso dal massimo in cinque anni, riducendo i guadagni da inizio anno al 15%. L’indice è scambiato a un valore pari a 15,1 volte gli utili attesi, vicino al massimo livello dalla fine del 2009 e più della media di 12,1 volte degli ultimi 10 anni, stando ai dati compilati da Bloomberg. Aumentano dunque i timori di un mercato in condizioni di ipercomprato.

Lo S&P 500 scambia a un valore pari a 16,2 volte gli utili attesi, mentre l’indice asiatico MSCI Asia Pacific ha testato ieri 13,9 volte gli utili attesi, dopo aver toccato quota 14 lo scorso 18 novembre, il massimo dal mese di maggio.

Gli investitori attendono la pubblicazione delle minute del Fomc – il braccio di politica monetaria della Fed -, che potrebbero dare indicazioni su quelle che saranno le prossime mosse della Banca centrale americana.

Rassicurazioni sugli aiuti della Fed sotto forma di stimoli monetari, e dunque di una politica monetaria largamente accomodante, sono arrivate nelle ultime ore dal presidente uscente Ben Bernanke, che ha allontanato i timori del tapering, ovvero della riduzione degli acquisti di asset, che al momento avvengono (da parte della Fed) per un valore di $85 miliardi al mese. Intanto Jeremy Grantham, tra i fondatori della banca d’affari GMO, famoso per la sua innata prudenza nei confronti dei mercato azionario, ritiene che Wall Street balzerà fino a +30%, prima di soffrire l’esplosione della terza bolla dal 1999.

I flussi speculativi americani si dirigono anche sui titoli bancari europei e anche i più ribassisti sono pronti a scommettere sull’Europa.

Tornando alla Fed, secondo le previsioni di Bloomberg, l’istituto dovrebbe iniziare a smorzare gli aiuti portandoli alla cifra di $70 miliardi al mese, solo il prossimo anno, nella riunione del 18-19 marzo. Per ora le parole di Bernanke confermando che “le misure di QE (quantitative easing) continueranno, certamente nel breve periodo”, ha commentato in una intervista a Bloomberg Kirk Hartman, responsabile investimenti presso Wells Capital Managament, a Los Angeles.

Azionario asiatico in calo per il secondo giorno consecutivo dopo che le valutazioni dell’indice benchmark MSCI Asia Pacific Index hanno testato il record da maggio. Samsung in calo di oltre l’1% nell’attesa della sentenza della corte americana di San Jose, in California, che dovrebbe stabilire quanto il colosso dovrà pagare ad Apple per violazione di brevetto. Rally di Micronics Japan, +21% dopo che la società produttrice di componenti per computer ha rivisto al rialzo le stime sugli utili dell’intero anno. Borsa Tokyo in ribasso, Nikkei -0,33%, Hong Kong +0,18%, indice australiano S&P/ASX 200 -0,85%, Shanghai +0,62%, indice coreano Kospi -0,71%.

ALTRI MERCATIEuro -0,04% a $1,3532, dollaro/yen -0,24% a JPY 99,89; euro/franco svizzero -0,09% a CHF 1,2318, euro/yen -0,27% a JPY 135,16.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio +0,12% a $93,45 al barile, oro -0,26% a $1.270,20.